Crociera sulla Maleesha boat 
Dicembre 2002 by Guglielmo

Alle Maldive verso l’azzurro
Un’idea improvvisa grazie all’iscrizione ad un sito…. La voglia di partire e il dubbio se è il mese giusto, la forma giusta, il tour operator giusto……Io subacqueo, amante del mare, fotografo, a volte un po’ scrittore……La voglia di vedere per la prima volta questo angolo di paradiso del nostro pianeta azzurro… Così….. 2 dicembre (freddo incalzante con neve sul Vesuvio) Napoli-Roma e poi Fiumicino con la compagnia Emirates verso Male con scalo a Dubai…... Arrivo stonato ma con tanta tanta curiosità…………
3 dicembre
L’aeroporto di Male…… il più silenzioso e dolce del mondo…. Le pratiche con l’aria condizionata, poi la “botta” di caldo quasi mi stona e non mi fa capire di essere arrivato in …… Paradiso………………… 
La differenza di temperatura per un’ora mi crea quasi imbarazzo, noi che eravamo partiti con la prima aria di neve con giacconi e felpe……… Poi, lentamente…. ……. Tra la luce del mare, il sapore dell’oceano indiano che arriva da lontano, entro in contatto con la cosa più bella delle Maldive: i maldiviani
Un sorriso semplice, mai formale, non eccessivo, non proteso ad ammaliare il turista occidentale pieno di dollari,quello da spremere fino all’ultimo centesimo….. semplicità, discrezione, presenza….. così rari nel nostro costume……… 
napoletani complicati a volte indiscreti, milanesi complicati, discreti un po’ freddini…..romani un po’ rumorosi…… luoghi comuni o verità……sta di fatto che qui è diverso fin dalle persone…………
Gentilmente ci portano su un dhoni, su quello che sarà il nostro dhoni , qui mentre Azee (caposub) ci spiega un po’ di cose, Assad (capobarca del dhoni) con mille dolci sorrisi coperti dal suo tenerissimo e folto baffetto ci saluta continuamente con i suoi occhi neri pieni di energia vitale…... sembra uno che è stato al sole di Napoli per 100 anni o che ha fatto tutti i master di energia biopsichica nei migliori centri della Lombardia……
Si va verso la barca , il “Maleshaa” che ci accompagnerà in questo viaggio nel mare delle Maldive……ci si conosce: molti single da soli o in gruppo, partiti così. Non c’è, come avevo temuto alla partenza, il grande club dei giovani mostruosi subacquei efficienti. Tutt’altro…. gente normale,…. la sistemazione in cabina, conosco il mio compagno, un acquario (come me) professore svizzero, il pranzo, il primo pranzo coi sapori maldiviani, la partenza verso Male sud, l’entrata nell’atollo. Alle 16.30 la prima immersione a Kuda Giri Wrec. Si scende lungo una parete fino a –30 metri; tra le cose viste un pesce rana nero, una bellissima attinia rossa con i classici pesci pagliaccio e un gruppo di carangidi (tonnetti e ricciole). Non è un’immersione bellissima ma è un primo contatto con i fondali delle maldive. 
Qui il sole tramonta presto, alle 17.30 circa e alle 18 scarse è già buio. Si cena con tanta stanchezza… si va tutti a dormire presto intorno alle 21, anche perché domattina la prima immersione è alle 7 e devo preparare la macchina 
fotografica, ferma dal 1995. La barca si ferma per la notte a Gulhi.
4 dicembre. 
