Maayafushi 2005  

febbraio 2005 by Angela(Ayla)&Daniele

Cosa si potrebbe chiedere ad un’isola maldiviana? Di essere piccolina, piena di verde, con la spiaggia tutta intorno, magari con una bellissima lingua di sabbia dalla quale poter ammirare lo splendore di quel ciuffo verde in mezzo all’oceano, una bella laguna dove poter fare il bagno, il reef vicino e ricchissimo di pesci e colori; e perché no, di essere ventilata così da poter sopportare quel sole che non perdona; un ristorante dove poter gustare cibo italiano, pasta al dente, carne, pesce, frutta, dolci e pietanze maldiviane; camere rifatte due volte al giorno, con il bagno maldiviano corredato di altissima palma e, soprattutto, senza tv; poca gente sulla spiaggia, così da sembrare di far parte di una prestigiosa élite; silenzio, interrotto solo dal verso degli aironi; poca animazione, quella che basta per passare un’oretta in allegria la sera, e per fare un po’ di sport se uno ne ha voglia; un centro diving con persone di nazionalità e metodi diversi, ma che parlano tutti italiano e che sorridono sempre, come i maldiviani. Gente straordinaria e unica.
Io penso che si possa chiedere questo, per poter apprezzare l’atmosfera di quel paradiso in terra. E noi l’abbiamo trovato, in Maayafushi.

