Dhiggiri Sea Club dicembre 2005  
dicembre 2005 by Carmen&Cristian
Dopo questo bellissimo viaggio possiamo dire che il paradiso esiste davvero! Partiamo il 3 dicembre, dopo isole maldive foto informazioni consigli utili dhiggiri sea club isola di dhiggiri atollo di felidhoo dicembre 2005 by Carmen e Cristian una bella nevicata che ha imbiancato tutto il paesaggio, dalla nostra piccola Verbania fino all’aeroporto di Malpensa, e durante il tragitto, imbottiti per il freddo, già pensiamo che dopo qualche ora saremo in costume sotto un caldo sole... 
Arrivati a Malpensa i primi (e unici!) problemi: la signorina Emirates al check-in ci fa un piccolo scherzo per il quale non ci ha neanche avvisati: per puro caso e curiosità noto che sul volo Dubai-Male ci ha piazzato uno in 16° fila e l’altra in 32°...quindi torno indietro con il coltello fra i denti ed il nervoso di mesi di lavoro accumulati facendo intendere ad un’altra signorina Emirates che forse era il caso quantomeno di avvicinarci un pochino! 
Quest’ultima signorina Emirates ci dice che il volo è pieno ma riesce comunque a trovarci due posti in file diverse ma comunque uno di fronte all’altra. Accettiamo la situazion (non potevamo fare altrimenti) e, dopo circa un’oretta di ritardo, partiamo lasciandoci alle nostre spalle il paesaggio innevato. Sulla compagnia Emirates niente da dire: sedili in economy abbastanza comodi, TV personale sul poggiatesta del passeggero di fronte dove potevi scegliere un’ampia serie di film, giochi o musica (oltre alle mitiche telecamere poste davanti e sotto l’aereo!!), e inoltre cibo a volontà, qualità da aereo ma comunque mangiavi e bevevi fin quando volevi! Arrivati a Dubai dopo circa 5 ore e mezzo facciamo un breve scalo di un paio d’ore che ci passano velocemente grazie al bellissimo aeroporto (era l’una di notte ed era tutto aperto...mica come in Italia!!) dopodiché ci imbarchiamo per Male. Una volta saliti ci sediamo nei posti assegnati e vediamo che accanto a noi era seduta una coppia di francesi anche loro messi uno di fronte all’altro e in un attimo, ovviamente, ci siamo scambiati i posti per sedere vicini...questa è la dimostrazione che le signorine Emirates non erano molto lucide quel giorno!! Dopo altre 4 ore di volo notturno, e dopo altro cibo a volontà sull’aereo, iniziamo a scorgere in basso, anche se purtroppo il cielo era un po’ nuvoloso, quei piccoli anelli turchesi che tanto sognavamo. Sembrava una tavolozza di colori non un paesaggio naturale: si passava dal blu cobalto, all’azzurro, al turchese, fino al bianco e al verde delle isolette. Scendiamo dall’aereo con il notevole impatto della differenza di temperatura e andiamo al banco della Francorosso dove un simpatico maldiviano prima ci trattiene i biglietti del ritorno (tranquilli, funziona così!) dandoci una ricevuta per ritirarli alla partenza, poi ci accompagna al piccolo autobus che ci porterà alla stazione del Maldivian Air Taxi, ovvero all’aeroporto degli idrovolanti. Il tratto di strada (neanche 1 km) che ci ha portato tra l’aeroporto e la stazione degli idrovolanti è stato forse più pericoloso di 10 ore di aereo! isole maldive foto informazioni consigli utili dhiggiri sea club isola di dhiggiri atollo di felidhoo dicembre 2005 by Carmen e Cristian A parte la guida spericolata dell’autista che tra un po’ mette sotto due persone e fa un frontale con un suo collega, ad un certo punto lo vediamo imboccare attraverso la pista dell’aeroporto attraversando, come se fosse un incrocio guardandosi a destra e a sinistra, la pista di atterraggio e di partenza dell’aeroporto!! Panico totale, già vedevamo un aereo in lontananza che stava