Mi sveglio prestissimo. Mi affascina il clima esotico e fotografo dalle 5.30 in poi godendomi l’aria tiepida e fresca, il mutare dei colori all’alba… i blu, i grigi, gli azzurri, i rosa tra cielo e mare. Immersione a Myharu Faru poco prima delle 7 con una discesa fino a –30 e risalita un po’ controcorrente (tipico delle immersioni alle Maldive, lo imparerò presto). Immersione tranquilla, mi colpiscono alcune grosse murene con pulitori che giocano tra le branchie e la bocca apparentemente vorace. La barca si sposta e godo, al sole, la parte meridiana dello spostamento col Maleesha, il sole sale alto. Il passaggio è stupendo, il mare è calmissimo, il sole alto, caldo, per facili abbronzature; il gruppo in barca socializza serenamente. Io guardo, osservo, fotografo il mare. Mentre riordino il mio materiale fotografico penso alla differenza con altri mari, per esempio col mar rosso (pur stupendo): Qui il mare coinvolge per la pace che riesce a trasmettere: azzurri e blu che si fondono dentro per la tranquillità dell’anima. Alle 11.30 andiamo verso la seconda immersione della giornata. Kandooma caves è lungo una pass (passaggio tra l’atollo e l’oceano indiano e luogo di probabili correnti, anche forti): gorgonie colorate, giallo ocra e rose, alcune tartarughe che passano tranquille perfino vicino a noi sub, una coppia di pesci pagliaccio neri con strisce gialle…… un bel gruppo colorato di pesci grugnitori con le strisce. Siamo vicini all’isola di Guraidhoo, l’avvicinamento del Maleesha seguito dal dhoni durante la navigazione o preceduto quando si va verso le isole, mi scopre il rapporto tra mare e sabbia bianca, azzurro del cielo e del mare e verde intenso delle palme: è un paradiso di pace che parla con la luce ed i colori. Le barche ed i dhoni appoggiati sull’acqua. I reef salgono fino alla superficie e vedere tanta meraviglia sotto la superficie dell’acqua ti fa sentire la Natura ancora più vicina. Si pranza con aria scherzosa, il linguaggio preferito è il mio napoletano stretto quale commento ad improbabili immersioni ricche di squali. Poi si va in una pass vera, Guraydhoo Kandu (kandu è proprio il termine che indica un passaggio verso l’oceano).L’immersione è lontana dall’attacco, ci andiamo col dhoni alle 15.30. C’è una notevole corrente e cambia mentre scendiamo, addirittura è inversa a –25. Ci passa sopra all’improvviso uno squalo ma è difficilissimo da vederlo, c’è anche un po’ di sospensione nell’acqua. Più facile ammirare un bel pesce napoleone. Poi l’ambiente si popola e, nonostante la corrente, c’è di tutto, squali più volte, ne conto cinque, sono pinna bianca.Tre mante, una molto grossa, una quindicina di aquile di mare, due cernie molto grosse, vari gruppi di carangidi. L’immersione per me dura poco, solo 25’, ma è un crescendo di emozioni in un blu intenso e a volte perfino freddo. L’emozione continua con una discesa breve sull’isolotto dei pescatori.Il dhoni ci accompagna per evitare gli urti del reef. Scendo con gli altri ospiti del Maleesha ma non riesco a camminare molto. Osservo le maglie colorate dei bambini e i lunghi vestiti pieni di luce e di disegni colorati delle ragazze e delle donne. Mi viene un intenso rispetto per quel silenzio ed ascolto i movimenti di donne uomini e bambini. Non riesco a fotografarli. Sento intensa l’emozione di gente così diversa da noi in pace con la Natura. La sera si svolge in barca godendo le stelle e il mare calmissimo. E’ tutto un racconto considerando che l’immersione delle 16.00 l’abbiamo fatta in cinque: la bellezza del rischio, la sensazione intensa delle cose viste, il gioco delle correnti, la voglia di fare altre immersioni così straordinarie. I racconti salgono verso il cielo e la notte avvolge insieme parole, emozioni e luci delle stelle. Diego con tanta pazienza mi spiega la posizione delle stelle i loro nomi, le vie delle aggregazioni stellari: per me, tanto ignorante in materia, è solo Paradiso di notte. E’ la sensazione forte di Guraidhoo. Ci fermiamo lì per la notte.
5 dicembre. 
