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Dopo aver
consultato quasi tutti i siti e Forum relativi alle Maldive e aver fatto
opera di convincimento su Vittorio “stracciandogli” l’anima in ogni
momento possibile, quest’anno decido di prenotare la mia prima - spero e
penso ne possano seguire altre - vacanza alle Maldive. Il nostro budget era
abbastanza contenuto e la mia scelta è caduta sull’isola di Machchafushi
situata nell’atollo di Ari venduta dal T.O. Teorema. Per gravi motivi
familiari proprio a pochi giorni dalla partenza sembrava che il viaggio
dovesse sfumare. E qui devo ringraziare Vittorio che invece ha fatto di
tutto per poter fare almeno una delle due settimane prenotate.
Quindi,
partiamo il 12 agosto dall’aeroporto Malpensa con volo Eurofly (con uno
scalo previsto a Colombo) per le tanto agognate Maldive. Il volo è stato
semplicemente perfetto come comfort e disponibilità del personale. Abbiamo
viaggiato di notte e io ho dormito quasi tutto il tempo. Intorno alle 14,00
ora locale arriviamo all’aeroporto di Malè. Il clima era piuttosto
“fresco” considerato il caldo torrido che abbiamo lasciato in Italia.
Dopo pochi minuti ci imbarchiamo sulla barca veloce che ci avrebbe portato
alla nostra isola. Il viaggio, per noi, è stato tranquillo. La temperatura
all’interno della barca era decisamente fresca dato che hanno lanciato a
“palla” il condizionatore di bordo. E’ stata una sorpresa vedere
qualche nostro connazionale infilarsi giacchino e cappello come protezione o
sotterrarsi sotto la copertina dell’aereo debitamente presa a
“prestito”. Forse è per questa ragione che queste persone hanno deciso
poi di rientrare in idrovolante. Ma procediamo con il racconto.
Siamo
arrivati al villaggio alle 19,00, il sole era già tramontato e subito
assaporiamo un’atmosfera veramente speciale fatta di pace e silenzio, solo
il rumore del mare ed il frusciare delle foglie s’impongono in sottofondo.
L’isola è ricca di vegetazione e l’assistente Teorema ci fa subito
strada tra i vialetti dell’isola per condurci alla reception dove ci sono
assegnati i bungalow mentre ci si gusta un the freddo di benvenuto che
smorza la sete. Noi, come da catalogo, abbiamo il garden bungalow. Ci
accompagnano al nostro bungalow e constatiamo che è molto più bello di
quello che ci si poteva aspettare dopo aver visionato un sito illustrativo
in internet. All’esterno di ogni bungalow c’è una piccola fontanella
per sciacquarsi i piedi prima di entrare in camera. La camera è veramente
spaziosa, arredata con mobili in legno e con un piccolo salottino in vimini.
Il bagno non ha nulla da invidiare a quelli presenti nei migliori hotels,
c’è il bidet, la vasca con doccia e non manca l’accento maldiviano dato
da un piccolo giardino tropicale con doccia, presidiati dall’immancabile
gechino che Vittorio continua a sostenere essere estremamente bello, oltre
che utile. I sanitari sono nuovi e non notiamo presenze “sospette” se
non qualche formica a cui si sono aggiunti, gli ultimi 2 giorni e a causa di
minacce di pioggia, dei grilli che però sembravano più, meraviglie della
natura, scarafaggini. Avevo letto, invece, di qualcuno che aveva trovato il
bagno un po’ rovinato e subito attacchi massicci di formiche quindi, la
gradevolezza delle strutture e dell’arredamento è una piacevole sorpresa.
Facciamo una doccia rinfrescante e andiamo subito a cena. I tavoli sono
tutti da 4. Una volta che ti è stato assegnato il tuo, ti rimane per tutta
la vacanza. Si ha così subito l’occasione di fare amicizia con altre
coppie. A volte può andare bene, altre male e di più non dico anche se
Vittorio si lamenta di trovarsi sempre appioppato a persone “strambe”.
Notiamo subito dalla sala da pranzo che il villaggio non è grande, ci sono
pochi tavoli ed tutto è molto tranquillo. Vorrei ora spendere qualche riga
per il cibo dato che dai resoconti precedenti si rilevano pareri
contrastanti. Colazione, pranzo e cena sono a buffet che sicuramente non è
molto vario, ma assolutamente apprezzabile, della serie: il giusto e buono.
