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Se per la settimana passata sulla Maavahi
Boat ci è sembrato ideale raccontare tutto come un diario di bordo per Machchafushi, venduta da Reliance
Travel (www.reliancetravel.it), abbiamo pensato di tornare al resoconto più
tradizionale. In questo caso però va detto che quello che state leggendo lo abbiamo scritto comodamente sdraiati su un lettino tirato fino al bagnasciuga, davanti ad una laguna spettacolare, in attesa del tramonto.
L'isola di Machchafushi ha sempre fatto parte della nostra personale classifica delle isole da vedere.
E' vicina al lato esterno dell'atollo di Ari, vicina ad una pass oceanica, ha il reef raggiungibile dalla spiaggia, è di dimensioni medie ed ha una ricca vegetazione. Dalle informazioni in nostro possesso i presupposti erano davvero buoni e già dal dhoni, mentre ci avviciniamo al
pontile principale
dell'isola, ci rendiamo conto di aver fatto centro. I bungalow sono nascosti dalla vegetazione, ma sulla spiaggia, proprio come piace a noi.
La laguna è ancora meglio che nelle fotografie e
passando sul reef… beh, uno spettacolo!
Veniamo accolti molto cordialmente, accompagnati alla reception prima e alla
nostra camera subito dopo. Pur essendo arrivati nel primo pomeriggio ci
fanno trovare un tavolo apparecchiato al bar della piscina per un pranzo
veloce. La prima notte per questioni organizzative ci viene assegnata la camera
130 allestita come quadrupla e dal giorno successivo la camera
103 e la camera
104. Secondo noi la spiaggia
delle camere dalla 101 alla
126 è una delle più belle dell'isola perché sul lato sempre al sole, per
la sua ampiezza, per i tramonti e anche per motivi puramente sentimentali, ma per tre quarti dell'isola tutte le camere hanno la spiaggia grande e la laguna proprio davanti.
L'isola è fatta più o meno così: arrivando al pontile d'attracco si incontrano a sinistra il bar sulla spiaggia e
la
piscina. L'abbiamo sempre considerata abbastanza superflua alle Maldive, ma in effetti guardare il tramonto dall'idromassaggio, ogni tanto, ha i suoi lati positivi e comunque è talmente ben integrata nella vegetazione che, dobbiamo ammetterlo, è proprio bellina. A destra del pontile ci sono il
Centro Diving e proseguendo ancora la
Reception. Dritto davanti al pontile invece si arriva, attraverso la vegetazione, al ristorante, al secondo bar, alla zona spettacoli e all'area giochi che consiste in due ping pong, due carambol e un locale chiuso con il biliardo. Tutto molto ben curato come il resto dell'isola.
A Machchafushi è mantenuta l'ora di Malé, quindi il sole sorge verso le
6.00 e tramonto alle 18.00 circa.
Le camere: dalla 101 alla 126 vanno dal pontile principale, verso destra, fino ai
water
bungalow (201 alla 210), sono sempre al sole e hanno la laguna più ampia, quindi il reef leggermente più lontano. A sinistra del pontile, fino al secondo pontile di servizio, ci sono le camere dalla
140 alla 156. Più ci si avvicina a questo secondo pontile e meno ore di sole si hanno (una o due alla sera), ma la
pass per uscire sul lato esterno del reef, proprio di fronte alle ultime, è la più comoda e vicina alla riva. Per quello che abbiamo incontrato ci sembra anche il versante più ricco di pesci. In generale tutta la laguna intorno all'isola raggiunge al massimo il metro e mezzo di profondità e per uscire sul lato esterno del reef ci sono circa tre/quattro pass segnalate da galleggianti.
Dalle camere
intorno alla 156 si ha la visuale di entrambe le spiagge, ma si hanno la piscina e il bar proprio dietro. Un bel dilemma definire le più belle come posizione.
Dopo il pontile di servizio non c'è spiaggia e sono in programma dei lavori per realizzare un centro Spa in questa zona, la barriera arriva a ridosso dell'isola. E' la zona ristorante, bar e area giochi. Proseguendo dall'interno si arriva alle camere che vanno
dalla
127 alla 140. Sono sul lato dell'isola che ha la spiaggia meno profonda e la vegetazione arriva quasi al mare. A pochi metri dalla riva un tratto di roccia basaltica e la barriera corallina creano una
piccola piscina
naturale, mentre ogni quattro o
cinque camere ci sono dei muretti perpendicolari alla spiaggia. C'è l'accesso al mare e si può arrivare sul lato esterno per fare snorkelling, ma non c'è paragone col resto dell'isola. All'estrema destra di questa spiaggia poi si incontra il pontile che porta ai water bungalow, due sulla sinistra e otto sulla destra. Sono costruiti proprio a cavallo tra la laguna e la barriera corallina e nei giorni in cui eravamo sull'isola li stavano ristrutturando. All'interno dell'isola infine ci sono le
camere
dalla
301 alla 310 simili esternamente alle altre e, date le dimensioni ridotte dell'isola, comunque vicine alla spiaggia.
Le camere si susseguono due a due, hanno tutte un'ampia veranda e il tipico dondolo maldiviano. E' così ampio che ci si può anche sdraiare per una rilassante pennichella. Un
piccolo rubinetto permette di sciacquarsi i piedi prima di accedere alla camera. Una volta in camere ci si rende conto delle reali dimensioni del bungalow.