Mi alzo prestissimo e sono supersveglio. Mi godo ancora l’alba a Guraidhoo, diversa da quella di ieri. E’ una suggestione più intima, quasi interiore. I colori sono più caldi, sulle sfumature rosse di un rosa intenso. Una barca a due alberi vicino alla nostra rende tutto più magico. Aspetto con silenzio rispettoso della natura l’equipaggio del dhoni che mi porterà alla prima immersione della giornata. Siamo a Kuragir Guraydhoo. Immersione facile su un reef basso tra –1 e –20 metri. Tranquilla escursione (siamo in tre soltanto) tra i coralli con pesci non grossi ma molto colorati. Su tutto una cernia grossa che se ne va a passeggio e una tartaruga che sembra danzare tra i coralli alla ricerca di qualcosa di buono per la sua colazione. Anche noi facciamo colazione tra gli occhi neri dei ragazzi maldiviani che sono premurosi e gentili, sorridenti e tranquilli intorno a noi uomini e donne occidentali in viaggio col Maleesha. E’ proprio il giorno del viaggio. La nostra barca (30 metri) lascia l’atollo di Male sud e va verso quello di Felidhoo. E’ un momento magico. Inizialmente non me ne accorgo. Ci hanno detto che i cellulari non prenderanno in questa parte del viaggio ma in verità non prendevano neppure prima. D’altra parte chi viene qui deve pur fare a meno, almeno per qualche giorno o settimana, del ritmo incalzante del nostro vivere occidentale. Ma non è l’assenza della nostra tecnologia che fa stupore……Lo stupore è nel blu intenso, nel cielo e nel mare intorno a 360° mentre non c’è isola o barca intorno a noi. Il donhi ci segue fedele a distanza, il sole riscalda i nostri volti e non solo. La seconda immersione della giornata (la mia sesta) è nell’atollo di Felidhoo a Nyyaru Kandu.Sono tra –25 e – 35 , vedo due squali nella pass e resto in velocità per la corrente che ci culla lungo il reef. L’emozione forte è dal dhoni mentre ritorniamo alla barca: una manta e cinque delfini sotto di noi. I delfini vicinissimi, uno è particolarmente vivace, bizzarro, solitario e perennemente divertito …. Sembra che mi assomigli, forse sono io nell’altra vita parallela. Strani i delfini, a volte, strani e belli. Da lontano li intravedo mettere la testa giù e rigirarsi con calma. Sul mare solo il dorso incurvato e la pinna… aspetto che saltino, poi dico al ragazzo del dhoni di girare verso di loro: mi ascolta. Sono due delfini, calmi…. Ce n’è un altro e ora sono tre … che saltano, allargano il giro, velocissimi e sono sotto il dhoni e giocano con la corrente e gli spruzzi della prua. Si divertono ad inseguire quello che non c’è (acquario ascendente sagittario????) poi ritornano in gruppo e saltano, sembrano ritirarsi, ne appaiono altri due sotto la prua, sono vicini al reef e noi ci avviciniamo al reef, la barca poi gira e loro, quasi per ringraziare, ci salutano con salti… uno di loro (Willy) salta fuori con tutto il suo corpo per quattro volte….. Quattro salti oltre la vista normale dentro e fuori la laguna…. Che bello!!!!
Tra un tuffo a nuoto e ancora giri intorno al Maleesha non mi fermo e verso sera la terza immersione, dopo l’ennesima corsa in corrente, mi regala il paradiso subacqueo con 30 minuti a –12 metri: anemoni, attinie e gruppi di pesci pagliaccio, una, due, tre, quattro tartarughe, alcionarie coloratissime, tanto colore, tanti gruppi di pesci piccoli e medi che vivono una stupenda e coloratissima vita di mare. Vedo i colori tra i riflessi di luce quasi a pelo d’acqua, sento l’aria che mi passa dall’erogatore e quasi ho timore reverenziale verso la Natura per quelle bollicine della mia respirazione che salgono verso l’alto. La giornata intensissima ha un seguito nella serata. Siamo fermi ad Alimathaa: un gruppo di maldiviani viene in barca e ci riempie dell’energia di una musica ritmata e fantastica, la loro…. Semplice e ingenua forse, ma naturale, sentita, senza fronzoli. Entusiasmo di bambini….. quanto mancano dalle nostre parti.La notte si avvicina col silenzi o lasciato dal discreto saluto di questi uomini semplici e straordinari proprio per questo. Restiamo a bere sul ponte nel silenzio che nessuno di noi che guardiamo ancora una volta l’immenso cielo stellato riesce ad interrompere. Gli sguardi degli amici del Maleesha vanno verso il cielo e scendono nelle coscienze di chi riesce a capire che stiamo proprio su un altro pianeta.
6 dicembre.
