Hudhuran Fushi (ex Lohifushi) marzo 2008  

marzo 2008 by Barbara&Patrizio (utente forum maldive Starcruiser)

Hudhuran Fushi (ex Lohifushi), dal 9 marzo 2008 al 16 marzo 2008

L’ISOLA
Nota come Lohifushi, sembra sia fotografie video informazioni notizie isole maldive hudhuran fushi ex lohifushi resort isola di lhohifushi atollo di male nord marzo 2008 by Barbara Patrizio (utente forum maldive starcruiser) stata recentemente acquisita dall’Adaaran che le ha cambiato nome in Hudhuran.
L’isola è posta a sud est nell’atollo di Malè Nord. Di dimensioni notevoli con i suoi 800 x 400 metri, si sviluppa principalmente da nord a sud.
La costa è sabbiosa, frazionata da muretti contenitivi, tranne quella sud, esposta alle onde dell’Oceano Indiano, che è in roccia corallina.
Ad ovest una pass separa Hudhuran da Club Med Kani( Kanifinolhu), Four Season (Kuda Hura) e Dhonveli, che appaiono quasi come un’unica isola. A nordest invece si stende una vasta laguna che comprende Gasfinolhu, raggiungibile a piedi e Thulusdhoo, isola amministrativa.
L’isola è ricca di vegetazione, che si frappone fra le Beach Villa e le spiagge, creando una vera e propria galleria verde. Nel centro vi sono una piccola piantagione di banane con annesso orto ed un gran giardino con erba folta, grandi alberi, il tutto allietato da molti fiori.
Nelle guide turistiche l’isola è segnalata per come adatta al surf.

LE STRUTTURE
Il porto è un molo di roccia corallina e fotografie video informazioni notizie isole maldive hudhuran fushi ex lohifushi resort isola di lhohifushi atollo di male nord marzo 2008 by Barbara Patrizio (utente forum maldive starcruiser) cemento posto ad ovest, quasi a centro isola. Lungo ed a forma d’uncino, sembra quasi un bacino chiuso grazie a due piccole isole artificiali, una adibita a dependance del ristorante e l’altra di servizio. Le due isole non appaiono nelle vecchie foto dell’isola, pertanto sono state realizzate con le ultime modifiche.
Oltre al molo s’incontrano gli edifici principali, ovvero un ristorante (a pagamento), la piscina, il bar, la reception principale, i negozi, il ristorante principale e la zona per gli sport. Non molto distante, lungo la costa, la discoteca all’aperto ed il centro SPA.
Sulla mappa dell’isola sono segnate ben 218 camere di vario grado (l’unica visitata era spaziosa e sistemata di recente con doccia maldiviana) più 40 Ocean Villa di recentissima costruzione. Le Ocean Villa sono collegate all’isola da un pontile e si trovano nella laguna a nord.
A ridosso della costa sud vi è un bar ristorante a pagamento, che attraverso una terrazza consente ai surfisti di scendere tra le rocce per affrontare le onde dell’oceano ed ai visitatori di ammirare le loro evoluzioni. 
Nella zona sud, per quasi un terzo dell’isola, sono situati i servizi ed i locali del personale mentre nel mezzo dell’isola, immerse in un parco verde, ci sono due Suite Villa.

REEF E LAGUNA
Il reef accessibile non è molto lungo. fotografie video informazioni notizie isole maldive hudhuran fushi ex lohifushi resort isola di lhohifushi atollo di male nord marzo 2008 by Barbara Patrizio (utente forum maldive starcruiser) Ci si accede da un varco nel molo o dalla spiaggia che separa il molo dal centro SPA. Trovandosi dalla parte della pass, il reef può essere percorso da forti correnti. Accedere o uscire dall’acqua passando per la spiaggia invece può comportare pericolo perché onde riflesse vi possono far sbattere contro le rocce coralline, per questo all’esterno del molo è stata creata una scala di cemento che scende in un “canale” libero da ostacoli. Nel canale la corrente è forte abbastanza da spingervi fuori sul reef senza spinnare, ma non è così forte da impedire il ritorno.