atterrando! Arriviamo sani e salvi alla stazione degli idrovolanti dove facciamo l’ennesimo check-in e dove aspettiamo per circa 2 interminabili ore il nostro volo per Dhiggiri dove saliamo in sei. All’interno dell’idrovolante, guidato scalzo dal capitano della situazione, un altro simpatico maldiviano ci spiega in inglese le solite indicazioni sulle procedure di emergenza mostrandoci un cartellino di plastica dove era riportato tutto e dicendoci che fino a che non ci fosse stata emergenza lo potevamo usare come ventaglio! Umorismo maldiviano... Vabbè, partiamo e iniziamo da subito a vedere ciò che ci aspetta: ancora una volta un pesaggio fantastico e coloratissimo, stavolta visto ancora più da vicino e più chiaramente visto che il sole era finalmente apparso. Un emozione indescrivibile e sicuramente un’esperienza irripetibile che consigliamo a chiunque. Atterriamo in mezzo al mare nelle vicinanze dell’isola “attraccando” su una piccola zattera ondeggiante stile Isola dei Famosi dove il personale del resort ci viene a prendere, ondeggiando anche lui, a bordo di un dhoni. Facciamo subito conoscenza con Ursula, l’assistente Francorosso che non ci abbandonerà mai per tutta la durata della vacanza, che si rende subito disponibile e simpatica nei nostri confronti. Attracchiamo sul pontile e la prima persona che vediamo è un maldiviano con la maglia dell’Inter... dopo qualche istante un altro con la maglia della Juve... già volevo risalire sul dhoni e andarmene! A parte gli scherzi capiamo fin da subito che siamo arrivati in paradiso: il sole che splende, la spiaggia di sabbia bianchissima, il mare che da un centimetro all’altro cambia colore, già dal pontile vediamo pesci di tantissimi colori che nuotano nascondendosi tra i coralli. isole maldive foto informazioni consigli utili dhiggiri sea club isola di dhiggiri atollo di felidhoo dicembre 2005 by Carmen e Cristian Inutile purtroppo rimarcare che i coralli sono tutti grigi, qualcuno inizia a prendere colore facedoci solo immaginare che cosa poteva essere quel gigantesco acquario prima del passaggio del Nino. Ci accolgono subito al bar dell’isola dove, su comodissime poltrone, ci offrono un cocktail e una salviettina rinfrescante che io mi piazzo subito intorno al collo senza renderla al maldiviano che mi chiedeva se poteva riprendersela. Facciamo subito un piccolo briefing sugli usi e costumi dell’isola fino a che non vengono assegnati i bungalow. Ci danno, come da nostra richiesta, il bungalow n.45 ovvero uno dei due dell’isola con il bagno maldiviano! Ci portano le valigie, anzi la valigia, in spalla fin dentro la camera. Il bungalow è ampio: esternamente è in parte fatto con pietre coralline, oggi giustamente vietato; la stanza da letto è grande e a forma rotonda, con condizionatore e ventilatore a pale sul soffitto; un piccolo corridoio con armadio e minibar ci porta al bagno: apriamo la porta e vediamo che nel nostro bagno, invece che la classica piantina da appartamento, abbiamo una palma di 10 metri! Bellissimo e anche molto comodo per nostro conto. Abbandoniamo le scarpe che rimetteremo solo in giorno della partenza, considerando che sull’isola anche il bar, il ristorante e la reception sono sulla sabbia!! La nostra camera era sul lato nord-ovest (credo!) dell’isola, molto ventoso e arieggiato, di nostro gradimento visto che dalla parte opposta sembrava di stare su un’altra isola, non tirava un filo di vento ed il sole, anche se era lo stesso, si sentiva molto ma molto di più. Scopriremo nei primi due giorni che il bungalow veniva pulito e sistemato due volte al giorno, una volta la mattina e un’altra mentre andavamo a cena. La sera