Alimathà 2005  
gennaio 2005 by Ale&Luli&Giò
Alimathà 19 dicembre 2004/3 gennaio 2005+capodanno a Diggiri

Di Ale, Luli & Giò da Riccione.
Potremmo dire che il destino è stato molto generoso nei nostri confronti perché dovevamo andare a Phuket (era in programma da 5 anni) ma non abbiamo trovato posto (non riesco mai a pianificare le mie ferie fino all’ultimo momento) e ci eravamo rassegnati a passare le feste a casa, poi improvvisamente una famiglia di 4 persone rinuncia un soggiorno di 15 giorni ad Alimathà e cosi prendiamo l’offerta al volo ed eccoci a Malpensa il giorno 19 in fila per il check in. Tutti scopriamo che il nostro volo Neos è cancellato per problemi tecnici e che ci riproteggeranno su altre compagnie ma probabilmente qualcuno rimarrà a terra. Noi riusciamo ad agguantare gli ultimi 3 posti su un volo Lauda Air in chiusura,naturalmente i posti sono sparsi uno davanti,uno a metà aeromobile e l’altro in fondò?..che bellezza!!! Comunque in questi casi a caval donatò?...e visto che Giò (ha 8 anni) non si è posta il problema,siamo partiti,ma con 2 ore di ritardo. Tra i vari contrattempi conosciamo Stefano e famiglia di Castiglion Fibocchi (ar) che poi scoprirò ottimo amico ed ottima persona specialmente il 26 dicembre. Sempre in fila a Malpensa conosciamo una giovane coppia di Giulianova diretta a Mahureva che proprio oggi abbiamo nuovamente incontrato a passeggio per Riccione (quanto è piccolo il mondo!). Eravamo entusiasti di Alimathà perché io ci ero stato nel 1991 quando non era un Bravo club bensì un Villaggio Vacanze e ancora avevo nel cuore le stupende immersioni quasi tutte a 5 minuti di barca dall’isola. Arriviamo a Male e ci trasferiamo in poco più di 2 ore di barca all’isola,lasciando prima 2 ospiti al molo della vicina Diggiri e nella breve sosta ne rimaniamo affascinati,ancora non sapevamo che ci avremmo trascorso il capodanno. I primi giorni trascorrono veloci e nuvolosi,sperimentiamo l’ottimo centro massaggi,l’efficientissimo diving,i buffet e l’inaspettata abbondanza di frutta esotica sempre perfettamente matura,i sorrisi e la gentilezza del personale ,i solerti barman e i premurosi camerieri. La camera è come ce l’aspettavamo:veranda a pochi passi dall’acqua,accogliente,pulita,in ordine e ben arredata.L’isola è proprio come me la ricordavo e ci pregustiamo già 2 settimane spensierate. Che dire.?.cosa vuoi di più dalla vità?!!! La mattina del 26 tutti fanno un gran parlare del terremoto avvertito verso le 05,30 ora locale,io non posso dire altrettanto perché dormiamo come i sassi,il mio compagno di immersione Mauro di Como (incontrato anche l’anno scorso ma a Olhuveli stesso periodo,senza accordarsi) mi dice che è impossibile che non l’abbia sentito. Verso le 10,00 mi reco al molo per la quotidiana immersione ed ancora una volta il destino è stato magnanimo:Francesca (moglie di Filippo) di Bologna dimentica parte dell’attrezzatura sub in camera e ritardiamo la partenza di circa 20 minuti,ciò ci ha consentito di affrontare la prima mareggiata dello tsunami in cima al molo invece che in mezzo ad una ?pass? dove abitualmente saremmo già stati a quell’ora,ancora mille volte grazie Francesca! Una signora che stava fuggendo sul molo spazzato dalle onde,sorda ai nostri inviti a rimanere con noi,è stata ancora più fortunata quando l’ennesima ondata l’ha portata via e se non fosse per Sareef ed Ali (le guide sub) che non hanno esitato un secondo per andare a salvarla..non penso lo potesse poi raccontare. Sempre Sareef ha avuto la brillante intuizione e urlarci di fuggire dal molo quando la laguna si è completamente svuotata ,mentre noi cercavamo di recuperare parte dell’attrezzatura trascinata dalle onde,perché ?poi l’acqua torna indietro?.Delle altre due successive mareggiate già se n’è ampiamente parlato e possiamo considerarci dei privilegiati perché il bilancio finale è stato il seguente: 15 camere lato est inservibili,2 feriti lievi,il molo rotto (già con la prima mareggiata) ma utilizzabile,altre camere col pavimento bagnato,il villaggio con l’acqua al ginocchio,i moletti tutti rotti e un pò di tavole della terrazza divelte;generatore funzionante,ristorante e servizi sempre funzionanti,nessuna mancanza di acqua potabile e di cibo,nessun pericolo di epidemia come dicevano i tg italiani. La cosa che ha impaurito tutti quanti radunati al campo da calcio al centro dell’isola era la mancanza di notizie,l’isolamento e la consapevolezza di essere su 1000 metri quadrati