Una volta sul reef, il mare può diventare letteralmente trasparente, specie nuotando verso sud. I pesci non mancano e qualche bizzarro incontro è sempre possibile. Prima d’immergersi per conto proprio consigliano di chiedere al diving sul molo da che parte tira la corrente e quanto è forte.
A parte per la punta sud, si può dire che l’isola giace all’inizio di una vasta laguna che si estende a nordest. Vicino alle spiagge ci sono chiazze di coralli con molti dei tipici abitanti marini. Sono state realizzate quattro profonde fosse (una vicino al pontile delle Ocean Villa) che sono state colonizzate dalla fauna ittica locale, un piccolo assaggio di quanto si può ammirare nel reef. Allontanandosi dall’isola le chiazze di corallo lasciano il posto a chiazze d’alghe, specialmente a ridosso delle Ocean Villa, ma lì la vita marina non è diffusa. 
Seppie, polpi, balestra titano, squaletti, razze, piccole aquile di mare, balestra picasso, pesci farfalla e colorati pesci palla non sono rari nemmeno in pochi decimetri d’acqua.

VITA SULL’ISOLA
Ovviamente sull’isola ci sono gli immancabili gechi, le volpi volanti, le iguanine, uccellini vari, quattro gatti, almeno un topo ed un ragno grande quasi come il palmo d’una mano, alcune zanzare solo nelle Ocean Villa, fotografie video informazioni notizie isole maldive hudhuran fushi ex lohifushi resort isola di lhohifushi atollo di male nord marzo 2008 by Barbara Patrizio (utente forum maldive starcruiser) ma per gli esseri umani l’isola è così ampia che per i servizi esistono diversi furgoncini ed un’automobile. Fa ridere dire che si è stati investiti alle Maldive, ma non si era a Malè. Per altro l’automobile è usata solo in occasioni speciali o quando piove forte. Per i vacanzieri nelle Ocean Villa esiste invece un servizio d’automobiline elettriche, come quelle che si usano sui campi da golf, oppure di biciclette. Dalle Ocean Villa al ristorante, di buon passo, ci vogliono almeno 10 minuti di camminata.
Le Ocean Villa sono quasi un’isola a sé stante. Sul loro pontile c’è una reception a parte alla quale attraccano i motoscafi che portano i turisti che le hanno prenotate. C’è sempre un cameriere pronto ad accorrere a soddisfare le esigenze dei turisti, anche se l’organizzazione non è eccelsa. 
All’inizio del pontile, un ometto di guardia apre e chiude un cancellino appositamente per i turisti delle Ocean Villa, gli altri non vi possono accedere, anche se nulla vieta di visitarle dal mare, trovandosi in una laguna facilmente percorribile a piedi. 
Le 40 Ocean Villa sono disposte lungo il pontile, 20 per lato. La loro vista dall’isola non colpisce negativamente essendo lontane e concentrate. Sono orientate verso est od ovest, garantendo la privacy dall’isola. All’interno sono in stile giapponese, esattamente come nelle foto del depliant dell’Hotelplan, solo che nessuna ha il fondo di vetro, diversamente da quanto scritto. La camera è ampia, il bagno anche ed ha una parete con porte scorrevoli quasi interamente di vetro che lo separa dal balconcino esterno (forse all’Hotelplan hanno confuso la parete con il pavimento…). Questo può imbarazzare per la quasi totale mancanza di privacy, ma il vetro esterno riflette il mare e non è facile vedere dentro di giorno. Al balconcino ci si può accedere dalle porte scorrevoli del bagno o da quelle della camera. Due lettini, un tavolo e due sedie sono in dotazione insieme a due comodissimi materassi per i lettini. Immancabile fotografie video informazioni notizie isole maldive hudhuran fushi ex lohifushi resort isola di lhohifushi atollo di male nord marzo 2008 by Barbara Patrizio (utente forum maldive starcruiser) la scaletta per l’accesso al mare, che per quanto poco profondo ha delle correnti notevoli.
