Alimathà 2003  
settembre 2003 by Silvia(Sissibu)&Andrea
Malpensa, 8 settembre 2003, ore 21:10: è la fatidica data di partenza per il nostro primo viaggio alle Maldive!
Ovviamente il volo Air Europe PE7904 pensa bene di essere in ritardo, partirà infatti un’ora dopo, e ulteriore ritardo accumulerà nel previsto scalo a Fiumicino… ma a noi poco importa: quando finalmente decolla e punta verso Malè io e Andrea ci guardiamo soddisfatti, sappiamo che ogni minuto ci avvicina a quello che ci aspettiamo essere un posto straordinario.

L’indomani in cielo brilla un bellissimo sole: quando verso le 11.30 inizia la discesa, e dal blu dell’oceano cominciano a intravedersi le prime isole, scatta l’impazienza, vorrei letteralmente gettarmi giù dall’aereo! Invece decido saggiamente di attendere che atterri, e poi fuori, nella luce accecante del mezzogiorno equatoriale.

Alimatha resort isola di Alimatha atollo di Felidhoo by Silvia&Andrea Sbrighiamo le formalità doganali, ritiriamo il bagaglio, e usciamo nel portico dell’aereoporto dove Maura, l’assistente al banco Alpitour, ci informa che la nostra destinazione è Alimathà e di attendere seduti sotto alcuni ombrelloni, che poi si partirà tutti insieme. Già, perché fino a quel momento nemmeno noi sapevamo quale fosse la nostra isola, avendo prenotato con una formula roulette. Prendiamo atto della cosa e ci dirigiamo ai tavolini, dove attenderemo una mezz’ora abbondante. Infine ci raggiunge Maura che ci raggruppa tutti, e ci guida alla barca veloce che ci condurrà alla nostra agognata meta. Posso tranquillamente affermare che la parte più lunga del viaggio sono proprio state quelle 2 ore abbondanti in barca, forse per la voglia di arrivare, forse per la stanchezza…. Fatto sta che il tempo pareva non passare mai. Finalmente all’orizzonte compare la sagoma di Dhiggiri, dove si fa tappa per coloro che sono diretti proprio lì, e dietro di lei, a 10 minuti ancora, ecco la “nostra “ Alimathà”: già da lontano inizio a fissarla, si erge sulla distesa del mare come un disco tondo, bianco sotto e fitto di vegetazione sopra. Ricordo di aver pensato che assomigliava ad una torta alla panna!!!

Scendiamo sul pontile e il primo impatto è fortissimo, da non scordare mai più: sono le 17:30 (un’ora avanti rispetto a Malè), c’è un bel sole e tutto attorno a noi l’acqua è dei più incredibili colori, pullulante di pesci delle più svariate forme, dimensioni e livree. Ci incantiamo seduta stante a fissarli, meravigliati ed attoniti.
In qualche modo arriviamo al ristorante, dove ci servono un buonissimo e freschissiimo cocktail di benvenuto ed un buffet ricco di cose buone da mangiare: pizzette, focaccine, panini morbidi, frutta…. Ci voleva, eravamo tutti quanti stanchi ed affamati! Il tavolo che occupiamo sarà il nostro per tutta la vacanza, così iniziamo a conoscere gli altri 6 compagni di scorpacciate: siamo infatti in 8 in tutto, per fortuna tutti quanti simpatici.

Alimatha resort isola di Alimatha atollo di Felidhoo by Silvia&Andrea Poi via alla reception, dove ci consegnano le chiavi della nostra stanza, la 78, e il telecomando dell’aria condizionata. Subito fuori ci fanno riconoscere i bagagli che nel frattempo sono stati scaricati dalla barca, scrivono col gesso su ognuno di essi il nostro numero di stanza e un gentilissimo maldiviano ci accompagna a destinazione. Le valigie ci saranno portate entro breve.

Ora inizia la parte più incredibile: entriamo in stanza dall’ingresso posto sul versante interno dell’isola…. e immediatamente usciamo da quello diametralmente opposto! Ci sono infatti 2 porte, e la seconda si apre su una deliziosa terrazza in legno, con un tavolino, 2 sdraio, un appendibiacheria e una vaschetta di acqua dolce per risciaquarsi i piedi. Scendendo 3 gradini e facendo 3 passi sulla sabbia bianca si è dritti in mare! 

