Approfondimenti tematiche legate alle immersioni, snorkelling e ...
Sicurezza in immersione

Gli approfondimenti di www.tuttomaldive.it
in collaborazione con Enzo Spina esperto sub

SICUREZZA IN IMMERSIONE

Questo approfondimento si sviluppa sui seguenti punti:

1- Esperienze personali, casi in cui sono stato coinvolto in ritardi nel recupero post immersione. Verranno analizzate le responsabilità, attribuibili nel primo caso all’organizzazione per la quale lavoravo, nel secondo al capitano del dhoni, e nel terzo alla guida.
2- Come si deve effettuare un’immersione in corrente il ruolo della guida e dell’equipaggio.
3- Le procedure di emergenza in caso di perdita di subacquei
4- Tecnologia o sistemi che possano aiutare nel recupero dei dispersi.

Le immersioni alle Maldive si sa, sono caratterizzate dalla presenza di correnti, a volte anche piuttosto forti e insidiose. Ma non devono far paura in quanto, se sfruttate bene, consentono divertenti immersioni e splendidi avvistamenti. Una pass senza corrente è come una discoteca vuota con luci spente e senza musica. Durante un’immersione in corrente si possono percorrere anche 1 o 2 miglia. Quindi occorrono buone guide che conoscano bene l’immersione e le caratteristiche, un buon equipaggio attento all’eventuale imprevisto, e soprattutto un bravo capitano della barca diving, che con esperienza e calcolando bene l’intensità e la direzione della corrente si posizioni nel posto giusto per ripescare il gruppo sub. L’ideale è avere una buona intesa con il capitano. La guida deve essere consapevole del percorso che si sta eseguendo e sapere come pensa e ragiona il capitano della barca. Deve essere infatti sempre pronta a risalire in tempo in caso dovesse accadere una variazione anomala che potrebbe mandare in confusione l’equipaggio del dhoni.

Mi sono trovato anni fa a galleggiare lontano dalla barca e analizzare gli inconvenienti accaduti può sicuramente servire.

Nel primo caso la responsabilità va addebitata alla società armatrice maldiviana con la quale lavoravo nel 1996, proprietaria di una barca safari. Per motivi tecnici di manutenzione, in piena stagione, era febbraio 96 o 97, venne sostituito il diving dhoni senza preavviso, con un equipaggio senza esperienza di immersioni.
E’ INFATTI LA SITUAZIONE POTENZIALMENTE PIU’ PERICOLOSA. L’immersione era nell’atollo di Felidhoo nella pass dell’isola di Felidhoo, corrente media in entrata mare calmissimo, ore 16,00 ci tuffiamo nell’angolo nord, breve sosta e poi via, dentro trasportati dalla corrente come sempre. Riemergiamo dopo 50 minuti circa in apparente sicurezza, a 30 mt. sulla destra, la ns. barca ancorata, sulla sinistra l’isola che scorre. Iniziamo a commentare l’immersione in attesa della barca, che dopo 5, 10, 20 minuti non arriva, ed ormai l’isola e la barca ancorata si allontanavano.
Siamo stati quasi un’ora in acqua prima che il nostro cameriere, Mohammed sveglio come una volpe, sapendo come sempre che tipo di immersione facevamo, ci ha recuperato con una barca di pescatori dell’isola.
Il nostro dhoni, chissà poi perché era rimasto fuori sul reef oceanico senza seguire la corrente. Equipaggio di buonissimi ragazzi ma con zero esperienza di immersioni, cambiati il giorno dopo.

Secondo caso con responsabilità da addebitare al capitano del dhoni. Vadhoo channel a nord dell’atollo di Male sud, estate 2002 o 2003, ultima immersione della crociera, mattina, una cliente io e Marta, il capitano mi dice che la corrente andava verso ovest, mi tuffo faccio un check, e vedo che effettivamente dalla superficie fino ad una profondità di circa 5-6 mt., la corrente scorreva verso ovest, ma più in giù la direzione era verso est medio forte, come spesso accade in estate. Con il capitano non ci conoscevamo bene ma sul dhoni avevo lasciato anche Alì, il nostro divemaster, eccellente guida, al quale prima di sparire nel blu ho raccomandato di seguirmi verso est. Quasi un’ora di immersione in corrente verso est, riemergiamo e scopriamo di essere assolutamente soli. Vedevo il nostro dhoni piccolo come una capocchia di spillo, attesa di circa 45-50 minuti e poi finalmente non rivedendoci e grazie alle insistenze di Alì, finalmente sono venuti nella direzione giusta e ci hanno ripescati. Il capitano non credeva probabile uno scorrimento di correnti in sensi opposti, non conoscendoci era convinto che ci fossimo sbagliati, per fortuna c’era Alì che ha rimediato.

