Eagle Ray 2002  


Navigando tra gli atolli
Incontrati quasi per caso... come in un "Grande fratello".
16 persone, coordinate da AVVENTURE nel MONDO affrontano insieme un viaggio di 21 giorni tra le montagne del Nepal e il mare delle Maldive.
Tutto inizia per il meglio, l'intero gruppo, forse per affinità caratteriali, si compatta e si muove con totale armonia in ogni situazione. Dopo aver trascorso 12 giorni in Nepal, un Paese "medievale", tra mille odori, un traffico che ha dell'incredibile, e lo stress di visitare tutto il possibile, arrivare alle Maldive è stato come ritrovarsi in PARADISO.
Aeroporto di Male, le due del mattino: durante una tempesta senza tregua, ci siamo imbarcati sulla Eagle Ray, la barca che da quel momento sarebbe diventata la nostra "casa".
Per qualcuno, il pensiero di stare in mare per una settimana sembrava una cosa folle, considerando che la nausea ci obbligava a dormire continuamente. Per vincere il mal di mare, se non è cronico, è sufficiente avere un po' di pazienza e in caso di malore è bene sdraiarsi al centro della barca, (è strano, ma una volta sbarcati avevamo il "mal di terra"!). Dopo il primo drammatico giorno, la vacanza ha iniziato a prendere forme idilliache. Nessuno di noi immaginava tanta bellezza in poche onde e in qualche cumulo di sabbia immerso nel blu dell'orizzonte. Quando scendevamo dalla barca con maschera e pinne, le dimensioni e colori si trasformavano in un carnevale fuori stagione.
La vita dei natanti è tra le più "dure al mondo". Ogni fase della nostra giornata era scandita da un tocco di campana.

Ore 8:30 sveglia col rombo dei motori e subito dopo colazione super abbondante con the, biscotti, marmellata, burro, succo di frutta, caffè e allegria. A seguire svaccamento in ogni dove (per i 30 metri disponibili) fino al raggiungimento della meta. Nuotatina e snorkelling.

Ore 12:30 pranzo. Il cuoco, con i pochi alimenti a sua disposizione (patate, carote, insalata, pesce, riso e poco altro) è riuscito ad inventare pranzetti e cene davvero speciali e sempre diversi !

Ore 17:30 merenda! Nonostante fossimo sempre indaffarati in questo o in quel posto, facevamo i salti mortali per arrivare in tempo a bere un po' di the con i biscotti.

Ore 19:30 cena

Dopo cena, libera uscita! (si intende, sempre lungo il perimetro della barca!). La serata passava con una partita a carte, ascoltando e ballando la musica del posto (e non), pescando il pesce per il giorno dopo, guardando un film in videocassetta e per i più romantici contemplando le stelle.

Ore 00:00 tutti a nanna! Le stanze, essenziali, erano molto confortevoli, con bagno e doccia .

Il nostro equipaggio era coordinato dal capitano (che parlava poco l'inglese ma che quando voleva si faceva capire bene) col quale si deve fare molta attenzione!!!! Il suo scopo è consumare meno carburante possibile, c'è il rischio quindi di girare in tondo senza rispettare l'itinerario deciso a priori con lui. In questa fase abbiamo avuto i più grossi problemi del viaggio, ma fortunatamente il gruppo si è fatto rispettare ottenendo i suoi diritti.
Oltre al capitano c'erano i 3 mozzi, i quali si occupavano delle camere, della manutenzione della barca, e del trasbordo da questa alle isole grazie ad una piccola lancia (tender). Il problema più grande per la "navigazione" nelle acque maldiviane è quello di rimanere "incagliati" nei fondali troppo bassi, la nostra imbarcazione navigava "a vista" e per questa ragione si poteva viaggiare solo di giorno.
Sulla barca abbiamo mangiato, dormito, sognato e soprattutto abbiamo attraversato atolli durante il giorno e stelle durante la notte. Ci siamo cullati nelle acque di "South Male Atool", "North Male Atool", "Felidhoo Atool", tra isole disabitate, abitate e turistiche... 
Descrivere i luoghi che abbiamo visitato è come imprigionare una sensazione. E' stato come vivere un sogno, e i contorni di questo sogno si sono fatti più nitidi proprio tornando a casa.
Sappiamo di essere banali, ma vorremmo ringraziare i partecipanti del gruppo perché ognuno di loro è stato speciale e ci ha regalato qualcosa di se senza rendersene conto.
Grazie a Federico, Francesca, Marco, Francesca, Ivano, Ettore, Matteo, Gery, Enrico, Elisa, Nicola, Luca, Marina, Danilo.

by Carma&Giovanni