Presentazione

delle campagne di ricerca sulle caratteristiche ambientali

e nuove scoperte scientifiche delle Isole Maldive.

Serata svolta in collaborazione con

l'Acquario civico ed il Museo delle Scienza e della Tecnica.

Milano Venerdý 14 novembre 2003

 

Venerdý 14 novembre abbiamo avuto il piacere di partecipare ad una serata intitolata "Le altre Maldive". Organizzata in collaborazione con l'Acquario civico e il Museo della scienza e della Tecnica esperti del settore hanno illustrato le campagne di ricerca sulle caratteristiche ambientali e le nuove scoperte scientifiche di queste meravigliose isole. 
La sala del Museo che ci ospitava era veramente piena di gente e in molti hanno preferito stare in piedi pur di non perdersi questa occasione davvero unica. 
A fare da padroni di casa Dodi Telli e Massimo Sandrini (geologo marino) responsabili dell'organizzazione, con loro l'efficiente collaboratrice Paola. Dopo aver raccontato le caratteristiche principali delle Maldive come Paese, hanno dato la parola alle splendide immagini di Giovanni Evalli realizzate quest'estate durante una crociera e quindi molto rappresentative della situazione recente dei coralli. 
Dopo averci fatto venir voglia di partire immediatamente con queste diapositive hanno presentato il Professor Nike Bianchi, biologo marino e docente dell'UniversitÓ di Genova che ha illustrato l'attivitÓ di ricerca che viene svolta ormai dal 1997 in collaborazione con l'Albatros Top Boat per monitorare lo stato del corallo alle Maldive. Sembra impossibile, ma nonostante il grande interesse degli italiani verso questo Paese dal punto di vista turistico praticamente nulla viene fatto per studiarlo invece da quello scientifico. Il Prof. Bianchi ha la dote rara di spiegare con parole semplici e assolutamente coinvolgenti e grazie a questo e al lavoro svolto da lui e dai suoi studenti durante le crociere scientifiche dal '97 ad oggi abbiamo potuto vedere e capire cosa Ŕ successo alla barriera corallina prima, durante e dopo l'evento climatico conosciuto come El Ni˝o, tristemente famoso per la distruzione che ha comportato in molte barriere coralline del mondo. Abbiamo scoperto con grande sollievo che ci sono buone notizie. 

Ma andiamo per ordine: 
Anno 1997 
Colonia di Acropora con polipi sbiancati ma ancora viventi. Barriera corallina al 100% con dominanza di acropore e corallo di fuoco che purtroppo saranno quelli a soffrire di pi¨.
Anno 1998 
A Marzo la situazione era ancora ottima, ma giÓ a maggio il corallo era tutto bianco. El Ni˝o aveva fatto salire la temperatura dell'acqua a circa 34 gradi e questo stress aveva causato il cosiddetto bleaching (sbiancamento). Quando il corallo aveva perso la sua colorazione era ancora vivo, ma il perdurare di una serie di condizioni ostili, sulle quali ancora non c'Ŕ chiarezza, ne ha causato la morte.
Anno 1999 
Prime mortalitÓ massive a carico di Acropora e Pocillopora sulla piattaforma corallina. La mortalitÓ era totale e per qualche tempo si era temuto addirittura per le Maldive stesse in quanto appoggiate sulla barriera corallina. Ma gli studi fatti avevano dimostrato che la distruzione pi¨ massiccia era avvenuta nei primi dieci metri e diminuiva man mano che si scendeva in profonditÓ. Non solo. Formazioni di giovani coralli, le reclute, testimoniavano che giÓ da un anno, quindi immediatamente dopo El Ni˝o del '98 la barriera corallina aveva ricominciato a crescere.
Ma era cambiato qualcosa tra le famiglie di coralli. Da 16 che erano nel 1997, se ne potevano trovare 11 nel 1998, per˛ in proporzioni inverse rispetto al passato. Le rilevazioni fatte fino ad oggi per˛ hanno dimostrato che negli anni la situazione si Ŕ ribaltata nuovamente e le famiglie di coralli sono tornate ad essere equilibrate come prima. 
Inoltre dopo numerose immersioni e un grande lavoro scientifico hanno potuto disegnare un grafico da cui, facendo un'equazione matematica, hanno constatato che delle 187 specie presenti ne erano ricomparse 168. Piccola colonia di Pocillopora recentemente insediata tra alghe corallinacee che incrostano a loro volta un ramo di corallo morto
Anno 2002
Nel 2002 mancava ancora il corallo di fuoco, ma da allora ha ricominciato a formarsi anche quello. Noi di Tuttomaldive ci rendiamo conto solo adesso che averlo visto a giugno, facendo addirittura snorkelling, Ŕ stata una grande fortuna e un ottimo segnale di ricrescita.
Il prof Bianchi ha tenuto a precisare che non Ŕ semplice intervenire per evitare che si ripeta un evento del genere, ma di sicuro possiamo agevolare la rinascita della barriera corallina per esempio non andando a ridurre la quantitÓ di pesce presente sui reef con una pesca esagerata, mantenendo quindi in generale l'ecosistema il pi¨ intatto possibile.
Tutto questo non Ŕ successo al corallo del Nord del mar Rosso semplicemente perchÚ Ŕ una barriera giÓ abituata agli sbalzi termici e quindi pi¨ resistente da questo punto di vista, nell'Oceano Indiano questo non accade e quindi il reef ha risentito immediatamente di questo innalzamento della temperatura. 

 

Sempre pi¨ immersi in questo mondo affascinante, raccontato con passione, l'argomento si Ŕ spostato su una scoperta fatta da Massimo Sandrini. Alle Maldive, nell'atollo di Ari, ha trovato durante un'immersione una cavitÓ di origine carsica di 70 metri di diametro e profonda 82 metri circa chiamata Buco Blu o Blue Hole. Di questo ci ha parlato in maniera molto chiara il prof. Paolo Colantoni (geologo marino e docente all'UniversitÓ di Urbino) e qui tra stalattiti 'subacque', acido solfidrico, batteri e semplici considerazioni scientifiche ha fatto con noi due pi¨ due e ci ha dimostrato che Ŕ d'obbligo rivedere le spiegazioni date fino ad oggi sull'evoluzione recente delle scogliere maldiviane. 
Con Nike Bianchi e Paolo Colantoni erano presenti anche la Prof.ssa Carla Morri e il Dott. Balzelli e la loro simpatia, passione e preparazione ci ha fatto scoprire un modo di vivere le Maldive davvero particolare. La crociera scientifica a cui partecipano con vari studenti Ŕ aperta a chiunque abbia voglia di andare, non Ŕ necessario essere degli esperti. Se il Museo non ci avesse praticamente buttati fuori avremmo avuto piacere di sentirli parlare all'infinito. 

Ci siamo lasciati con la promessa di approfondire meglio ogni argomento e di aggiornare periodicamente il sito sullo stato dei coralli, ma in queste poche righe ci sembrava giusto cominciare ad evidenziare il loro lavoro che contribuisce concretamente alla ricerca scientifica e di conseguenza alla salvaguardia della barriera corallina delle Maldive che tanto amiamo e ci fa sognare.

Relatori

Prof. Paolo Colantoni, geologo  marino - docente UniversitÓ di Urbino
Prof. Nike Bianchi
, biologo marino ľ docente  UniversitÓ di Genova
Prof.ssa Carla Morri
, biologa marina ľ docente  UniversitÓ di Genova
Dott. Massimo Sandrini
, geologo  marino

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