Piccola parentesi per la descrizione della stanza: è ampia, semplice, e pulita, con appunto 2 ingressi. Quello verso l’interno dell’isola non è dotato di vaschetta per i piedi, ma ha un altrettanto comodo rubinetto ad altezza caviglie per lo stesso scopo, insomma, hanno pensato a tutto. Il bagno purtroppo non è open-air, ma non ci crucciamo, provarlo sarà un altro valido motivo per tornare di nuovo alle Maldive! La camera è dotata di frigo bar ben fornito, armadio, ventilatore a pale ed aria condizionata, mobile in legno con specchio e cassetti, 2 poltroncine e tavolino di vimini e ovviamente un bel letto, più grande del normale. La pulizia è notevole: rifanno la stanza almeno 2 volte al giorno, e ogni sera lasciano le lenzuola del letto piegate in maniera diversa. Cambiano la biancheria ogni giorno (pure troppo!), mentre gli asciugamani ogni 2, a meno che non li si lasci a terra, nel qual caso vengono comunque cambiati.
Ma la cosa che rende speciale la stanza è la grande vetrata che si apre sul mare: occupa quasi tutta la parete verso la terrazza, accanto alla porta, e permette di vedere e sentire il mare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Addormentarsi fissando la luna che si specchia sull’oceano e col rumore delle onde che ti culla è semplicemente meraviglioso. La prima notte che ho trascorso in Italia dopo il rientro continuavo a svegliarmi perché sentivo il rumore del mare, e mi illudevo di essere ancora là! Inoltre da quel lato sorge il sole la mattina, ed altrettanto bello è aprire gli occhi sulla laguna scintillante, magari vedendo una piccola pinna nera che se ne va a spasso proprio lì davanti… Alimatha resort isola di Alimatha atollo di Felidhoo by Silvia&Andrea Ecco, questo è ciò che distingue le 6 camere su palaffitta di Alimathà, precisamente dalla 75 all’80, da tutte le altre, che invece di essere costruite direttamente sulla spiaggia sono più arretrate di alcuni metri. All’interno mi hanno detto che sono identiche, ma il panorama di sicuro è diverso.

Tornando al nostro arrivo, dicevo che ci siamo immediatamente lanciati dalla stanza in spiaggia, abbiamo dato una rapida occhiata in giro, e poi via, di nuovo in stanza, per infilare a tutta birra i costumi che ci eravamo premurati di tenere nel bagaglio a mano! Tempo zero e siamo in acqua, già a giocare con una delle 2 razze che ci avrebbero fatto compagnia per tutta la settimana. Dopo pochi minuti arrivano i bagagli, e noi gocciolanti in stanza a riceverli, con gli occhi pieni di mille meraviglie, talmente confusi che non pensiamo nemmeno di lasciare la mancia ai ragazzi che ci hanno portato le valigie…. Che stupidi! Ce ne rendiamo conto poco dopo, ma ormai è tardi… certo che le Maldive fanno proprio uno strano effetto pensiamo. 
Non è finita: io ho ancora la valigia in mano, chiusa, e sto valutando dove metterla, mentre vedo Andrea che armeggia trafelato attorno alla sua. Bene, in 15 secondi netti l’ha aperta, rivoltata, ed è di nuovo in acqua, intento a mettere maschera e pinne per una veloce snorkelata prima che il sole tramonti. Un po’ più lentamente e anch’io lo raggiungo. Abbiamo purtroppo giusto il tempo di avvistare una murena (lui) e uno squaletto(io), che la luce diventa troppo fioca. Il risultato è che non vediamo l’ora che arrivi l’alba sul nostro primo intero giorno ad Alimathà, e siamo letteralmente entusiasti.

E’ ora di parlare un pochino dell’isola: basta una parola, bellissima! E’ tondeggiante, tutta circondata da sabbia bianchissima, il giro a piedi si fa in 15 minuti. La laguna è più vasta su 3 lati, mentre a sud, cioè di fronte alle strutture comuni, in pochi metri si è sul reef. Non ci sono i terribili muretti frangiflutti, e la spiaggia è ampia dappertutto, un po’ meno sul versante est, prima della nostra stanza: in tale zona ci sono anche formazioni di roccia basaltica che, se da un lato rendono difficoltoso l’ingresso in acqua, dall’altro creano una vera e propria piscina naturale dove poter ammirare in qualsiasi momento un nutrito numero di deliziosi squaletti pinna nera. Alimathà gode non poco della sua posizione isolata nell’atollo di Felidhu, che ora è parco naturale. Oltre a lei di turistica c’è solo la vicina Dhiggiri, e questo significa che pare davvero di essere fuori dal mondo: non passano aerei, né idrovolanti, né barche…. Nulla di nulla, è spettacolare, e l’ambiente è del tutto incontaminato.
L’interno è verdeggiante: palme, ibiscus, mangrovie… il pavimento è la sabbia ovunque, e la pulizia è estrema: abbiamo notato che il personale rastrella via rametti e foglie morte tutta la giornata! Nella zona centrale vi è l’aerea riservata allo staff locale, nonché un campo di beach volley usato dai maldiviani e per la settimanale sfida Italia-Maldive (ce n’è anche un altro direttamente sulla spiaggia, per gli ospiti), un campo di calcio abbastanza grande, anche questo usato per la sfida nazionale, e un campo di volano, sempre per il personale.