sistematicamente il simpatico maldiviano ci faceva ricami con le lenzuola disegnando cuori, ventaglietti e figure varie... tutto da noi molto apprezzato. Vista l’ora andiamo all’unico ristorante dell’isola dove ci assegnano un tavolo con un’altra coppia che era arrivata insieme a noi, Fabio e Cristina di Lugano, che si sono rivelati da subito una coppia molto simile a noi con la quale ci siamo trovati benissimo per tutta la durata della vacanza. Il pranzo è a buffet, abbondantissimo e molto molto buono: pesce a volontà, verdure, ottima pasta, dolci e frutta, acqua e vino sempre sul tavolo, the e caffè, americano ma buono, a volontà e soprattutto, tutto all-inclusive! isole maldive foto informazioni consigli utili dhiggiri sea club isola di dhiggiri atollo di felidhoo dicembre 2005 by Carmen e Cristian Le uniche cose che per cui si pagava erano il caffé espresso, di cui non ho sentito il bisogno perché comunque il caffè americano era discreto, whisky d’annata, champagne e vari superalcolici di qualità. Al ristorante entriamo subito in confidenza con Rif (o Riff, o Reef... non lo so!) il simpaticissimo capo-cameriere maldiviano, che fin da subito ci tratta come amici facendoci divertire ad ogni pasto, colazione, pranzo o cena! La cena era servita al tavolo e non a buffet ed il buon Rif non disdegnava mai di portarci il bis di qualche portata che ci fosse piaciuta più di altre. Rif è forse la persona del luogo che ricordiamo con più affetto. Alla reception ti davano anche i teli mare che potevi cambiare ogni volta che volevi ritirandone altri puliti. Prendiamo subito l’attrezzatura per fare snorkeling, compresa nell’all-inclusive, e ci buttiamo subito in quello stupendo oceano che ci circonda: centinaia di pesci, di tantissimi colori, pesci balestra, chirurgo, balestra pagliaccio, pappagallo, unicorno, fino ad un pesce scorpione a tanti altri grandi e piccoli dei quali non ne conosciamo il nome ma tutti bellissimi e particolari... indescrivibili. Come ho già detto, purtroppo, la cornice dei coralli non da giustizia a quel bellissimo mondo sottomarino. Il reef comunque è vicinissimo e ben accessibile. Non possiamo parlare del centro diving perché non era una cosa che ci poteva interessare, visto che non siamo propriamente due nuotatori olimpici, possiamo solo dire che i ragazzi che ci lavoravano sembravano molto cortesi e disponibili. Inoltre da non sottovalutare il fatto di stare tranquillamente a mollo nell’acqua cristallina a poca distanza dalla riva con i pesci che ti nuotavano intorno chiedendosi incuriositi se potevi essere qualcosa di commestibile oppure no! Il personale dell’animazione era a dir poco perfetto: Daniele (non chiedetegli quanti anni ha perché non ci crederete!) il capo animatore, colui che riuscirebbe, senza invadenza, a coinvolgere anche il più antipatico dei villeggianti. Abbiamo avuto modo anche di parlare in tranquillità con lui rendendoci conto che, oltre ad essere simpaticissimo, era anche una persona molto colta e intelligente; Miriam, che ogni sera con la sua dolcezza passava al nostro tavolo chiedendoci se il mattino dopo volevamo partecipare allo snorkeling safari; Marco, l’addetto alle attrezzature sportive, canoa, windsurf, catamarano ecc. indimenticabile la serata che siamo andati a fare la pesca al bolentino insieme a lui e ai nostri amici Fabio e Cristina. Eravamo titubanti su questo tipo di “escursione” (soprattutto le donne) ma alla fine si è rivelata una delle serate migliori di tutta la vacanza, fino all’ultimo secondo quando la minuta Cristina, con l’aiuto mio e poi anche di un maldiviano altrimenti ero ancora lì, pescava un pesce che forse era più grosso