Mi sveglio presto e vado col dhoni ma sento il bisogno di un rapporto ancora più intimo col mare. Mentre i miei amici sub sono in immersione io uso solo pinne e maschera e nuoto lungo il reef. I colori e la varietà e poi la sorpresa a 6-8 metri: uno squalo nutrice che dorme sotto un grosso corallo. A distanza due mante e più lontano un gruppetto di aquile di mare: ma queste cose non si vedono solo in immersione? La barca si nuove nello splendido atollo di Felidhoo, il mare è stupendo, è proprio crociera!!! Da Alimathaa a Rakeedhoo, un viaggio fantastico, un percorso nell’azzurro e verso l’azzurro. E’ la suggestione maldiviana più profonda che porterò a casa, nella mia casa azzurra. Forse avevo bisogno proprio di questo viaggio per sentire la forza dell’energia della tranquillità che c’è qui, per farla un po’ mia per portarla con me ed aspettare la fine del 2002 con una prospettiva nuova verso un 2003 ricco di maggiore serenità. 
Mentre sono vicino al comandante (Adam) vedo una coppia di delfini (che non riesco a fotografare) poi nel cambio di rotta verso Rakedhoo il bravo e baffuto Assad mi avverte con tenera amicizia: !!! ci sono i delfini!!!. Stavolta faccio in tempo e fotografo. Va bene. I delfini vengono quasi incontro alla barca (uso la digitale e la normale), poi due di loro ci scortano per qualche istante: è uno spettacolo affascinante ed inebriante. L’isola di Rakeedhoo è fantastica, i reef che si intravedono, i coralli sotto di noi, delfini che seguono ed anticipano la barca, barche sospese sull’acqua: un autentico paradiso terrestre. Affascinante sarà la prima immersione della mattinata… Siamo a Rakeedhoo Kandu est, una pass fantastica nella quale c’è una festa di colori. Pur nella corrente riesco a vedere bene e fotografare sott’acqua tra io –35 e i –40 una serie di anfratti in cui entrano ed escono velocemente gruppi di centinaia di carangidi; dentro le grotte centinaia di grappoli di soft coral dal giallo pallido o paglino al giallo uovo misti a coralli celesti ed azzurrini, uno spettacolo incredibile di contrasti ed assonanze cromatiche.
Riemergo, mi asciugo al sole, un po’ mi abbronzo, preparo le macchine fotografiche, dovrei riposare ma come si fa…… ? Vado a nuoto, insieme con Azee sull’isolotto di Anbaraa e faccio il bagno. Sabbia bianchissima e finissima… piccole conchiglie trasportate dal mare, alcune ancora con i paguri che vanno avanti e indietro …… La SENSAZIONE è forte, respiro un senso MIO di LIBERTA’ e di NATURA che credo sia istintivo per l’uomo. Tutto bello: mi sembra TROPPO: il sole, la luce, l’acqua trasparentissima e calda. Ho la Nikonos con me e faccio qualche foto sia in superficie che in acqua fino all’inizio della seconda immersione della giornata. Continuo un po’ nella passeggiata e riesco a vedere vari uccelli e fotografarne uno come anche lo splendido scenario del mare visto dalla spiaggia. Rientro in barca e mi preparo per l’immersione che faremo a Anbaraa Thila , qui c’è molto corallo morto per effetto dell’innalzamento improvviso della temperatura negli anni scorsi.
