Dhigufinolhu novembre 2003  
novembre 2003 by Rachele&Luca
isole maldive dhigufinolhu resort isola di dhigufinolhu novembre 2003 atollo di male sud by Rachele&LucaUna giornata a Dhigufinolhu con Luca e Rachele
Sono passati 10 giorni da quando siamo tornati a Milano.
Sembra una vita, sembra di non essere mai partiti, eppure mi sento serena, porto ancora i segni di quella tranquillità nel mio sorriso.
Il tempo laggiù non passa mai, eppure vola… sembra quasi di trovarsi in un'altra dimensione. Ma andiamo per ordine.

Dighufinolhu, scelta di "ripiego" dopo Bodu Hura (chiusa per ristrutturazione) e Veligandu della Kuoni (in overbooking). Partiamo dunque con un briciolo di perplessità, in quanto per la nostra prima volta alle Maldive volevamo poter scegliere il nostro sogno, e non tutti ce ne avevano parlato bene, ma confidiamo sul fatto che ciascuno ha gusti diversi, e ciò che è brutto per altri potrebbe non essere astrettanto per noi…

Volo e aeroporto
Airbus Eurofly 330. 10 ore di volo passate lisce come l'olio, praticamente si mangia per tutto il viaggio, proiettano due film dopo cena, ti lasciano un paio d'ore per dormire e poi la colazione… insomma arrivi che non te ne accorgi o quasi. Facciamo scalo in Sri Lanka, e forse questa è stata la cosa più pesante, perché aspettare 2 ore in aeroporto senza potersi muovere dai propri posti è stata una tortura. Ma c'era l'attesa di vedere le "perle" dall'alto a tenerci svegli!
Arriviamo finalmente nell'estate che ci aspettava, con i nostri cappotti scuri e i visi grigi, sudati in un aeroporto-ghiacciaia, stanchi ma in fibrillazione per l'eccitazione. L'accoglienza all'aeroporto è stata impeccabile (appena ritirati i bagagli l'assistente Hotelplan con la barca veloce ci ha portati al villaggio). 
Consiglio: state attenti a chi vi vende lattine nell'attesa di salire in barca, costano 4 dollari ciascuna! E questo è solo l'inizio del continuo stillicidio…
50 minuti di navigazione, vediamo i delfini poco distanti da noi (tanti!) e decine di pesci volanti accanto alla nostra barca. Siamo stanchissimi ma in pochi si addormentano in barca (praticamente solo Luca, e si è anche perso i delfini il furbone!). All'arrivo ci rinfreschiamo con un cocktail e un panno umido e profumatissimo offertoci dal resort e…ci spediscono di nuovo a mangiare, ancora con i cappotti in mano, nell'odore del mare che credevo di aver dimenticato da mesi. 

Ristorante
La nostra fortuna è stata che il villaggio era pieno al 30%, e il ristorante era praticamente vuoto. Si mangia dalle 12.30 alle 14.00, è facile in questo modo diluire l'afflusso delle persone; abbiamo avuto un tavolo solo per noi, come tutti gli altri ospiti, ma l'ultimo giorno abbiamo visto il villaggio riempirsi di svizzeri e altrettanti italiani, e i tavolini erano stati apparecchiati tutti per 4, con 2 coppie per tavolo. 
Si mangia da favola, e abbiamo scoperto in seguito che preparano tutto lì, dal pane ai biscotti alle torte… importano la frutta dallo Sri Lanka, carne latte e uova dalla Germania per essere sicuri al 100% di non rischiare nulla. C'era anche la pasta, ne ho assaggiata una forchettata per curiosità, e non era affatto male. Tante insalate, pesce e carne al banco grill e tanta frutta. E che frutta! 
Ci siamo abbuffati di ananas e banane, manghi e papaje, frutti della passione, cocchi… che sogno! 
Infine i dolci, sempre diversi, sempre freschissimi, sempre speciali (avrei voluto portarmi in Italia il pasticcere!), e non perdetevi il gelato al cocco perché è il migliore che abbia mai assaggiato in vita mia.
L'unica nota stonata al ristorante sono i camerieri che ti fanno bere come cammelli e ti spingono a comprare in continuazione bottiglie d'acqua (3.30 dollari ciascuna, e scusate se è poco). Ci siamo infastiditi in parecchi per questo modo di fare, si comportavano come se avessero una percentuale sul guadagno, e con quello che costa dà molto fastidio alzarsi da tavola con un bicchiere da mezzo litro pieno d'acqua perché te l' hanno appena versata fino all'orlo! 
Finito di mangiare andiamo finalmente al nostro bungalow.