Ogni sera viene servito un vassoio di frutta ed altri due con squisiti salatini e cioccolatini, poi c’è sempre a disposizione una macchina per il caffè o il thè e tutto l’occorrente compresi nel prezzo. Il resort offre poi una bottiglia di spumante che fa trovare in camera all’arrivo. Solo tutto quanto c’è nel frigo bar è ovviamente a pagamento. Per chi non può fare a meno della Tv, c’è solo RAI International ed altri canali stranieri, ma c’è anche un lettore DVD. E’ possibile noleggiare gratis i DVD nella reception delle Ocean Villa. L’unico provato era in inglese, cinese ed altre lingue asiatiche, era pure piratato e probabilmente il lettore è tarato per gli standard orientali, quindi se non si sa come ritararlo, portarsi DVD dall’Italia potrebbe essere inutile. Bisogna quindi accontentarsi dei sottotitoli in inglese, quando ci sono e se non contengono errori grammaticali. 
Tutte le escursioni sono organizzate dal resort, solo l’uscita in snorkellling guidata era gratis e poteva essere fatta con la biologa dell’Hotelplan, che sempre gratuitamente teneva delle lezioni di biologia marina al pomeriggio a giorni alterni. 
La sera il resort organizza la corsa dei paguri, musica dal vivo, discoteca, karaoke, altri intrattenimenti e gli immancabili Bodu Beru. Tutto in versione soft, nulla di paragonabile alle serate d’intrattenimento offerte da altri resort con animazione italiana.
Per lo sport sull’isola c’è una palestra, campo da squash, calcio, pallavolo, bocce, tennis e badmington. C’è anche un capanno per gli sport acquatici con canoe, surf, windsurf e catamarano, quindi un altro immancabile, il centro diving sul molo. Per la salute il centro SPA che si affaccia sulla pass.

LA VACANZA
Abbiamo prenotato la vacanza con un certo anticipo. Hudhuran non era tra le mete principali, ma un ripiego nel caso le altre fossero indisponibili e così fu. A farci scegliere l’isola l’idea di fare per la prima volta una vacanza in Over Water dopo anni di Beach Bungalow. Poi il catalogo parlava di camere con fondo di vetro e volo con Livingston, compagnia aerea che abbiamo apprezzato a suo tempo.
La prima sorpresa con la compagnia aerea che da Livingston diventò Eurofly. Era un periodo che si parlava di forti ritardi di Eurofly. 
Per il volo ci siamo appoggiati alla SEAMASTER, che aveva già i nostri biglietti, facendoci saltare la coda per il loro ritiro all’area gruppi, e ci aveva già prenotato i posti sull’aereo. L’aereo era un Airbus, partito con un ritardo ininfluente. A bordo avevamo il video personale per gli intrattenimenti, solo che nelle tasche dei nostri sedili c’erano molte briciole, un solo giornale della compagnia aerea e nessun sacchetto. Noi non siamo mai stati male in volo, però… 
C’è stata poi servita la cena, a scelta tra lasagne e pasta, ma le lasagne erano molto liquide e la pasta insipida e stracotta. Solo il dolce, confezionato, era l’unico meritevole. Un poco previdenti, c’eravamo portati due panini da casa, perché quelli in aeroporto sono troppo cari e temendo un ritardo nella partenza serale almeno avevamo qualcosa per placare la fame. 
All’arrivo alle Maldive, la vista di spesse nubi già in volo ci mise in guardia. Scesi a terra si capiva che il tempo non era proprio il massimo. Agli arrivi ci attende l’assistente Hotelplan, Barbara, che c’indirizza subito verso il molo delle barche dove è già pronto un motoscafo. In genere eravamo abituati a dover attendere i motoscafi, qui invece erano già pronti. Sul motoscafo i turisti sono tutti italiani e diretti alle Ocean Villa.