Intanto l’equipaggio del Maleshaa prepara la serata che si svolgerà con una cena molto particolare sull’isolotto di Anbaraa. Il falò, le tante luci, i pesci, la grigliata sull’isolotto. Intanto il tramonto ha effetti bellissimi di rosso, arancio e giallo a dx della barca mentre a sinistra il Dhoni, in lontananza, ricarica le bombole in un contorno di luci fredde tra grigio e violetto…. Lontano piove…nuvole di coloro grigio argentato giocano con la luce e danno all’insieme che si vede laggiù un bluastro magico. Come in un quadro impressionista abbinato alla tecnologia cinematografica quella rassegna cromatica si avvicina e con le tinte arriva anche l’acqua. Così, pioverà sempre più verso di noi come pioverà due ore dopo il tramonto mentre ci spostiamo in sette sulla barchetta verso l’isolotto per la cena. E’ una sensazione incredibile…. Miliardi di gocce d’acqua caduta dal cielo che piovono rimbalzando sull’acqua, sui nostri cappelli (ho il cappellino blu della scuola e un kayway blu), le gocce rimbalzano sulle gambe abbronzate. Sbarchiamo a piedi nudi e la pioggia, come per gioco,nel momento stesso in cui scendiamo come un pacifico gruppo di marines, termina e non tornerà più. Il cielo si apre e la cena si svolge nella consueta e sempre più gratificante cortesia dell’equipaggio maldiviano. E’ il 70° compleanno dell’amica di Viterbo e si festeggia lì tra canti nostrani,m qualche remarque napoletano e rilassamento totale ….. Poi resto a vedere i granchi che escono dalle tane sulla battigia…. Spero di tornare domani mattina presto. La notte è più fresca ed umida ma il cielo appare uno scenario da giallo o da romanzo dell’ottocento. Nuvole che giocano con la luce delle stelle…. Miliardi di microscopici fari sulle nostre teste, mentre sul ponte godiamo dell’ennesimo regalo del paradiso della notte maldiviana.
7 dicembre 
Non riesco, pur svegliandomi presto, a scendere ad Anbaraa.Il comandante un po’ nervoso va di fretta. Avevo bisogno di un momento ancora di contatto forte con la Natura dell’isola. Si parte e si va, sempre dentro l’atollo di Felidhoo verso Fotteyo, punta estrema orientale dell’atollo dove dovrebbe esserci una bella pass. Dopo un inizio tra le nuvole ed un po’ di umidità, la traversata diventa sempre più interessante. Si apre all’improvviso un enorme arcobaleno e lo scivolamento del Maleesha sull’acqua diventa un itinerario bellissimo. Questo atollo è sicuramente più bello di quello di Male sud. Incontriamo due volte i delfini ed il secondo gruppo pieno di vivacità mi riempie di gioia. Appare, al passaggio, una striscia di sabbia e subito un pensiero: voglio andare lì!!! E’ una lingua tra i coralli ed è lì che vorrei sperimentare nuovamente il contatto con la Natura. Ci prepariamo all’immersione a Fotteyo Kandu in prima mattinata. Facciamo una discesa nel blu con reef a destra… varie grotte e risalita verso il reef con corrente forte a favore. Branco di 100 carangidi a –40 soft coral gialli e azzurri.
Dopo l’immersione, vado a nuoto con Diego ed Azee, alla spiaggia deserta – la lingua di sabbia di Fotteyo Muli (il nome è dato da me e Ivo). Vedo un pesce Napoleone e due aquile di mare. La spiaggia è bellissima, l’acqua è caldissima. Mi abbronzo molto. Piccole conchiglie disseminate dappertutto…. L’oceano che scrive il suo nome sul bianco finissimo della sabbia… le migliaia di onde che arrivano ogni giorno e che portano la storia del mare fatta di sconfitte e di vittorie, di piccoli grandi percorsi di tanti animali che si cullano tra avventura e scommessa quotidiana per la vita. Il sole brucia, l’acqua è caldissima.
Pranzo, ancora sole, preparazione per la seconda immersione. Ora siamo a Fotteyo Kandu est, quasi la stessa immersione che tendo a fare rimanendo più su allo scopo di integrare le foto della prima immersione. Dopo questa seconda immersione mi faccio accompagnare – insieme con tre amici di viaggio - alla spiaggia della mattina. E’ una sensazione notevole.
“Ci sono momenti della vita in cui riesci a raccoglierti bene con te stesso. Ci sono altri momenti il cui il luogo aiuta molto a ritrovarti e a stare bene. Ci sono posti e momenti della vita in cui sembra che tutto coincida e sei in pace con te stesso, ti leggi dentro con chiarezza e vedi veramente quello che vuoi….. A volte basta una striscia di sabbia”.