A colazione: si possono gustare piccole brioscine e altri dolcetti in pasta
sfoglia, pane tostato, burro, marmellata, un po’ di frutta, formaggio,
uova e salsiccine varie per chi vuole qualcosa di salato, tè e caffè a
volontà oltre che la zuppa d’avena per i più coraggiosi. A pranzo:
c’era sempre pasta, riso, verdure cotte e crude, pesce (sempre quello,
penso fosse tonno, senza spine e corposo, cucinato in vari modi o marinato)
carne (pollo o roastbeef….) frutta poca per varietà solo ananas, anguria,
papaia; dolcetti di pasta sfoglia, torte e budini vari non meno di quattro
scelte. A cena le stesse cose, aumentano in varietà con l’aggiunta di un
angolino con cibi maldiviani (inutile dire che Vittorio si buttava su quello
e ha sempre gradito, ma lui è un tipo che ama e apprezza la cucina locale
di ogni posto che visita e non ha mai sofferto di “complicazioni”). Per
quanto riguarda gli extra noi avevamo due bottiglie di acqua naturale al
giorno comprese nella quota (ce l’hanno comunicato al villaggio, sul
catalogo non era precisato) una a pranzo ed una a cena. Se avanzi l’acqua,
ti rimane al tavolo. Comunque se ti serve di più, i costi sono nella norma,
la bottiglia di acqua da un litro e mezzo e bibite come coca e aranciata a $
2,50, i cocktail a 4 o 5 $ a seconda della complessità. Il ristorante ha il
pavimento piastrellato, ma comunque si può camminare sempre a piedi
nudi.
Dopo
cena facciamo un giro sull’isola e qui conosciamo subito quelli che
saranno i nostri compagni di vacanza: Agata e Mauro, una coppia di Firenze;
Angelo e Djamina di Milano; Mario e Francesca una coppia di Torino davvero
speciale che ha allietato le nostre serate con stupendi racconti di viaggio.
Pensate che era la 20esima volta che venivano alle Maldive, un vero pozzo di
informazioni!!! Inutile dire che li ho bersagliati di domande. Un saluto
particolare a tutti e sei che sicuramente leggeranno il nostro racconto.
Ora,
veniamo alla descrizione dell’isola che sicuramente è più importante
della camera e del cibo (siamo sicuri?), secondo le sensazioni immediate che
abbiamo provato in prima persona.
L’isola
come vi ho detto, non è molto grande ma è ricca di vegetazione. Ci sono
anche alcuni animali: coppie di piccoli uccelli di varie specie racchiusi,
purtroppo, in una voliera; una coppia di pipistrelli volpe (impellicciati
sulla groppa) assolutamente da scoprire, di giorno, tra le fronde delle
palme ed una coppia di aironi che fanno la loro apparizione quando meno te
lo aspetti sul pontile, in piscina o sulla spiaggia tra le sdraio, come dei
turisti schivi ma fantastici da avvicinare e fotografare, dei veri divi. La
spiaggia è presente nei 2/3 dell’isola, la sabbia è finissima a riva e a
metà spiaggia, poi un po’ più grossa (conchiglie e coralli triturati)
assolutamente non fastidiosa. Hai sempre a disposizione, ed è assolutamente
intelligente, due sdraio contrassegnate dal numero della tua camera. Te le
fai mettere dove vuoi e lì le ritrovi il giorno seguente a meno che qualche
“buzzo e pigro” milanese non te le usurpi. In ogni caso, ci sono anche
sdraio senza numero per contrastare questi rari casi di poca educazione.
L’altra parte dell’isola comprende la zona dove ci sono gli overwater
che al momento sono in ristrutturazione che io e Vittorio abbiamo comunque
curiosato all’interno. Alcuni hanno una bella vista e sono suggestivi, ma
l’accesso alla laguna non è il massimo per cui una volta terminati non mi
sentirei di consigliarli dato il supplemento. Non è possibile fare il giro
dell’isola dalla spiaggia, ma bisogna rientrare all’interno. Lo dico
perché per alcuni questo potrebbe essere determinante. Però, non ci sono
barriere artificiali di contenimento della spiaggia come abbiamo notato in
altre isole.
La
laguna è veramente splendida, ampia e la barriera assolutamente vicina e
raggiungibile anche da nuotatori non esperti (e questo per me è il
massimo), l’acqua è limpida e assolutamente non stagnante.
L’house
reef circonda l’isola completamente ed è possibile accedervi grazie a 4
passaggi segnalati da altrettante boe. E qui è tutto uno spettacolo di
pesci…ma non solo. Chiaramente il corallo come tutti sanno è dato per
morto ma, invece, è in ripresa. Ci sono piccole formazioni, azzurre o rosse
che sono splendide nella loro solitudine. Tra i vari pesci da noi visti e di
cui consigliamo la ricerca evidenzio: lo squalo pinna nera, la trigone, il
balestra titano, il balestra screziato, il palla maculato, le aragoste, la
tartaruga, il pesce pagliaccio, il pesce pietra, il lionfish, il pesce
lucertola, il pesce coccodrillo, il balestra ricasso, il balestra blu, il
pesce pipistrello, il pesce istrice, le meravigliose cernie, i pappagalli, i
tonni, e tutte le altre varietà che anche voi troverete, sempre nuove e
sorprendenti, di volta in volta.