Mezz’ora e siamo a Hudhuran. Scendiamo sul molo delle Ocean Villa intorno alle 10 del mattino e restiamo lì almeno tre quarti d’ora ad aspettare, senza che potessimo nemmeno sederci dato che la reception del molo è un gabbiotto di vetro con 4 posti a sedere, per altro occupati da alcuni turisti in partenza. Nessuna informazione. Cosa stiamo aspettando? Gli addetti presenti parlano il meno possibile. Poi uno ci avvisa d’indicargli quali sono le nostre valigie per apporre un cartellino con il numero di camera, così veniamo a sapere qual è. Per privacy non ve lo dico J. Poi? Il cielo si fa sempre più nuvoloso. Se piove tutte le valigie in ammollo. Per un poco ci aggiriamo tutti senza sapere che fare quindi, sapendo i numeri delle nostre camere, si parte in esplorazione. Ed ecco che si materializza un’automobilina da cui scende un maldiviano con un vassoio di cocktail all’arancia e salviette umide. Ah, adesso un poco si ragiona, dovevamo aspettare il cocktail di benvenuto. Averlo saputo prima. L. Si torna tutti alla reception del molo per bere, poi tutto come prima. Con l’arrivo di qualche altra automobilina si capisce che dobbiamo andare alla reception principale ed attendere lì. Come in una scena di assalto al treno, ci s’infila sulle automobiline e ci facciamo sballottare fino alla reception principale, perché nessuno sa dove sia. Qui troviamo Miriam, la biologa dell’Hotelplan, che c’informa che dobbiamo aspettare fino a dopo pranzo, perché solo allora le camere saranno sistemate. Altra interminabile attesa al bar principale dove scopriamo che lì allungano le bibite. C’era una macchinetta con succo d’ananas, che veniva rabboccato con una parte di succo e tre d’acqua. L’unica sera che abbiamo preso una Coca Cola al bar, sembrava sgasata o allungata.
Finalmente a mezzogiorno e mezzo il ristorante apre, ci viene assegnato il posto ed il cameriere (che due giorni dopo viene cambiato). Tutti i pasti sono a buffet. Il cibo non è molto vario ma cucinato bene, almeno secondo i nostri gusti.
Dopo pranzo non vediamo l’ora di goderci la camera. Andiamo alla reception e ci viene detto d’aspettare. Purtroppo è l’unica cosa che capiamo perché il nostro inglese non è eccelso ma nemmeno la ragazza della reception sembra spiegarsi meglio. Arrivano anche gli altri turisti italiani arrivati con noi e sentendosi dire che devono aspettare qualcuno s'altera e decide d’andare subito a piedi. Alla reception gli addetti sono un poco agitati ed arriva un cameriere che al cellulare chiama qualcuno e di lì a non molto arrivano ancora le automobiline che ci riportano alle camere.
Non ho guardato l’orologio, ma dovevano essere tra le 14 e le 15 locali. Arrivati alle 10 del mattino… e per fortuna non c’erano bambini. So però di qualcuno che ha avuto l’accesso alla camera solo nel tardo pomeriggio.
Appena entrati in camera restiamo senza parole. La camera supera notevolmente le nostre aspettative, ma il fondo di vetro del depliant non c’è. La parete quasi interamente di vetro ci lascia un po’imbarazzati, ma poi prevale subito il “chissenefrega”, siamo finalmente in vacanza alle Maldive. Se a qualcuno non piace la nostra ciccia può anche girare al largo! 
Passata l’eccitazione per la novità, in piedi sul terrazzino ci sorge una domanda: le valigie dove sono? E proprio mentre ci poniamo il quesito si ode del trambusto fuori dalla porta. Apriamo ed invece di trovarci il consueto maldiviano con la mano pronta alla riscossione della tassa di trasporto, troviamo le nostre valigie accanto alla porta.
Pronti: via! Costume, crema, salviette e via sotto al Sole. La nostra camera era orientata verso ovest, quindi garanzia di sole fino a tardi e grazie al vento una bella ronfata ristoratrice al fresco per scrollarsi di dosso l’attesa e pregustando i piaceri della vacanza.
La sera, compilando il modulo per la reception scoprimmo che i turisti, il giorno della partenza, potevano tenere la camera fino a mezzogiorno. Ecco spiegato perché le camere non erano pronte al nostro arrivo. Averlo saputo prima. 