di lei! Il pesce più grande che ho pescato e che tirava come un matto era di color arancione con piccoli pallini blu, ho scoperto successivamente che si trattava di una cernia. Poi abbiamo preso due barracuda e altri pesci sconosciuti ma sempre molto belli. Ovviamente la sera seguente erano quasi tutti sui vassoi del buffet contornati da pomodoro fresco e condimenti vari! C’era Andrea (non chiedetegli l’età neanche a lui...però in senso contrario!), il pianista sull’oceano, che con le sue personalissime interpretazioni ci faceva passare le serate ascoltando musica davanti ad un cocktail insieme ai nostri amici; Maddy, la direttrice dell’isola, con la quale non abbiamo avuto molti contatti ma è sempre stata presente per qualsiasi incoveniente. E poi c’era Ursula, l’assistente Francorosso, una ragazza disponibilissima che ha passato gran parte del suo tempo a far compagnia alla piccola Vittoria, l’unica bimba dell’isola. Oltre alla pesca al bolentino abbiamo fatto due escursioni comprese nell’all-inclusive: l’aperitivo in dhoni al tramonto, ovvero una gita intorno alla vicina Alimatha (sinceramente a vederla dall’esterno preferisco Dhiggiri), con un tramonto che però quella sera non si è fatto ricordare più di tanto, e la gita all’isola dei pescatori di Fulidhoo, una strada sterrata di case povere con due negozietti stile piccoli supermercati e una ventina di negozi di souvenir... più che l’isola dei pescatori mi è sembrata l’isola dei commercianti! Comunque l’isola era gradevole, abbiamo visto palme molto alte, un fico immenso e molto molto vecchio, la struttura scolastica e comunque abbiamo notato, nel loro piccolo, una discreta organizzazione. Molto teneri erano i piccoli maldiviani che ci avvicinavano porgendoci un fiorellino con i loro musetti dolci e i loro sguardi innocenti. isole maldive foto informazioni consigli utili dhiggiri sea club isola di dhiggiri atollo di felidhoo dicembre 2005 by Carmen e Cristian Non abbiamo fatto l’escursione all’isola deserta anche se molti ci hanno detto che era una gita molto bella e affascinante. Con Ursula avevo organizzato a sorpresa la cena romantica sul pontile per l’ultima sera... ovviamente è venuto giù il diluvio universale e ho dovuto annullare tutto! C’è da dire che sono state le uniche 4 ore di pioggia su 9 giorni pieni di sole! A proposito di sole... i tramonti, in particolare un paio, sono stati fantastici: il sole quando toccava l’orizzonte scendeva in un minuto come se fosse risucchiato dal mare; il colore arancione si trasformava in rosso fino a scomparire e a tingere il cielo e le nuvole di passaggio di riflessi fucsia, arancioni, azzurri, blu e violetto che con il passare dei minuti si attenuavano e si oscuravano fino al calare del buio: un’immagine indescrivibile che non scomparirà mai dalla nostra mente. Ogni mattina invece, alle 11.00 in punto, sul pontile principale davano da mangiare ai pesci gli avanzi della sera prima ed ogni mattina, puntualmente, si presentavano i carangidi, grossi bestioni neri e affamati che si azzuffavano fra di loro in mezzo ad altri poveri pesci di dimensioni ridotte per azzannare al volo il cibo guadagnato con tanta facilità. Alla sera invece, sul pontile di servizio, vedevamo passare con una certa regolarità dei piccoli squali grigi, che poi abbiamo scoperto essere tre, di cui due di circa 1 metro e mezzo ed uno più piccolo, forse il loro figlioletto. Uno spettacolo molto attraente, l’incedere dello squalo è sempre un po’ agghiacciante anche se noi eravamo stabilmente con i piedi per terra. Una sera siamo riusciti anche a scorgere una targaruga che nuotava un po’ ansimante contro corrente a causa