Le strutture comuni sono semplici, in stile locale, in legno e paglia. Al ristorante il pavimento è in legno, ma questo non ci ha impedito di ripudiare scarpe e ciabatte e starcene beatamente scalzi per sette giorni!
Al ristorante vengono serviti colazione, pranzo e cena, sempre a buffet. A colazione c’è un vasto assortimento di piccole brioches dolci e salate, pane tostato al momento, marmellate e miele, cereali e frutta fresca, nonché uova fresche per farsele cucinare come meglio si vuole. Per le omelette il condimento era costituito, a scelta, da cipolle, formaggio, pomodorini tagliati a cubetti e prosciutto a listarelle.
A pranzo e cena vi è un intero bancone di antipastini e verdurine, 2 tipi di pasta e 1 di riso, nonché angolo maldiviano con riso al vapore e accompagnamento tipico sempre diverso (carne, pesce, curry, verdure…), zuppette e crostini, carne e pesce sempre differenti e cucinati in svariati modi: alla griglia sulla spiaggia, al forno, al vapore, al sale…, nonché pizzette, focaccine, pane, verdure e un vasto assortimento di dolci e frutta fresca…. Inutile dire che entrambi siamo tornati ingrassati! Inoltre quasi ogni sera c’è qualcosa di speciale: la serata del pesce, la serata maldiviana con anche gli uomini in pareo, la serata di gala con tutti i tavoli decorati, la serata delle crepes…
Per le bevande vige la formula club, cioè bevande ai pasti a volontà: acqua naturale e gassata, vino in caraffa, Coca Cola, Fanta, Sprite, birra, succhi di frutta, thè e caffè… Fuori pasto invece le consumazioni, siano al frigo bar, al bar principale o in spiaggia, si pagano. Qualche esempio: mezzo litro d’acqua 1,5 usd, birra alla spina 3 usd, Corona 3,5 usd, bibite 2 usd, cocktail dai 6 agli 8 dollari… ma noi non abbiamo certo sofferto la sete, pur non eccedendo con le consumazioni extra.

Il villaggio inoltre presenta uno staff d’animazione, composto da 5 persone, tutte in gambissima. Organizzano tornei sportivi, uscite giornaliere di snorkeling guidato e pesca al bolentino, ginnastica acquatica e gioco in spiaggia a mezzogiorno, spettacolo serale con successiva proiezione di film “sotto le stelle”. Noi ci siamo fermati a vedere il film l’unica sera che pioveva, per il resto la natura dell’isola ci offriva tutto lo spettacolo di cui avevamo bisogno. Tuttavia non sono invadenti: a meno di non stare sulla spiaggia principale, cioè quella accanto al pontile, l’animazione non la si avverte nemmeno. Ed è piacevole sapere che, se per caso si ha voglia, si può scegliere. Tra l’altro a disposizione gratuita degli ospiti ci sono canoe, a 1 o 2 posti, e windsurf, e anche l’attrezzatura da snorkeling è prestata gratuitamente dal diving. Riguardo gli sport si pagano soltanto le uscite in catamarano.
Ci siamo iscritti solo a 2 escursioni, cioè snorkeling con la barca la mattina, e un’uscita di snorkeling in notturna, alla luce della torcia, che deve essere spettacolare. Purtroppo la fortuna non è stata dalla nostra, perché non ne abbiamo fatta nemmeno una: snorkeling mattutino annullato perché eravamo gli unici iscritti, e serale pure annullato perché il mare era troppo mosso, e quindi la visibilità scarsa…. Ecco, altro motivo per tornare!

Il tempo è stato discreto, ha piovuto una sera ed una mattina, ma per fortuna all’ora di pranzo era di nuovo uscito il sole. Il cielo era azzurrissimo, ma non abbiamo mai avuto il piacere di vederlo completamente sgombro da nubi. Nubi che correvano velocissime, e che talvolta portavano anche una piacevole frescura, perché il sole è davvero forte: ricordo che alle tredici quasi non si riusciva a tenere gli occhi aperti tanto la luce era abbagliante. Nubi che all’ora del tramonto, verso le 19, si tingevano di rosso fuoco, e che nessuna foto potrà mai ritrarre con giustizia.

Riguardo la fauna terrestre abbiamo rincorso per una settimana le 2 volpi volanti che verso sera iniziano a svolazzare di palma in palma, nel vano tentativo di avvicinarle. Inoltre abbiamo osservato le schive iguane testa gialla, i lucidissimi corvi, altri uccelli sconosciuti dal becco giallo e il canto squillante, gli onnipresenti gechi che io vorrei importare in pianura padana per una lotta ecologica alle zanzare, e una sera uno splendido airone, che passeggiava come un nobil signore sulla battigia davanti alla nostra stanza. L’ho atteso ancora, ma purtroppo non si è più fatto vedere.

E’ stata una vacanza mozzafiato, che si è impressa in modo indelebile nei nostri ricordi, e che ci sta spingendo a fare di tutto per poter tornare al più presto in quel miracolo della natura.

Pontile di Alimathà, 16 settembre 2003, ore 10:00: ecco la barca, ieri sera è arrivata, stamattina ci ricondurrà all’aeroporto. Vorremmo nasconderci per non farci portare via, piove, ma stavolta non ci importa. Chiudiamo a testa bassa la stanza numero 78, che ormai è diventata casa nostra.
L’unica cosa che riusciamo a pensare è che non è un addio.


settembre 2003 by Silvia(Sissibu)&Andrea


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