I primi due giorni il tempo sembrava buono, con una brezza tiepida, nuvoloni ed un cielo velato, ma ancora godibile e ben abbronzante. Poi a metà settimana un giorno da Maldive con cielo azzurro, bassa marea e mare a tavola. Nel pomeriggio ne approfitto per un tour cinefotografico esplorativo, ma già nel tardo pomeriggio il cielo inizia a velarsi. A cena piove. Il mattino dopo è velato e dopo pranzo si scatena un vento fortissimo con pioggia a secchiate e sabbia come spilli sul pontile. L’ombrello in posizione orizzontale esala il suo ultimo respiro che ancora non eravamo a metà pontile, di ritorno dal pranzo. Vento, acqua e sabbia ci costringono a rifugiarci nella nostra camera come naufraghi. Il mare si è ingrossato. Il vento ulula tra gli spifferi e la capanna “dondola” lievemente quando le raffiche di vento si fanno più forti. Il dondolio lo percepivo perché ero steso sul letto che amplificava il movimento. La mia consorte, in piedi sul pavimento, spaventata da un tempo da lupi, per fortuna non lo sentiva. Guardando fuori il mare s'era ingrossato e per giunta la nostra camera si trovata in linea con un varco nelle acque basse perciò le onde più alte passavano sotto di noi. Non s’infrangevano sulla camera, restavano ovviamente più in basso, ma pareva d’essere in barca in mezzo al mare, mancavano solo rollio e beccheggio. 
Chi invece alloggiava sull’isola, protetto dalla vegetazione, non ne risentiva più di tanto. Mentre la nostra camera era sferzata dal vento, sotto la vegetazione dell’isola regnava la calma e l’afa.
Nei giorni successivi il vento calò d’intensità, vi fu ancora qualche scroscio di pioggia, ma il sole fece solo delle pallide e fugaci apparizioni fino alla fine della vacanza. 
Durante la vacanza collaudammo anche i servizi delle Ocean Villa. Una sera ci ritrovammo senza acqua calda nella doccia. Uscito dalla camera trovai un addetto e lo informai del problema. Quello non capiva una parola d’inglese e chiamò un cameriere che a sua volta chiamò due operai che sghignazzando volevano vedere di persona cosa non funzionava. Dovetti mostrare loro che dalla doccia non usciva acqua, dissero qualcosa d’incomprensibile (forse un “tra poco arriva” in anglomaldiviano) e se n’andarono. Dopo circa una ventina di minuti provai la doccia: l’acqua era tornata. Avvisarti no?
Un mattino la TV non diede più segno di vita. Toccai un poco l’adattatore a cui era collegata, ma vedendo che non succedeva nulla avvisammo la nostra reception. Alla sera la TV era ancora ko. Il telefono in camera sembrava morto, allora andai alla reception e lì vidi che due operai lavoravano su un letto di fili telefonici tagliati. L’operatore disse ad uno dei due di aiutarmi. Quello smanettò un poco l’adattatore con più energia di quanta ne avevo usata io (temevo di esagerare, dal momento che la camera è interamente lignea e con l’elettricità non si scherza…) e la Tv tornò a funzionare, ma i canali si vedevano male. Prendere o lasciare. 
Restammo infine inspiegabilmente senza corrente elettrica. Allora uscii ed avvisai il primo cameriere che trovai il quale, fortunatamente con una fretta assai poco maldiviana, mi fece arrivare un tecnico che sbloccò l’interruttore della luce. Perché era saltata la luce?
E per concludere gli ultimi due giorni. Sul banchetto dell’Hotelplan presente alla reception non vi è nulla più che il cartello del Tour Operator, gli orari dello snorkelling e delle lezioni di biologia marina, avvisi pubblicitari e basta. Nessun operativo voli per il rientro, nessun avviso. Nulla. Barbara ci spiega che la direzione dell’isola non vuole cartelli o avvisi d’alcun genere in giro. Che a lei non è consentito l’accesso alle Ocean Villa né può farci avere nemmeno un pezzo di carta in camera per avvisarci degli orari del giorno della partenza (mentre pareva che a quelli delle Beach Villa era possibile). Per altro era sempre raggiungibile telefonicamente dalla reception. In effetti, con il senno di poi, nelle strutture della reception principale non c’erano nemmeno i soliti avvisi dei Tour Operator stranieri né i raccoglitori che spiegano le gite ai villeggianti. Per scrupolo comunque le avevamo chiesto quale fosse il nostro volo. La sera del giorno prima della partenza ci aspettavamo di trovare in camera un avviso con la conferma degli orari da parte di qualcuno. Nulla. Poi arriva il nostro cameriere e chiede a noi a che ora abbiamo il volo (gli altri turisti italiani presenti sulle Ocean Villa partivano tutti al mattino molto presto). Andato via il cameriere ci siamo insospettiti, quindi dopo aver inutilmente cercato di telefonare alla reception, sono andato alla reception principale dove ho fatto chiamare l’assistente che quasi ridendo, non di me, ma del fatto che io avevo informato il cameriere, non viceversa, mi confermava quanto ci aveva comunicato in precedenza. 
