Alimathà 2004  
Febbraio 2004 by Manuela&C
Ricordo di Alimatha By Manuela
Come ogni anno arriva il momento di decidere la meta delle nostre vacanze.
Le Maldive sono il luogo giusto per dimenticare la vita frenetica e le fredde giornate invernali e così , insieme a due coppie di amici,con una bambina ciascuno come noi, scegliamo l'isola di Alimathà nell'atollo di Felidhoo. Lunedì 16 Febbraio 2004 finalmente partiamo per Fiumicino con il mezzo che ci ha organizzato l'agenzia. Il decollo è previsto per le 22.40,ma l'aereo che deve arrivare da Milano non parte per colpa di un guasto e ci fa slittare la partenza di 15 ore. Non ci scoraggiamo,ma siamo amareggiati per il giorno in meno di vacanza e lo stupendo panorama aereo che ci perdiamo, dovendo arrivare con il buio. Atterriamo dopo circa 9 ore di volo; sono le 5.00 a Malè e quando usciamo dall'aeroporto il sole è già alto e rende possibile il trasferimento per Alimathà. In lontananza già si intravedono le isole circondate dal tappeto di acque turchesi. Dopo circa un'ora e mezzo ci fermiamo a Dhiggiri per far scendere una coppia. Intanto la nostra isola comincia a farsi vedere e, avvicinandoci, comincio a fare qualche foto, mentre le palme diventano sempre più verdi e l'acqua sempre più azzurra . Quando scendiamo siamo stanchi,ma l'entusiasmo ci fa dimenticare i disagi precedenti. Percorrendo il pontile mi accorgo che le scarpe sono la prima cosa di cui sbarazzarsi:la sabbia è ovunque e scopriremo presto il piacere di camminare scalzi in ogni moment. Alla reception ci consegnano le chiavi ed il telecomando dell'aria condizionata. Il nostro beach boungalov è il numero 72 ed è nella parte opposta dell'isola. Appena arrivano le valigie cerco freneticamente i costumi e ci precipitiamo a fare il primo bagno. Poco dopo una razza viene a salutarci e per mia figlia, prima impaurita e poi stupita, è la prima delle tante esperienze che siamo felici possa provare. Arriva l'ora del pranzo. Insieme ai nostri amici cerchiamo il ristorante dove ci assegnano un tavolo d'angolo che la sera sarà la posizione ideale per godere di un piacevole venticello e un'ottima via di uscita per le bambine che giocano sulla sabbia. Al bouffet troviamo una buona interpretazione della cucina italiana, ogni giorno diversa, tanta frutta tropicale e dolci invitanti; la birra è alla spina e viene servita al banco delle bibite dove si trova anche aranciata, Coca Cola e Sprite. L’ acqua e' servita in brocca al tavolo; l'unico neo è il caffè; naturalmente lungo, piace solo a mio marito. Il giorno dopo scopriamo che a destra del pontile è più facile entrare in acqua c'è più sabbia ,ma consiglio scarpe da piscina perché ci sono coralli che diventano numerosi e taglienti vicino al house reef , provocando piccole ferite. Quest'ultimo è raggiungibile facilmente, perché per molti metri l'acqua non sale oltre il ginocchio e, con l'attrezzatura da snorkeling ( fornita gratuitamente per tutta la vacanza), basta mettere la testa sott'acqua per vedere pesci di colori e forme incredibili e la semplicità con cui si avvicinano rende tutto più emozionante e coinvolgente,anche per le bambine. I colori delle Maldive sono i più emozionanti che abbia visto nei miei precedenti viaggi e mi incanto a guardare l'avorio della sabbia che affonda dove si specchia il sole e,scurendo all'orizzonte,nasconde l'abbraccio tra cielo e mare. Anche prendere le canoe per fare il giro dell'isola è divertente ,ma ci limitiamo a rimanere nelle vicinanze, perché , nella parte opposta, c'è un po’ di corrente. L'animazione è tenuta da vari ragazzi, che organizzano le attività, ma lasciano la libertà di decidere se essere coinvolti ,la sera c'è sempre uno spettacolo a tema diverso. Tra un bagno e l'altro siamo già a metà vacanza,ma ci aspettano delle giornate intense. Sabato mattina io, mio marito ed un nostro amico, insieme ad altri appassionati, andiamo a fare snorkeling, accompagnati da alcuni ragazzi dell'animazione, con il dhoni, guidato da personale maldiviano. Ci portano sopra ad una secca a pochi minuti dall'isola e qui ci tuffiamo con l'attrezzatura e la raccomandazione di rimanere uniti. Ci facciamo trasportare dalla corrente mentre, sullo sfondo di coralli, pesci balestra pappagallo ed altri di numerosi colori, nuotano lentamente come in un acquario. Il dhoni ci segue silenzioso e al termine possiamo risalire comodamente .Dopo pranzo partiamo per il villaggio dei Pescatori: un'ora e mezzo di dhoni e arriviamo. Mi colpisce la serenità degli abitanti e il sorriso dei bambini mentre ci accolgono col suono dei tamburi locali.Le case sono semplici e circondate da muretti fatti di corallo, non c'è molto da vedere,ma, lungo la piccola via che percorriamo per tornare al porto, abbiamo la possibilità di comprare alcuni souvenir a prezzi migliori di Alimathà. Durante il viaggio di ritorno il vento leggero ci offre un gradito momento di relax. La sera continua con la cena a base di aragosta che abbiamo prenotato e mangiamo sopra un insolito pavimento di sabbia che ci accarezza i piedi. Gli ultimi giorni li abbiamo riservati alle immersioni. Mio marito ed io,anche se brevettati, da molti anni non ci immergiamo; un nostro amico è alla sua prima volta, quindi decidiamo di fare insieme un Discover Scuba Diver che comprende una visione teorica, poi con l'attrezzatura entriamo in acqua direttamente dalla spiaggia. Dopo aver fatto gli esercizi più importanti raggiungiamo l'house reef insieme all'istruttore e lentamente scendiamo. Come ricordavo, l'emozione si trasforma presto in un senso di pace, interrotto solo dal rumore dall'aria che esce dall'erogatore; ci lasciamo trasportare dalla corrente circondati da un arcobaleno di colori, quasi tocchiamo i coralli con le colonie di pesci. Vi brulicano sopra e creano una barriera modellandosi intorno. La mattina dell'ultimo giorno partiamo per la seconda immersione.Questa volta con il dhoni ci portano sopra al pass Myaru Kandu dove scopriamo che i fondali delle Maldive sono i più semplici e comodi da affrontare e regalano momenti che difficilmente si scordano.Accompagnati dall'istruttore ci immergiamo e questa volta abbiamo il piacere di incontrare una tartaruga, una murena tassellata e un trigone che si riposa in una tana. Dopo quasi un'ora risaliamo e aspettiamo galleggiando che il dhoni venga a recuperarci per riportarci all'isola, dove ci aspetta l'ultimo e tranquillo pomeriggio. La mattina della partenza i colori sono cambiati: il sole è nascosto dietro a un turbinio di nuvole grigie e quando lasciamo Alimathà l'ultima immagine è velata dalla pioggia. Nell'aereo che ci riporta a casa abbiamo tutto il tempo per ritornare alla realtà. Sicuramente non è facile con un racconto trasmettere le emozioni che mi sono rimaste nel cuore, ma spero possiate viverle per condividerle con me.
MANUELA

p.s. Ringrazio i ragazzi del Diving e gli Animatori per la loro simpatia e professionalità e i miei amici per i momenti di allegria che hanno completato questa splendida vacanza. 

Febbraio 2004 by Manuela&C


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