Così raccolgo, fotografo guardo e bevo le dolci sensazioni di benessere interiore e di immagini di libertà. Piccole conchiglie colorate di bianco, strisce di infiniti coralli, sabbia finissima, bellissima. Le nostre impronte su una spiaggia levigata dal mare,ogni giorno. Mi sento trascinato nella “storia del mare”, dei mille eventi avvenuti laggiù. La luce cambia: è il tramonto: il sole, l’azzurro, l’arancio, il rosso, i rossi, i dorati, oro sul mare, nel cielo, sulla sabbia.
Godo questo evento quasi come unico, straordinario.
Riempio i polmoni del mio cervello di gioia e di benessere. Siamo solo quattro della barca a scegliere questo momento…. Poi arriva la barca che ci riporta al Maleesha che è comoda, lussuosa…. ma…… Nella serata un’immersione notturna a Fushi Faru non è bene organizzata, poche torce, nessun segnalino fosforescente. Si scende su un reef che arriva –50 sulla sabbia. Immersione al buio su una “barriera che quasi non c’è, considerato il pieno di coralli morti. C’è quasi solo il mio faro e solo un piccolo squalo accende per un attimo una monotona immersione. Freddo. Salgo con 100 atm (!!!!)che per me è un vero record di non respiro. Restiamo fermi nella notte a Fotteyo muli.
8 dicembre 
Mi sveglio presto e, anche se stanco, non rinuncio all’immersione dopo la delusione di ieri sera.Tra le 6 e le sette mi godo una straordinaria alba azzurra, sembra una tavolozza di infinite sfumature che il titolare della Natura si diverte a distendere e modificare, minuto dopo minuto, tra cielo e mare. Alle 7 ci immergiamo a Fotteyou kandu est. E’ la 3° immersione nella pass di Fotteyo. C’è una serie di grotte bellissime fino ad una profondità di oltre 36 metri. Entro nel canale con relativa calma. Mi riservo di guardare le cose più piccole anche perchè fotografo con il complesso macro. In particolare mi soffermo con pazienza su una serie di immagini di pesci pagliaccio racchiusi nella loro grossa attinia.La barca si rianima per la colazione di tutti e il gruppo si sofferma al sole in quanto il Maleesha taglia fuori dall’atollo per dirigersi verso Devana Kandu. Ne approfitto per riposare e riprendere un po’ di energie.Mi faccio accarezzare dal sole e mi sento, anche se stando qui si nota poco, sempre più abbronzato. A fine mattinata siamo nella pass con grandi aspettative su questa famosa immersione. La guida fa un disastro. Ci fa rimanere fermi a – 25 metri per oltre 12 minuti ogni tanto finge o vede squali che nessuno di noi vede. Lo mimerò tra le risate di tutti per tutta la giornata. Riusciamo a sentire perfino freddo. L’immersione si rivela monotona eppure le guide bibliografiche parlano bene di questo posto. Per fortuna mentre risaliamo con un gruppo di tre lungo il reef incrociando colori e coralli stupendi anche se normali qui alle Maldive riusciamo a farci avvicinare da un piccolo squalo un po’ curioso e molto timoroso e siamo solo a –10 metri. Nella risalita ci sorride una simpatica tartaruga, quasi irriverente nei confronti della nostra guida sub.
La barca riprende e si rientra verso l’atollo di Male sud. Il mare è decisamente mosso e si balla un po’ ma c’è sole. Ne approfitto per un’ulteriore bella abbronzata d.o.c. sul terzo ponte della barca. Mi addormento e sento il mare delle Maldive finalmente un po’ più vivo. Riesco a riposarmi in attesa della prossima immersione. Si pranza in allegria tra il mimo delle braccia stese della nostra guida alla ricerca di improbabili profili di squali nelle pass, poi intorno alle 16, ormai nell’atollo di Male sud andiamo col dhoni verso quella che è per me la 14ma immersione: Guraidoo Medufaru. Ci aiutiamo non seguendo la guida e facendo leva sulle nostre intuizioni. Risultato: l’ immersione molto bella da 8 pieno. Ci tuffiamo nel blu nella corrente che cambia e ci costringe a invertire il senso del nostro pinneggiare. La visibilità è migliore del solito e questo aiuta anche la fotografia: migliaia di piccoli pesci e tante sorprese, grotte e pesci grandi, due tonni e due cernie, corallo soft di cinque colori: rosso, giallo, arancio, bianco e rosa violaceo!!! Grandioso.
