FOTOGRAFIA ALLE MALDIVE

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LA FOTOGRAFIA IN SNORKELLING
Non vi sono differenze essenziali tra la fotografia “normale” e quella in snorkelling (e in generale subacquea): valgono senza ombra di dubbio gli stessi concetti sulla luce e sull’inquadratura; la profondità di campo è di difficile considerazione, sebbene se non impossibile, perché muoversi in acqua, cosí come restare fermi, è piuttosto complicato; altrettanto arduo risulta manovrare le regolazioni della nostra macchina fotografica; cosí una buona impostazione automatica standard (autofocus, autoesposizione) ci verrà incontro nella maggior parte delle situazioni. Alcuni concetti, tuttavia, meritano di essere ripresi e sottolineati.

Luce: sott’acqua è tassativo scattare dalle 10 alle 14, ora solare (nei resort maldiviani, in genere un’ora avanti rispetto all’ora solare, dalle 11 alle 15) perché solo cosí si otterrà la quantità di luce necessaria; la luce del sole non penetra bene in acqua quando giunge troppo inclinata: ciò a causa del fenomeno fisico conosciuto come diffrazione.

Flash: usarlo solo per foto scattate da molto vicino (20 cm); a maggiore distanza, il plancton e la polvere corallina in sospensione creano un intollerabile effetto nebbia, annullando contrasti e colori; se non si è certi di poter scattare in prossimità del soggetto, meglio escludere il flash con il relativo comando, prima d’immergersi.

Inquadratura: mai come sott’acqua è importante avvicinarsi al soggetto e quindi riempire il quadro; il plancton e la polvere corallina rendono una foto confusa già a pochi metri: evitare quindi di scattare la foto allo squalo che ci passa a 5 metri di distanza: il risultato sarà un quadro di un bel blu, ma niente di piú interessante. Inoltre è raccomandabile evitare d’inquadrare il soggetto da uno dei tre assi principali, cioè esattamente da sopra, di fronte o di lato; molto meglio prendere fiato e immergersi fino a poco sopra o poco sotto il soggetto e scattare tenendo l’obiettivo inclinato di pochi gradi verso il basso o l’alto: inquadrare in prospettiva contribuirà a un ottimo effetto dinamico dell’immagine.

Per ultimo, una volta scaricate le foto digitali sul computer, è importante correggere i colori perché la dominante blu presente in acqua li rende in generale molto diversi da come li abbiamo percepiti coi nostri occhi: il nostro cervello, infatti, corregge automaticamente le dominanti di colore e ci fa percepire l’ambiente in modo del tutto naturale: il bianco, benché sott’acqua in foto appaia azzurro, rimarrà bianco ai nostri occhi.

In genere ogni buon programma di fotoritocco prevede funzioni per equalizzare i colori e le immagini, cioè per riportare la nostra foto a uno stato di colori e contrasti equilibrati; Adobe PhotoShop®, uno dei migliori e piú diffusi, agisce molto efficacemente solo premendo Ctrl+Maiusc+L (funzione livelli automatici) oppure Ctrl+Miusc+B (funzione correzione automatica dei colori); lo stesso programma ci aiuterà a ritagliare solo le parti significative della foto perché sott'acqua spesso non si ha tempo per impostare un'inquadratura perfetta. Tuttavia raccomandiamo di svolgere prove (e sorattutto di conservare le foto originali, casomai si cambiasse idea!) perché solo cosí, e dopo qualche tempo, si otterranno i risultati desiderati.

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