Al nostro arrivo, siamo stati accolti con sorrisi e salviette umide e fresche e ci hanno assegnato le camere che avevamo segnalato dall’Italia, cioè quelle di fronte alla lingua di sabbia. Il direttore, il gentilissimo Lello De Lucia, ci ha detto che quando potevano accoglievano volentieri le richieste dei clienti. Un breve breefing serve a capire le poche regole del resort: fanno presente che siamo in un paese musulmano, per esempio, quindi è vietato andare al ristorante e al bar in costume da bagno e mettersi in topless in spiaggia. Cosa che un’ospite ha prontamente fatto il giorno dopo il suo arrivo… Scommetto che la signora si lamenta degli extracomunitari che vivono nel suo nord est e non rispettano le nostre usanze… Con una discrezione esemplare, una ragazza dello staff l’ha invitata a coprirsi… Una volta raggiunta la camera e constatato la meraviglia del posto, siamo andati a pranzo e abbiamo conosciuto il cameriere che ci ha “accudito” per le due settimane di soggiorno, il dolcissimo Zaheen, che dopo solo pochi giorni avevamo deciso di rapire e portare in Italia con noi, tanto ci siamo affezionati. Faccio presente a tutti la pulizia dell’intero ristorante, dalle stoviglie, allo splendente pavimento. Tutto merito dei camerieri, che prima servono ai tavoli e poi tirano a lucido tutto il locale. Questi ragazzi lavorano tantissimo, dalla mattina presto fino a sera, con poche pause e il sorriso sempre sul viso, per cento dollari al mese. Dargli una bella mancia a fine vacanza non è opzionale, ma moralmente doveroso. 
Il centro diving è composto da cinque persone, che cambiano continuamente, quindi non mi sto a dilungare. Per la cronaca comunque li nomino: c’è la vulcanica Barbara (donna particolare e piena di cose per la testa, nonché capo della truppa), la dolcissima Suzanne (finalmente una svedese bassa!), la giunonica Ulli, il serafico Ennio e il bellissimo Alì, unico maldiviano dello staff. Tutti molto bravi, pesci senza branchie, ma tra poco nasceranno anche quelle. Devo dire che sono rimasta un po’ delusa dalle immersioni, in quanto ero andata lì per provare il brivido di un incontro con gli squali, ma li ho potuti vedere solo da lontano. Insomma, sarà stato il periodo, sarò stata io (avrò un repellente addosso), ma gli squali scappavano. In compenso ho flirtato con una tartaruga! Per finire il discorso sugli animali ho provato emozioni anche senza fare immersioni. Infatti la laguna è deliziata da squaletti pinna nera che imparano a fare i grandi cacciando nei nugoli di pesciolini che vivono lì. Poi, sulla punta della sabbia, dimora una razza di circa un metro di larghezza da punta a punta (delle ali) e, meraviglia assoluta, aveva il piccolo! Probabilmente vive lì per proteggerlo. Comunque stava spesso sul bagnasciuga, praticamente fuori dall’acqua! Altra cosa fantastica, mentre eravamo in barca per andare all’isola dei pescatori abbiamo incontrato i delfini! Ci hanno affiancati per qualche minuto, giocando con le onde e sembravano essere consapevoli di incantarci.
Sull’isola ci sono alcuni muretti per contenere la sabbia, ma sono fatti così bene che non stonano per niente. Anzi, i pontili di pietra (coperti di sabbia) sono utili per osservare i pesci e gli squaletti senza disturbarli. Una cosa un po’ bruttina è che, sempre a causa dell’erosione della spiaggia, sono costretti ad ampliarla sparando sabbia con una tubazione, che in alcuni periodi della giornata viene messa in funzione. Il vantaggio è ovviamente avere poi una spiaggia più ampia.
La lingua di sabbia è meravigliosa, spettacolare, quasi sempre deserta, da sola vale l’isola. L’unica cosa negativa è che ad agosto si riduce un po’ a causa della marea (così mi hanno detto), quindi il periodo migliore per godersela è proprio quello in cui sono andata io, e l’altro vantaggio di questo periodo è che il sole tramonta proprio lì, mentre durante la nostra estate tramonta sul pontile principale. Quindi alle 19,30, quando il sole va giù, hai negli occhi quella lunga distesa bianca che si tuffa nel mare e nel sole. Incantevole…
Per quanto riguarda il cibo (che per noi italiani è fondamentale) non ci si può proprio lamentare. La pasta (Barilla) era sempre al dente, non mancava mai il pesce, riso, verdure in quantità, insalatine deliziose, carne, fritture, frutta e dolci. Insomma, era vario e di buona qualità. A pranzo c’era un po’ meno (la gente mangia meno di giorno, soprattutto i subacquei), ma la sera c’era un’abbondanza che ti riempiva anche gli occhi! Complimenti ai cuochi! Poi consiglio alle coppie romantiche una cena su uno dei pontili di pietra; ci sarà solo il vostro amore, il mare, la luna, le stelle, il buio, la candela che illumina solo voi e … la fantastica aragosta che consiglio di prendere, dolce come lo zucchero! 
Ci sono due bar. Il beach bar, gestito dal tenerissimo Jalal, lontano dalla sua amata da mesi e mesi, che mette i soldi da parte per sposarsi. Lì puoi andare in costume da bagno, bere e mangiare stuzzichini vari. Il bar principale, è invece gestito da diverse persone: il nostro cameriere preferito è Idrish, una vera sagoma! Impara al volo i tuoi gusti, e ti suggerisce lui cosa prendere. Bar molto bello, poltrone comodissime e pulite, sabbia sotto i piedi e musica dolce nelle orecchie. 
Ah, gli overwater… onestamente l’isola poteva farne a meno, diciamo che le tolgono un po’ il carattere selvaggio e naturale che secondo me dovrebbe essere mantenuto a tutti i costi. A me personalmente non piacciono, ma è una questione di gusti, ovviamente. Esternamente sono piuttosto semplici e lineari, all’interno sono tutti in legno con una grande vetrata che dà sul mare. Fortunatamente hanno avuto il buon senso di metterli nella parte posteriore dell’isola, dove nessuno va mai. Dato che l’isola ha 60 bungalow, hanno detto che elimineranno le camere standard per far sì che il numero degli ospiti sia sempre lo stesso, e in queste faranno un centro benessere. 
L’animazione è quasi inesistente, cosa che ha contribuito a farmi scegliere Maaya come isola. La mattina acquagym e il pomeriggio aerobica. La sera fanno spettacolini, in cui sono coinvolti anche gli ospiti oppure organizzano giochi. Insomma, tanto per passare un’oretta. Per il resto della serata c’è il piano bar. Complimenti ad Alberto, inarrestabile capo animazione, giovane ma molto professionale. E complimenti anche alla simpatica Valeria e a Gennaro, il cantante. Poi c’è un quarto membro dello staff, ma a questo individuo voglio dedicare un capitoletto a parte, con tanto di titolo, e per pietà (con l’età divento sempre più buona…) gli risparmio di scrivere il suo nome:

“EL COJON”, L’ANIMATORE ATTEMPATELLO, BILIOSO E PERIZOMATO
(non voglio vantarmi del nomignolo attribuitogli, quello tra le virgolette, non gliel’ho affibbiato io, quindi devo complimentarmi con una persona che qualcuno di voi conosce).
Tale personaggio è un signore senza capelli di 42 anni, che passa il tempo a tediare gli ospiti e i colleghi con le sue imprese eroiche e le sue prodezze sessuali (a sentir lui tutte le ospiti del resort, appena appena carine, le ha fatte sue dopo poche ore di conoscenza). E’ divertente poi seguirlo per vedere che puntualmente va a letto da solo… Se avrete l’occasione di incontrarlo fate molta attenzione ad una cosa: non esprimete un parere che sia diverso dal suo perché altrimenti vi annuncerà col mento alzato e tanto di cipiglio: “Non ti parlo più!”. E lo fa veramente! A me è successo e… apriti cielo! Dopo cena, quando gli animatori hanno l’”obbligo” di fare conversazione al bar con gli ospiti, lui saltava puntualmente il gruppo di persone in cui c’ero io e quando mi incontrava non mi salutava mai. Addirittura ha detto a mio marito e ai nostri amici, che persone come me credeva non ce ne fossero più. Ma cosa mai avrò detto o fatto di così terribile da meritare una punizione così dolorosa per me come la privazione della sua brillante conversazione? Ve lo spiego, così vi regolate. La seconda o terza sera della mia permanenza, hanno organizzato “Miss Maayafushi”, penosa parodia di un concorso di bellezza. Ora, io sono una donna un po’ particolare, lo ammetto. Forse perché nata negli anni ’60, mi è rimasto addosso un po’ di quel vecchio femminismo duro da mandare via. Non sopporto i concorsi delle miss, da miss mondo a miss Maayafushi. Quindi, oltre a rifiutarmi energicamente di partecipare (il ridicolo lo rifuggo), ho anche impedito a mio marito di far parte della giuria. Ecco il dramma…. Lui voleva che mio marito partecipasse, io ho detto di no e lui… “Non ti parlo più!!!”. Comunque lo ringrazio per averci regalato un momento esilarante della vacanza: quando, guidando il gruppo di snorkelling, si è infilato il costume da bagno nel sedere per dargli la forma di perizoma… Io ero lì, che nuotavo tranquilla, alzo il viso e vedo due mele rosa con una riga nera nel mezzo! Poi ho visto la pelata e ho capito che era lui. Ecco, ho ringraziato il cielo di avere la mia macchina fotografica subacquea e ovviamente ho immortalato il tutto! 
Spero per lui che prima o poi si renda conto che sia dal punto di vista professionale (fa l’animatore) che dal punto di vista umano, il suo atteggiamento non lo aiuta per niente. Risulta antipatico agli ospiti e ad alcuni colleghi, è musone e annoia con i suoi racconti ai quali non crederebbe nemmeno un bambino. Il supereroe lo faccia fare a Spiderman … che ha anche un fondoschiena migliore!
A parte questo piccolo neo, che ovviamente non riesce a sciupare la splendida atmosfera che si assapora in questo piccolo paradiso dell’oceano indiano, l’isola è una perla. Consiglio a tutti la straordinaria Maayafushi! 

Angela e Daniele

febbraio 2005 by Angela(Ayla)&Daniele


www.tuttomaldive.it