di sabbia in mezzo all’oceano indiano mentre arrivavano sms allarmanti dall’italia (forse quelli hanno incrementato ancora di più il clima di tensione esistente) e tutti si chiedevano:ne arriveranno delle altre? Quanto saranno alte? Ci spazzeranno via? Dove ci possiamo arrampicare quando le cose più alte sono solo palme. A questo punto mi confronto col mio amico Stefano di Arezzo che mi dice:invece di stare a torturarci costruiamo in mezzo al campo da calcio un?isola di salvataggio galleggiante fissata saldamente a palme e mangrovie con cime e leghiamoci tutto quanto di galleggiante disponiamo (canoe, salvagenti, ecc.), potrà essere un punto di riferimento giorno e notte in caso di altri maggiori allagamenti! Gli ricordo che la cosa è utile anche per distrarci ma sicuramente quando incominceremo a portare sacchi di salvagenti molti si allarmeranno molto cosi è stato per entrambe le cose,quando siamo arrivati con 2 bobine da 50 metri ciascuna di cima,canoe, salvagenti e quanto altro rimediato. Fortunatamente poi l’isola galleggiante non è servita. Dopo la vicenda la direzione ha dato libertà di scelta al personale e agli ospiti per lasciare l’isola anche anticipatamente rispetto alle date di rientro effettive,oppure restare visto che lo stato di allerta era cessato,la navigazione ripresa,l’isola perfettamente efficiente,le riparazioni avviate. Uno sparuto gruppo di 6 famiglie (inclusa la nostra) con notevole presenza di bambini,ha deciso di proseguire la vacanza per la seconda settimana. Consapevoli di quanto era successo nel mondo (seguivamo raisat) cosi? abbiamo deciso,anche se la decisione per alcuni giorni non è stata indolore. Poi il bel tempo ha preso il posto della pioggia incessante e anche gli umori sono cambiati,le immersioni sono riprese,ero l’unico sub rimasto. La prima volta che ci siamo immersi dopo lo tsunami abbiamo potuto constatare con gioia che i danni erano limitati a qualche frana e che stranamente la quantità di pesce di grossa taglia rea aumentata. Sull’isola è nel frattempo arrivato anche il sig. Liberatore proprietario(o meglio affittuario) oltre che di Alimathà anche di Diggiri e Maayaafushi, ci propone di unirci per il capodanno agli altri 4 gatti rimasti a Diggiri e noi accettiamo di buon grado. La mattina del 31 carichiamo un pò di cose su un dhoni e ci rechiamo a Diggiri che subito viene movimentata dagli allegri giochi dei nostri numerosi figli. I bungalow sono caratteristici,costruiti interamente con blocchi di corallo come usava un tempo alle Maldive,gli arredi interni sono eleganti,molto curati nei minimi dettagli gia a partire dal letto a baldacchino. L’isola è tranquilla e silenziosa,adatta al relax e alle coppie,sicuramente non abituata al nostro gruppo chiassoso. In tarda mattinata del 1 gennaio ce ne torniamo ad Alimathà con la certezza che sulla nostra isola stiamo decisamente meglio. Il volo di rientro è stato caratterizzato da varie lamentele di personaggi di spicco contrariati di non ricevere un trattamento consono alla loro persona e di doversi adattare a categorie inferiori a quanto avevano prenotato dall’italia. Alla partenza ci dicono che arriveremo a Malpensa,poi a metà volo ci comunicano che prima faremo scalo a Roma e subito mi chiedo come faranno con i bagagli,a Roma lo capisco e mi ritrovo sotto la pancia dell’aereo a riconoscere i bagagli a fianco di Gianni Morandi che, diversamente da altri,è simpatico e socievole. Voglio sottolineare l’operato svolto,con estrema pazienza e grande autocontrollo(anche con persone estremamente arroganti ed offensive),da tutta l’equipe alpitour (la corrispondente Silvia in primis),dalla direttrice Irene e dai ragazzi dell’animazione che sono rimasti con noi e non se ne sono andati, dal diving: Giampy, Ali, Sareef e Stefania,grande compagna delle mie ultime immersioni;grazie di cuore di tutto! Un bacio ai bimbi di Riccardo e Lorenza di Firenze e a quelli di Simone e Vania di Civitanova Marche. Una vacanza sicuramente indimenticabile. 

A PROPOSITO DI BAMBINI,ATTENZIONE:LA TASSA ?BAMBINO IN VACANZÀ DI 8 DOLLARI DA PAGARE IN LOCO,È DA PAGARE SOLO PER LE SETTIMANE RICONOSCIUTE GRATUITE,SE IL BAMBINO È PAGANTE LA TASSA È GIÀ STATA CORRISPOSTA AL MOMENTO DELL’ACQUISTO DEL SOGGIORNO. OCCHIO PERCHÉ CI MARCIANO,NON HO CAPITO SE INTENZIONALMENTE O PER MANCANZA DI CONTROLLI SULLE MIGLIAIA DI CONDIZIONI PRATICATE DAL TOUR OPERATOR. 
gennaio 2005 by Ale&Luli&Giò


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