Il giorno della partenza, coccolati ostaggi dell’Adaaran, arriva il motoscafo “riservato” alle Ocean Villa, che aveva appena caricato una coppia d’italiani sul molo normale ed un gruppo di signori maldiviani forse in un’altra isola (forse anche i signori maldiviani erano parte del servizio? Ok, ma i turisti italiani? Clandestini?). Pronti a partire dobbiamo aspettare una giovane coppia forse indiana o di Ceylon che ha dimenticato di pagare il conto prima di partire e la telecamera sul molo.
Il volo del ritorno è della NEOS, altra compagnia aerea nota come l’Eurofly. Pazienza. Scendiamo al gate indicato sui biglietti e all’ora del nostro imbarco è ancora occupato da turisti tedeschi che stanno imbarcandosi per il loro volo. Ne approfitto per sbirciare sulla pista gli aerei parcheggiati e l’occhio mi cade su un 767 della Blu Panorama. Terribile presentimento. E lì, fermo, con le scale appoggiate, portelli di carico chiusi ed il deserto intorno se non fosse per un tecnico seduto su un carrello come un pescatore in attesa.
Imbarcati i tedeschi, non passa molto tempo che arriva il nostro turno. Siamo tra i primi. Ci prendono i biglietti e siamo sulla pista: quale aereo dobbiamo prendere? Nessuno ad indicarci dove dirigerci. Bello, aereo a scelta! Un signore parte verso il Blu Panorama, noi lo seguiamo, tutti seguono noi. Appena mi avvicino scorgo poco più in là un MD 80 con la scritta Livingston, Hotelplan e qualcos’altro, ma non ha scalette né altri accessi. Sembra abbandonato sulla pista. Ma non mi sbagliavo: il Blu Panorama è il nostro. Ritardo mostruoso. Non ho controllato ma un ora buona ed oltre ad attendere. Il comandante c’informa che sono in attesa dell’ok da parte della torre di controllo e che noi siamo il terzo aereo in partenza. Meglio che niente. Intanto l’MD 80 Livingston se la svigna prima di noi.
Finalmente si parte. Niente visori personali ma i soliti scomodi televisori lungo i corridoi, però il servizio a bordo ci sorprende. Un solo pasto caldo di ravioli ripieni che meritavano una sufficienza piena. Assistenti di volo che passano in continuazione con le bevande, una copertina della NEOS spessa e calda. E pensare che leggendo NEOS e poi Blu Panorama mi ero preoccupato. Per nulla.
Ricorderò questa vacanza come la vacanza delle delusioni. Cielo e organizzazione, associazione a delinquere. 

COMMENTO
Purtroppo il tempo cattivo ha moltiplicato gli effetti delle cose negative che hanno rovinato la vacanza. 
Nel catalogo non c’era scritto che i turisti che prenotano le Ocean Villa sono soggetti ad un trattamento diverso da quello delle altre sistemazioni. 
La lunga attesa abbandonati sul molo senza che nessuno ci fornisse un minimo d’informazione, poi un’altra attesa nel bar, poi un’altra dopo pranzo. In tutte le altre isole visitate c’è sempre qualcuno a dare il benvenuto. Qui nessuno e per fortuna il nostro doveva essere un trattamento speciale, quasi di lusso! Qualche giorno dopo ho visto di persona che trattamento hanno riservato a turisti orientali arrivati nel pomeriggio al molo “normale”: quasi, quasi prendevano il motoscafo e lo ficcavano sulle automobiline.