Abbiamo
fatto due escursioni:
-
all’isola
dei pescatori con pranzo sull’isola deserta + visita del resort Angaga
(bello, ma sicuramente anche più costoso del nostro): la parte più bella
è stata il pranzo all’isola deserta (a parte gli attacchi dei mosquitos)
con relativo bagno e snorkelling.
-
Snorkelling
diurno dalle 9,00 alle 12,00 con soste in 3 reef diversi. Da consigliare con
una buona protezione sulla schiena. Tre ore tutte da godere. Di reef in reef,
alla scoperta di ciò che non si ha avuto ancora occasione di vedere.
Il
diving è gestito dalla società tedesca SUBAQUA , ma c’era anche
personale italiano Any e Nanni. Un ringraziamento davvero speciale va ad Any
che, grazie alla formula di prova diretta in mare, alla sua disponibilità e
precisione e soprattutto al suo charme femminile, ha iniziato Vittorio al
mondo subacqueo, tanto che non vede l’ora di fare il brevetto. E questo
per me è il massimo perché vedo più vicina la possibilità di ritornare
alle Maldive.
Sull’isola
inoltre è sempre presente gratuitamente un medico tedesco. Per quanto
riguarda l’intrattenimento è prevista una serata di balli maldiviani, una
più simpatica serata con corsa dei paguri e relative scommesse di birre, e
una serata disco. Ciò mi sembra sufficiente perché il bello di questo tipo
di vacanza è conoscersi, è chiacchierare sui pontili, in spiaggia o in
piscina, di viaggi, di quello che si è visto in acqua, delle proprie
esperienze, del vicino di sdraio……..
Le
giornate quindi sono trascorse in tranquillità tra lo snorkelling mattutino
e le lunghe chiacchierate in acqua al pomeriggio.
Mario,
il veterano delle Maldive, organizzava una prima uscita alle 7,15 del
mattino. Vittorio vi ha sempre partecipato, io invece sono più pigra e mi
univo al gruppo per l’uscita delle 10,30-11,00.
Il
tempo fortunatamente è sempre stato bello, solo sole e non ha mai piovuto.
La temperatura esterna era ottimale 28-30° e l’acqua era sufficientemente
calda.
Insomma
secondo noi è stato tutto perfetto.
Per
quanto riguarda il rientro noi abbiamo ripreso la barca senza problemi perché
il costo del ritorno in idrovolante ci sembrava veramente eccessivo $ 100 a
persona (avendo già perso una parte della quota per aver annullato la
seconda settimana).
Una
precisazione – sui cataloghi è indicato che c’è un campo da tennis, ma
ora non c’è più. Stanno facendo dei lavori e non so cosa ci metteranno.
N.B. (a
cura di Vittorio)
10
consigli su come vivere Machchafushi:
1)
Cacciate via le scarpe e rimettetele solo a fine vacanza;
2)
appena possibile cercate i vostri lettini e fateli posizionare nel
posto da voi preferito;
3)
al mattino rinunciate a un’ora di sonno che recupererete di sicuro
al pomeriggio sotto le palme, per fare snorkelling e poi, via a far
colazione;
4)
se non siete dei sub, fate subito la prova in mare con le bombole non
si sa mai, i dive master sono professionali, simpatici e, cosa che non
guasta, anche avvenenti;
5)
godete appieno di una vacanza senza televisione e poca musica. Lo
spettacolo l’avrete intorno a voi e ne sarete protagonisti. Relativamente
alla musica…dopo lo spettacolo maldiviano capirete che è meglio
privarsene;
6)
salutate chi incontrate con un bel “Ciao” invece dei più formali
Buongiorno o Salve. In breve tempo conoscerete quasi tutti i presenti
sull’isola
7)
abbiate fiducia anche nella cucina locale che è sicuramente
particolare e non sempre facile al gusto, tanto le alternative di certo non
vi mancano;
8)
si può essere eleganti anche vestendo con semplicità. Provate ad
usare solo parei e T-shirt. Starete comodi e freschi e sarete veramente
“gli unici”
9)
non stupitevi se incontrerete dei paguri con la conchiglia numerata,
si stanno allenando per la gara;
10)
non perdetevi il
tramonto, ogni giorno è diverso. E’ bello goderselo sorseggiando qualcosa
di fresco o mangiucchiando un cocco.
Concludo,
Machchafushi è un’isola dove si sta bene. Io ci sono stato molto bene.
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