del mare piuttosto agitato. In particolare una sera il nostro amico Fabio, guardando il cielo, notava che la luna, con l’aiuto di alcune nuvole, aveva creato un grandissimo cerchio di luce che neanche Giotto sarebbe riuscito a dipingere in quel modo perfetto... una cosa straordinaria, inspiegabile e misteriosa che non avevamo mai visto in tutta la nostra vita. Fabio, con la sua macchina fotografica supermoderna, ha cercato di fotografare l’evento ma il cerchio era così ampio che non riusciva in alcun modo a racchiuderlo all’interno della foto. Quella sera, non so se per l’effetto della Luna, l’alta marea era notevole ed il mare era così carico di plancton che lasciava sulla spiaggia delle fantastiche punteggiature di un blu acceso che brillavano di luce propria. Era stata proprio una serata magica... una serata che solo alle Maldive si può vivere. Le giornate scorrono meravigliose e le serate trascorrono divertenti con Daniele sempre imprevedibile che ci tiene compagnia e tutto il gruppo di animazione che ci coinvolge con simpatia ma mai con invadenza... è il tipo di animazione che dovrebbe esserci in qualsiasi resort del mondo! Il venerdì sera c’è la serata maldiviana, con cena tipica, ovvero tutto fritto e piccantissimo, apprezzabile e gustosa. A fine cena i ragazzi del ristorante si cambiamo e si ritrovano tutti sulla spiaggia a suonare il Bodu Beru (il grande tamburo) con i loro suoni e balli caratteristici. Arriva la domenica mattina e i nostri compagni di avventura ci abbandonano molto presto, ancor prima di far colazione... a noi mancano ancora due giorni visto che non avevamo il charter. La nostra programmazione prevedeva l’ultimo giorno, martedì, a Male con una camera d’albergo in day-use. Il lunedì sera Ursula ci da la ben lieta notizia che il nostro idrovolante è previsto per le 17.00 quindi per il mattino successivo niente levataccia ma ancora mare, mare, mare e sole! Purtroppo è arrivato anche il nostro momento, abbandoniamo l’isola non senza una lacrimuccia che scende sulle guance, riprendiamo il nostro idrovolante che ci riporta all’aeroporto facendoci ancora una volta vedere quello spettacolo meraviglioso dall’alto. Arrivati alla stazione degli idrovolanti riprendiamo il piccolo autobus, riattraversiamo perpendicolarmente la pista d’atterraggio e arriviamo all’aeroporto dove ci restituiscono i biglietti per poi imbarcarci su l’ennesimo dhoni che ci porterà a Male. Quel chilometro di mare che separa l’aeroporto dalla città è stato tragico: un canale di mare che era agitatissimo con onde che si ripetevano ad una forte intensità... i maldiviani erano tutti tranquilli, per loro era come andare in bicicletta, per noi un po’ meno. Arriviamo sani e salvi a Male, ci danno la stanza di un albergo vicino, in ordine e discretamente pulita, e andiamo a visitare la città con una guida locale. La cittadina ha poco da offrire se non qualche costruzione sfarzosa di personaggi locali, una maestosa moschea fatta in vero marmo di Carrara e il mercato del pesce e della frutta. Ovviamente fermata a negozio di souvenir per ricordi e regalini vari. A cena i nostri pensieri non potevano altro che essere fissi sulla nostra piccola isoletta sperduta. Riprendiamo il dhoni, altra traversata avventurosa, stavolta in notturna, saliamo sull’aereo e...arrivederci paradiso. Non fidatevi di quelli che dicono che alle Maldive ci si annoia, noi siamo stati 9 giorni pieni e sono sempre troppo pochi, le cose da fare non mancano mai se uno vuole! Approfittiamo per salutare i nostri amici Fabio e Cristina, la ciliegina sulla torta di una vacanza incantevole.
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