Bungalow
Avevamo il numero 140, dal lato opposto ai pontili, esposto ad ovest. I ragazzi delle valigie erano già lì ad aspettarci, ma appena arrivati non avevamo dollari di taglio piccolo, quindi non abbiamo dato nessuna mancia. Ma c'è poco da sentirsi in colpa, in una settimana ne abbiamo sborsate talmente tante che abbiamo recuperato alla grande! I bungalow sono tutti doppi e temevamo poca privacy, ma col villaggio mezzo vuoto non avevamo nessuno vicino nel raggio di parecchi bungalow. Eravamo in mezzo alle palme, a 20 metri dal mare, con un giardino sabbioso e fiorito tutto per noi dove sdraiarsi la sera nel silenzio più totale a chiacchierare e rilassarci. In giardino avevamo anche il nostro iguana personale, oltre ai bellissimi gechi e alle formiche grosse come mandorle! Ma per chi ha paura degli insetti dico che la pulizia è tanta, ti sistemano la camera 2 volte al giorno e quattro formiche in bagno non sono poi così intollerabili… Il room boy viene la mattina durante la colazione e la sera durante la cena. Che angoscia però, ce lo trovavamo sempre dietro alla porta, anche quando mettevamo il cartello "non disturbare" per dormire oltre le 9. O se non era lui era il giardiniere, che faceva gli appostamenti per controllare quando tornavamo in camera per portarci il cocco appena raccolto… Una bontà, per carità, ma ti senti braccato! Bè, lì sembra che vivano praticamente sulle mance, e il loro servilismo è totale. Ti senti quasi in imbarazzo.
Ma tornando a noi, la camera è di un umido inimmaginabile, per cui va lasciata sempre l'aria condizionata accesa, e pur facendo così dopo 2 giorni ci puzzavano tutti i vestiti di muffa. I costumi stesi fuori non si asciugano di notte, e anche quelli la mattina puzzano. Ma questa ritengo sia una cosa comune alle Maldive e a tutti i posti di mare.

Mare
isole maldive dhigufinolhu resort isola di dhigufinolhu novembre 2003 atollo di male sud by Rachele&Luca Disfiamo le valigie e usciamo subito per il nostro primo bagno alla Maldive. 
Che strano, non c'era nessuno! NESSUNO! I nostri compagni di volo erano tutti a riposare, c'eravamo solo noi e altre 3-4 persone in tutta l'isola. L'acqua è così calda che non ti accorgi quando ti immergi, forse perché è tanto bassa. Sarà meno di un metro, ma è stupenda ugualmente. Ci hanno detto che la sua temperatura era di 28-30 gradi, e non stento a crederci. Continuavo a ripetermi "sei alle Maldive, sei alle Maldive!" nel silenzio interrotto solo dalle urla degli uccelli tropicali. A proposito! ci sono dei pipistrelli diurni enormi, splendidi (tranquilli, non si avvicinano nemmeno alle persone), sembrano tanti Batman!
Devo però dire che la barriera corallina mi ha veramente delusa, e dopo il primo snorkelling mi veniva quasi da piangere: coralli in bianco e nero, pesci grigi e neri, pescioni bianchi che non distingui dalla sabbia, squaletti bianchi con la pinna nera… è tutto un unico colore con tante sfumature di grigio. Per fortuna all'escursione successiva abbiamo visto dei pesci colorati (pappagalli, pagliacci, napoleoni…), e l'ultimo giorno abbiamo addirittura incontrato le MANTE (4 enormi mante che svolazzavano lente e maestose attorno a noi, con le fauci spalancate per filtrare il plancton… un'emozione unica!).
A proposito di plancton, ci hanno raccomandato di lavarci sempre bene le orecchie con l'acqua dolce e farci sempre la doccia, perché è costituito da microorganismi bastardissimi che possono far venire infezioni e che impediscono addirittura alle ferite di cicatrizzarsi nei soliti tempi! Ma quando lo vedi la notte… la sabbia si illumina di mille puntini blu, e ad ogni passo che fai se ne accendono altrettanti, è uno spettacolo fantastico!

Il Tè delle cinque
Torniamo però al racconto, arriva ora la parte più bella della giornata: l'ora del tè.
Alle 17 si prende il tè sulla terrazza sul mare. Un incanto. I dolcetti sono fenomenali, ogni giorno diversi, e per chi è goloso come me puoi prenderne quanti ne vuoi; il tè puoi sceglierlo fra 5-6 tipi diversi, ed è tutto gratuito. Il sole cala, si alza una brezza calda, i camerieri accendono i lumini sui tavoli e si sta ad aspettare le stelle, chiacchierando, ridendo, stando in silenzio, con Veligandu che si intravede dall'altra parte del mare e gli squaletti che si aggirano sotto la terrazza a cercare cibo. Questo è ciò che mi manca di più, questo è quello che definisco la pace! Dio, ci tornerei anche adesso!