Per tre volte abbiamo usato il telefono della camera e per tre volte non siamo riusciti nemmeno a contattare una delle due reception, fortuna che sui pontili c’era sempre un addetto a qualcosa a cui rivolgersi.
Sulle spiagge non c’erano abbastanza sdraio per tutti i vacanzieri. Durante il briefing eravamo stati informati che tutte le sdraio di plastica erano libere, ma chi stava sulle Ocean Villa e voleva prendere il sole in spiaggia doveva sottrarle a quelli delle Beach Villa. I litigi internazionali non erano rari e molto deplorevoli. In posti meno curati abbiamo trovato sdraio perfino in eccesso.
Il giorno prima di partire è il cameriere a chiederci a che ora partiamo quando doveva essere lui ad informare noi.
Il giorno della partenza tutti gli altri turisti italiani presenti sulle Ocean Villa partivano con lo stesso volo alla mattina presto ed il nostro room boy alle 6 del mattino bussa alla porta per fare le pulizie… noi dovevamo lasciare la camera intorno alle 10. Alla faccia dell’organizzazione.
Se nella lettera di convocazione o all’arrivo a Malè ci fossero state date delle spiegazioni sulla diversa sistemazione prevista per le Ocean Villa, avremmo certamente affrontato l’arrivo e la permanenza con un altro spirito. Invece ci siamo sentiti subito abbandonati a noi stessi. E’ vero che nel catalogo si parla solo di assistenti residenti in loco, quindi che tutto è in mano al resort, ma certe cose non le gradisco scoprire in posto. Ci stupisce che l’Hotelplan, con la quale abbiamo passato una splendida vacanza alle Maldive l’anno scorso, non riesca a fare nulla per seguire i suoi clienti appena arrivati sull’isola, indipendentemente dal diverso trattamento che avranno sull’isola stessa. 
Certo, la prima sera durante il briefing ci sono state fornite delle spiegazioni, tipo che i maldiviani non erano abituati a ricevere una ventina d’italiani tutti insieme sulle Ocean Villa al mattino alle 10, mettendo in crisi l’organizzazione (organizzazione? Forse erano abituati ai folli ritardi dei voli d’arrivo di qualche tempo prima?), poi certe cose ti vengono in mente solo quando ti capitano, un po’ perché le si danno per scontate, un po’ perché non si possono prevedere o perché non ci si pensa proprio.
Per quanto riguarda l’isola è accogliente, grande e ricca di verde. Non è la migliore che abbiamo visitato ma neppure da buttare. Solo guardando la struttura del molo ci si rende conto che ci sono ancora dei lavori in corso, in particolare per finire il porto stesso che è privo d’una pavimentazione definitiva. Per il resto si stavano facendo piccoli lavori di rifinitura mentre alcuni muretti contenitivi hanno visibilmente bisogno d’essere restaurati o rimossi. Non abbiamo notato una pulizia sistematica delle spiagge, cosa che avviene invece quotidianamente per l’interno dell’isola. Solo una volta ho visto un addetto con una carriola raccogliere delle alghe dalla spiaggia. La rimozione delle alghe morte e dei detriti portati dalle correnti potrebbe dare più lustro specialmente al litorale occidentale.
Maltempo escluso e con un’organizzazione più efficiente l’isola meriterebbe la sufficienza piena. Dalla Hotelplan ci si aspetterebbe di più in termini d’accoglienza ed informazione, specialmente per coloro che dovessero prenotare le Ocean Villa perché il catalogo non parla di area riservata e di trattamenti a parte, quindi ci si arriva credendo d’avere i servizi che normalmente vengono offerti in un Beach Bungalow. Sapendolo prima lo si può anche sfruttare al meglio, che scoprirlo un poco alla volta, dopo.
Purtroppo, a causa del cattivo tempo e della mancanza d’informazioni, quest’anno abbiamo lasciato le Maldive con l’amaro in bocca. 

Patrizio & Barbara 

marzo 2008 by Barbara&Patrizio (utente forum maldive Starcruiser)