Nel terzo caso mi assumo io le responsabilità, in quanto ero agli inizi, con poca esperienza non volevo ulteriori discussioni con un gruppo sub, e mi sono imposto con poca decisione. Estate del 96, atollo di felidhoo, eravamo ancorati dietro il finolhu di Fotteyo, una delle più belle immersioni delle Maldive. Non facevamo immersioni dal giorno precedente a causa del tempo bruttissimo, mare grosso e vento forte. Il gruppo sub era irrequieto e sono incominciate le discussioni in quanto volevano fare a tutti i costi le immersioni previste nonostante il tempo. Lì ho sbagliato ed ho ceduto. Le mie condizioni imposte al gruppo erano che se ci fosse stata corrente in entrata, potevamo rischiare l’ingresso con mare formato e poi la barca ci avrebbe recuperato all’interno. Purtroppo durante l’immersione la corrente è cambiata ed è stato impossibile entrare nella pass dove ci aspettava la barca. Siamo stati costretti a risalire in oceano con onda grossa e vicino al reef, in condizione delicata. Ci siamo allontanati dal reef e una leggera corrente oceanica ci ha spostato verso nord, in più appena riemersi, ci ha accolti uno scroscio di pioggia che limitava la visibilità a 15 metri.
Siamo rimasti sballottati dalle onde per un’ora e mezza e finalmente il capitano (eccellente marinaio con grande esperienza) dato che non ci vedeva, ha capito che la corrente era cambiata, è uscito e seguendo la corrente oceanica piano piano ci ha raggiunto. Dopo questa brutta esperienza lo stesso anno all’Eudi che all’epoca era in ottobre a Bologna mi feci predisporre, da Egidio Isotta, famoso costruttore di custodie foto-video e lampade sub, un paio di contenitori stagni che ancora adesso mi porto in ogni immersione. Ho in uno una boetta fumogena e nell’altro 4 fuochi a stella rossa, i razzi di soccorso delle barche per intenderci.

Le analisi dei casi accaduti sono importanti per capire dove ci sono stati degli errori e come fare ad evitarli, la situazione più delicata è quando si cambia l’equipaggio che non è abituato a seguire i sub e a prevedere eventuali imprevisti. La guida ha un ruolo importante, deve essere un profondo conoscitore dei luoghi e deve sempre dire al capitano che tipo di immersione vuole effettuare. Per esempio nell’ambito della stessa uscita un gruppo potrebbe seguire l’angolo della pass, mentre un altro attraversa sul gradino. Vuol dire che i due gruppi possono riemergere anche a parecchie centinaia di metri di distanza e quindi il capitano deve saperlo preventivamente. In più se qualcosa cambia rispetto alla pianificazione si deve interrompere l’immersione. In febbraio ero in crociera sulla Giulia con il gruppo tuttomaldive, immersione nella pass di Embudhoo. Siamo arrivati con corrente in entrata ma in diminuzione, praticamente assente. Tre gruppi, io, Marta e Walter. Ci tuffiamo sul lato sud e attraversiamo la pass col gradino sotto di noi. Purtroppo niente corrente di marea, e quindi poco pelagico, leggera corrente oceanica da nord verso sud, quindi contraria rispetto alla nostra direzione iniziale.
Il nostro dhoni, ci aspettava all’interno della pass. Con Marta decidiamo di tornare indietro a favore di corrente, Walter davanti a noi non ci vede e continua verso il centro della pass. Noi tornando indietro abbiamo raggiunto il punto di inizio immersione nell’angolo e se avessimo continuato a favore di corrente sull’esterno dell’atollo, potevamo incorrere in un problema, in 50 minuti ci saremmo spostati anche di 4 o 500 metri, la barca seguendo le bolle di Walter in direzione opposta ci avrebbe aspettato dentro inutilmente mentre noi saremmo stati ben lontani sull’esterno dell’atollo, in una zona difficilmente prevedibile per la barca.
Ho affidato momentaneamente il mio gruppo a Marta, e in un luogo ancora facilmente avvistabile dal dhoni, all’interno della pass, ho lanciato il mio pallone segnasub, sono riemerso, ho richiamato la barca ed avvertito che Walter andava in una direzione mentre io e Marta avremmo proseguito nella direzione opposta, avuto l’ok dal capitano mi sono reimmerso ricongiungendomi col gruppo. Chiaramente c’erano le condizioni favorevoli e quindi niente corrente, ma nel caso ci fosse stata corrente e la pianificazione dell’immersione fosse risultata diversa dalla direzione reale, si sarebbe dovuto interrompere immediatamente l’immersione, prima di allontanarsi troppo.
Gli equipaggi devono essere particolarmente attenti all’inizio dell’immersione, in quanto normalmente molti problemi incorrono nei primi minuti dopo il tuffo, per esempio un problema di compensazione, di pesata, un problema all’attrezzatura, ecc.
Un’altra cosa che ritengo importantissima è che ogni subacqueo dovrebbe essere dotato di pallone segnasub, (ed essere istruito all’uso), ed un segnalatore acustico subacqueo da usare però solo per le emergenze.