Consigli utili
Il martedi c'è il BBQ sotto le palme a Veligandu. ANDATECI! costa 18 euro ma li vale tutti. Si mangia ancora meglio che a Dhigu, e noi avevamo un tavolino in riva al mare, a lume di candela, accanto ad una palma lontani da tutti, il migliore in assoluto. A ripensarci mi sembra ancora un sogno.
Ci hanno detto che anche la cena a base di pesce del mercoledì sera è meritevole dei suoi 40 euro, ma noi non abbiamo aderito, sazi ancora dalla cena del giorno precedente.
Non date retta a Viviana (l'animatrice) quando vi parla delle escursioni (i ragazzi hanno una percentuale sulle iscrizioni e te le consigliano a prescindere)! Alcune sono bruttine e troppo costose per quello che ti offrono. Noi, oltre allo snorkelling, abbiamo fatto solo la full day, e la definirei niente di che, positiva solo per lo snorkelling a Manta Point, luogo di avvistamento delle mante. Vabè, all'isola dei pescatori ci si può sbizzarrire per i regalini da portare a casa… ma sembra una guerra a chi vende di più! E io ovviamente mi sono fatta spennare per benino…
Ciabatte. Portate solo ciabatte, lì non servono nemmeno le scarpette di gomma per fare il bagno. Io le avevo e non le ho mai usate (purtroppo non ci sono conchiglie in giro, nè coralli che possano ferirti… potremmo però vederli nelle case di tutti i gentilissimi turisti precedenti a noi!).
Avevamo crema protezione 30 e ci siamo trovati benissimo, anche Luca che è molto chiaro di carnagione. Per due giorni ha piovuto, quindi non siamo tornati molto abbronzati; ma chi ha detto che le piogge durano un'ora e poi torna il sole? In quei 2 giorni è stato sempre brutto, in continuazione, e anche freddo il secondo giorno, ma abbiamo comunque optato per uscire con la canoa e fare passeggiate sotto la pioggia. Nota curiosa: negli armadi ci sono 2 impermeabiloni gialli a disposizione degli ospiti.

Rientro in Italia
Inizia qui la parte più stonata della vacanza. L'aereo è alle 13.30 e ti svegliano alle 8 in punto. Si parte dal resort alle 9 con la barca veloce, tanto che all'arrivo in aeroporto aspettiamo 45 minuti che aprano il check in. Arrivare 3,5 ore prima della partenza è davvero troppo, soprattutto perché l'aeroporto di Malè non è più grande di 10 negozietti in fila e non si può nemmeno fare una passeggiata fuori! L'unica consolazione è che piove di nuovo, e non ci fa rimpiangere la mattinata persa. L'aereo inoltre arriva con 2 ore di ritardo, e con grande disappunto scopriamo che è di una compagnia iberica piuttosto vecchia, Salendoci i nostri timori diventano realtà: monitor che devono essere tirati giù con forza a mano, film soltanto in spagnolo con la versione inglese rovinata e impossibile da udire, senza parlare delle cuffie che erano tubicini di gomma come i giocattoli dell'allegro chirurgo. Le lampadine per la lettura si staccano appena le accendi, i braccioli dei sedili ti restano in mano, i sedili sono così vicini che io stessa (alta appena 1,67 m) non potevo tenere le ginocchia chiuse, figuriamoci i ragazzi! Se questo è quello che si vedeva non osavamo immaginare come fossero ridotte le parti non accessibili al pubblico. Nella grande paura abbiamo fatto tutti reclamo all'Air Europe, e si sono giustificati dicendo che il nostro aereo era in revisione e all'ultimo momento questo era quello che passava il convento. Il viaggio è stato terribile, non siamo riusciti a chiudere occhio per i formicolii alle gambe e la paura della sindrome da classe economica, ad ogni perturbazione avevamo il terrore di non farcela, siamo arrivati a Milano alle 21.45 al posto delle 19.30, e considerando il fuso di 4 ore per noi erano quasi le 2 di notte! Per essere partiti dal resort alle 9 di mattina non c'è proprio male, eh?

Conclusioni
Ho elencato quello che ritenevo più utile per chi ha curiosità e domande su Dhigufinolhu, non nascondendo gli aspetti negativi che d'altra parte erano davvero minimi. La vacanza è stata splendida, siamo felici di essere stati proprio lì e lo consigliamo di cuore a tutti. Forse il nostro consiglio non è troppo significativo, visto che non abbiamo visto altri resort se non Fun Island, che ci ha terrorizzati per il suo squallore e che consigliamo di evitare come la peste… ma credetemi, ogni scetticismo che avevamo alla partenza è stato completamente convertito in entusiasmo! Per qualsiasi domanda scriveteci pure. 
 

novembre 2003 by Rachele&Luca

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