Si va verso un lento tramonto ma la sorpresa è nella Natura e nei colori come all’alba di stamattina. Improvvisamente gli azzurri diventano grigi e poi verdi e verdastri nel cielo e sull’acqua. Così c’è un incredibile acquazzone che fotografo diffusamente con la camera digitale. Questo viaggio non ci ha evitato un po’ dei noti effetti monsonici del clima maldiviano. Ma la magìa non è finita. Mentre ci rilassiamo nuovamente sul ponte il mago dei colori ci regala uno splendido tramonto che mescola i grigi, gli azzurri ed i blu con i rossi, i gialli e le differenti tonalità dorate. 
A sera, dopo cena, viene in barca un gruppo di donne maldiviane dell’isola vicina, vestite in rosso e blu che ci presentano i loro canti ed i loro balli. Sono molto tenere anche se estremamente timide. I canti non sono molto vivaci ed i balli non sono molto vari, ma tutto avviene con sobrietà e ci induce al silenzio per l’estrema simpatia e leggerezza di queste straordinarie persone. La serata va avanti. Alla fine giochiamo a carte in cinque. Passiamo la notte a Guraidhoo.
9 dicembre 
Il cielo non è terzo come gli altri giorni. L’alba è lunga e grigiastra. Le isole sempre più frequenti sul nostro percorso. Mi sveglio tardi e inizio a riordinare un po’ di cose. Non faccio la prima immersione e resto in barca, mi godo la compagnia dei non subacquei ospiti così diversi in una crociera di questo tipo. Continua l’incrocio di umanità diverse. Dopo una ricca colazione la barca si sposta dentro l’atollo di male sud avvicinandosi alla zona nord perché domattina rientriamo alla capitale. Passiamo così davanti all’isolotto di Viigilivaru e poi si va verso Embudhoo. Il mare è decisamente mosso e si balla un po’.
Così siamo alle 12 circa con il dhoni ad Embudhoo Kandu una famosa pass dell’atollo di Male sud. La visibilità peggiora. Il mare resta mosso, quasi agitato. E’ difficile anche il salto in acqua che faccio insieme con la mia Nikonos V buttandomi subito a –6 e –10 per evitare strapazzi. Deciso con Ivo un percorso col reef a destra per aiutarci con le immancabili correnti. Scegliamo di selezionare le tante grotte ed i gruppi di cappelli di gorgonie. Mi intrufolo in un paio di grotte e siamo solo in due a vedere le aragoste. Incrociamo due squali molto veloci e timidi ed uno splendido pesce imperatore reale. L’immersione è decisamente vivace come il ritorno in superficie,. Infatti risaliamo con il segnalino perché i ragazzi del dhoni fanno fatica a vederci tra le onde. La guida ormai è un aggregato alle nostre iniziative. Pranzo allegro e vivace con la solita accoglienza dei maldiviani di bordo. 
Vorrei quasi smettere ma l’immersione del pomeriggio mi viene descritta come fantastica, la guida si dà da fare per convincerci ed in quattro andiamo sul dhoni. Impieghiamo quasi 30’ per arrivare ad Anbudho Canyon. Il dhoni salta sull’acqua dell’oceano, si muove tutto; è già tardi ed è la mia 17ma immersione (a Napoli sul numero 17 ci sono due diverse interpretazioni..,. speriamo bene). Sono le sedici e il mare è decisamente agitato, ma si sa, l’avventura è avventura…. Com’è il nome del nostro tour operator. Perdiamo tempo e si fanno le 16.30… inizia perfino a piovere. Noi spavaldi giù in tuffo dal dhoni con onde alte oltre tre metri, sembriamo un gruppo di marines. Nonostante tutto l’immersione è bella. La guida ci segue …..non sa orientarsi…. Colori e tanto movimento, del resto lungo il reef della pass non poteva che essere così: i coralli morbidi sono tutti aperti, milioni di bocche per rubare cibo al plancton che si muove nel mare, troneggiano su tutto due splendidi pesci napoleone che vediamo a poca distanza l’uno dall’altro e due squali che ci fanno un po’ compagnia e si fanno perfino fotografare a 5 metri di distanza circa. Il finale è splendido: sotto il reef i pesci si muovono con velocità insolita ed eleganza è un gioco di colori, di pinne, di code… tutti a mangiare e giocherellare nell’acqua un grande spettacolo….. La nostra riemersione è da autentici atleti…. Non vediamo il dhoni ma i ragazzi straordinari ci vedono e recuperano tutti grazie anche all’aiuto del segnalino arancione che ognuno di noi ha. Rientriamo con vari salti nella barca e torniamo cantando un funiculì-funiculà che io ispiro per tirare su l’equipaggio. Al Maleesha trovo facce preoccupate il che significa che ci è andata proprio bene.