Immaginiamo ora che purtroppo pur avendo soddisfatto tutte le considerazioni di cui sopra, finita l’immersione risaliamo e ci accorgiamo che manca un gruppo di subacquei, che fare? Per prima cosa si segue la corrente. Se entro un ragionevole tempo che va dal quarto d’ora alla mezz’ora ancora non si trovano, senza NESSUN INDUGIO deve partire l’allarme. Bisognerebbe avere a bordo oltre la radio anche un telefonino, che alle Maldive funziona anche fino a 10 miglia dalla costa. Avvisare quindi subito l’ufficio dell’isola che a suo tempo, deve allertare, Coast-Guard, Compagnia aerea dell’Air-taxi, e tutti i villaggi vicini, per un raggio di almeno 12/13 miglia, in modo da avere fuori entro due ore il maggior numero di barche. Più barche ci sono maggiori saranno le probabilità di riuscita.
Nella zona ovest di Ari, le problematiche maggiori si hanno per le immersioni con corrente in uscita, quindi verso ovest, effettuate nel pomeriggio. Ci sono due fattori “delicati” il primo è che in caso di problemi c’è poco tempo a disposizione prima che faccia buio. Il secondo è che avendo il sole negli occhi, basso sull’orizzonte, è difficile l’avvistamento di eventuali subacquei lontani.

Possibile che nel terzo millennio la tecnologia non abbia pensato anche per i sub un sistema di ricerca come per gli equipaggi delle barche a vela? Nelle regate oceaniche infatti si sente parlare di recuperi di uomo a mare andati a buon fine in pochi minuti con strumentazioni particolari. Quindi abbiamo cercato, e sulla rete probabilmente abbiamo trovato il prodotto giusto. Si chiama Sea-Marshall 

http://www.seamarshall.com/mobs_diver.php

http://www.seamarshall.com/mobs_diver_specs.php

Consiste in un sistema di ricerca formato da trasmettitori che il subacqueo, o la guida, porta con se in immersione, e da una stazione ricevente con relativa antenna da installare sulle barche. In caso di bisogno il sub attiva il trasmettitore che può essere intercettato dall’imbarcazione, con un raggio operativo da 0,5 a 3 miglia. La portata dipende dallo stato del mare e dall’altezza dell’antenna sulla barca. La trasmissione prevede un segnale di soccorso sulla frequenza di 121,75 MHz, intercettabile dalla locale coast Guard fino alle 3 miglia, dalle 7 alle 15 miglia con mezzo aereo fino ad una quota di 300 mt. Circa, e addirittura fino a 35 miglia per aerei di linea viaggianti alla quota superiore ai 3.000 metri. Abbiamo preso contatto con l’azienda, e vorremmo testarne l’efficacia. Se gli strumenti daranno l’affidabilità che ci si aspetta, penso che non saranno pochi i diving qui alle Maldive che si doteranno di questo utile sistema.
Riassumendo abbiamo analizzato 3 esperienze personali, e abbiamo visto il ruolo che hanno sia l’equipaggio delle imbarcazioni che la guida. Tra queste figure ci deve essere un’assoluta fiducia, conoscenza e intesa. Abbiamo visto che i rischi maggiori si hanno quando si cambia equipaggio magari non espertissimo. Il rischio aumenta con immersioni nelle ore pomeridiane, e soprattutto nella zona ovest dove il recupero è ostacolato dal sole in faccia basso sull’orizzonte. Abbiamo però anche buone notizie, la tecnologia sembra ci voglia dare una mano, e forse è possibile dotarsi di sistemi che possano veramente aiutarci in caso di bisogno. Approfondiremo al massimo la conoscenza su questo e/o altri sistemi, e se i test saranno soddisfacenti ne riparleremo ancora.

Per discutere di questo argomento e per avere ulteriori informazioni 
partecipa al forum del sito TuttoMaldive.it, nella sezione subacquea, 
troverai i consigli degli esperti e di chi conosce bene le Maldive:

partecipa al forum "immersioni e snorkelling"
del sito dedicato alle isole maldive

 

Enzo Spina
Guida subacquea in safari boat da 8 anni 
Istruttore diving con all’attivo oltre 4000 immersioni
ISTR. DAN, PADI, NAUI, PSS, HSA, UISP

home page di www.tuttomaldive.it : sito web completamente dedicato alle isole maldive  sezione di www.tuttomaldive.it dedicata alle immersioni e snorkelling alle isole maldive : informazioni, consigli dell'esperto sub Enzo Spina, racconti e foto di immersioni e snorkelling
www.tuttomaldive.it