La serata, l’ultima per alcuni di noi, ci vede tutti impegnati a parlare ancora di più delle nostre vite private. Ognuno di noi sta un po’ staccando la propria vita da questo meraviglioso posto. La barca si ferma per la notte a Gulhi ma si sente già il doveroso rientro verso casa. Si sta insieme fino ad oltre mezzanotte e questa sera chissà perché il cielo è meno bello del solito.
10 dicembre 
E’ il giorno che va verso il rientro. Mi sveglio con più calma. Il viaggio verso l’azzurro è finito…. Anzi è un rientro dall’azzurro. La struttura delle isole che attraversiamo col Maleesha è decisamente più vicina all’occidente. Dopo questo tour l’impressione è diversa da quella di sette giorni fa. Sicuramente la natura è meno selvaggia e il rientro verso la Capitale aumenta la nostalgia di quanto vissuto anche se intiepidito dal desiderio di ritornare a casa. Ma l’emozione più forte è decisamente di nostalgia per il distacco da un posto che non pensavo avesse potuto avere su di me un effetto così straordinario. Forse il rallentamento dei ritmi di vita, la semplicità della gente, l’immediatezza del contatto con la natura… non so. La giornata prevede la permanenza nella capitale in attesa dell’aereo che partirà da Male nella notte tra il 10 e l’11. E’ una permanenza che serve anche per recuperare fatica e soprattutto per azzerare i residui di azoto accumulati durante le immersioni. Da lontano appare così il profilo di Male, la striscia della pista di decollo, la cupola della Moschea, il palazzo della televisione….. il porto. Sono le 12 e la barca si ferma anche per il necessario riordino e scendiamo tutti. Due amici restano con me e dopo aver posato le mie cose in albergo giriamo fino alle 17. Si rinnova l’incontro con la parte più genuina del popolo delle Maldive: il mercato del pesce ed il mercato ortofrutticolo… praticamente attaccati l’uno all’altro … attirano i colori, la vivacità e la semplicità. Per un napoletano non è poco, io abituato ai rumori ed ai colori dei mercati permanenti della mia città. L’idea di pace si diffonde girando tra la gente e dopo il saluto con gli amici della barca ritorno a godermi questa sensazione fino ad ora di cena. Parlo un po’ con tutti al mercato del pesce, al mercato della frutta, tra i negozi……… per le strade col mio strano inglese……… ...i vecchi, le donne, i bambini, sguardi discreti, voci mai eccessive, gente che non litiga, ma che si confronta e parla.Uno spettacolo di umanità. Una semplicità ed una povertà che stridono con le nostre piccole tragedie quotidiane di ricchi occidentali.
11 dicembre 
E’ difficile dormire aspettando di andare via e quando alle due vengono a chiamarmi io sono pronto perché sveglio. L’aeroporto di Male di aspetta con il suo garbato silenzio e l’aereo che mi porterà a Dubai con gli Emirates mostra la ricchezza e la comodità delle ultime tecnologie. Scalo a Dubai lussuoso e colorato pieno di cose costosissime da comprare per il Natale che è alle porte. Le Maldive sono lontane ma io resto ancora un po’ sul secondo aereo che mi porterà a Roma a riguardare le immagini subacquee, il percorso che abbiamo fatto negli atolli e la piantina degli atolli che ho preso prima di partire. Roma e poi Roma-Napoli …….la temperatura è diversa. Rimetto la maglia di lana e il giaccone conservato per quasi dieci giorni. E’ Italia ma non sono orgoglioso….. il mare e la luce delle Maldive mi ha quasi stregato………..

Dicembre 2002 by Guglielmo

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