Otticamente è divisa in due parti: nella prima ci sono il
letto King Size (praticamente tre posti) con i comodini,
due grandi poltrone in vimini con tavolino, mobile con frigo bar e la possibilità di farsi the e caffè; nella seconda parte di quello che comunque è un unico ambiente la
scrivania con specchiera, l'armadio e una panca per appoggiare le valige. Allestita come una quadrupla lo spazio restante era proprio tanto, figuratevi come doppia. Anche il bagno è così ampio da sembrare spoglio. Semplicemente piastrellato ha la vasca con doccia calda e fredda, lavandino, sanitari e un'ulteriore
doccia a cielo aperto alla maldiviana. Forse, per essere esteticamente al livello della camera, dovrebbero essere curati meglio i particolari come asciugamani e sanitari, ma in generale la sistemazione è superiore alle nostre aspettative.
Abbiamo spiato un po' anche dentro i water bungalow e ci sono sembrati abbastanza simili come arredamento, ma con in più la televisione. Hanno un vetro nel pavimento per godere della vista sulla laguna che è comunque garantita dalle vetrate poste su tre lati della camera. Data la presenza di
coralli proprio sotto non c'è la possibilità di scendere in mare con scalette personali.
Il ristorante: è ampio e aperto sui lati con il pavimento piastrellato,
ma quasi tutti camminavano comunque scalzi.
Colazione, pranzo e cena sono sempre a buffet e la cucina internazionale è abbastanza buona sia per scelta che per qualità.
Sempre a disposizione brocche di caffè,
latte e di the, scelta di primi (forse per noi italiani non troppo al dente), verdure cotte e crude, pesce e carne, frutta e la sera, in un tavolo a parte, specialità maldiviane e orientali molto piccanti. Ma il fiore all'occhiello del cuoco erano i
dolci, anche sei tipi diversi ogni volta: torte, mousse e biscotti. Un oltraggio alla linea. A buon mercato,
rispetto a molti altri resort, gli extra. Una bottiglia d'acqua
e le bibite, per esempio, costavano 2,75 dollari (2,50+10% di servizio).
Il centro diving : (www.machcha.com)
è molto ben curato e l'attrezzatura fornita di ottimo
livello. Nonostante tra gli ospiti di Machchafushi ci siano molti subacquei e soprattutto di differenti nazionalità le immersioni sono organizzate e gestite bene. Li abbiamo sentiti parlare in inglese, in tedesco, in giapponese e anche in italiano. La zona di Ari sud poi è famosa per gli avvistamenti dello squalo balena. Noi soddisfatti dalle immersioni della settimana precedente abbiamo fatto quella nell'House Reef (obbligatoria) e ci siamo immersi poi a Didhoo
Beru. L'House Reef di Machchafushi, atollo di Ari Sud, è un'immersione facile e quasi si vede di più facendo snorkelling, ma merita una visitina il relitto della nave affondata anni fa posizionato a oltre 20 metri di profondità. E' di dimensioni considerevoli quindi, guardando giù dal ponte principale, è possibile provare la strana sensazione delle vertigini sott'acqua, abbiamo curiosato nei boccaporti e dentro ogni anfratto si nascondeva qualcosa, come un bel polipo che cercava di mimetizzarsi a prua. Immersione facile, ma originale.
Didhoo Beru, sul reef esterno del White Sands resort nell'atollo di Ari Sud, si è svolta in assenza o quasi di corrente. Subito abbiamo
avvistato una grossa tartaruga che ci ha accompagnati per tutto il tempo e a cui se ne aggiunta un'altra più avanti. Dobbiamo ringraziare i sub che la volevano fotografare perché l'hanno fatta nuotare, lentamente, proprio verso di noi. Stavamo immobili per gustarci ogni espressione e solo una volta arrivata a pochissimi centimetri dalla nostra maschera ha deciso da quale lato scansarci. Emozionante, grazie, grazie, grazie! Abbiamo avvistato anche quattro squali pinna bianca e due di questi dormivano tranquillamente sul fondo. C'era tanto pesce di barriera, ma bisogna ammettere che per 50 minuti abbiamo guardato in ogni direzione con la speranza di veder comparire uno squalo balena. Sarà per la prossima volta. Abbiamo la scusa per tornare.
Una mattina stavano girando un video promozionale dell'isola e per raccontare come sia facile immergersi il responsabile del Diving ci ha chiesto in prestito le bambine… Naturalmente avendo sette anni
si è trattato solo di un gioco, ma vederle con la mini attrezzatura è stato davvero tenero. La naturalezza con cui
Anna
e Chiara
e la loro amichetta Valentina respiravano attraverso l'erogatore invece ha fatto invidia a molti adulti che le stavano osservando. Quelli che
vorrebbero... ma la fifa è tanta. Quelli che... non sanno cosa si perdono. Alla fine della prova una di loro ha alzato la testa e ha detto 'Adesso andiamo al relitto?'.
Per gli sport acquatici: le attrezzature sono raggruppate nei pressi della spiaggia del pontile principale. A pagamento sono disponibili
catamarano,
windsurf,
canoa e anche
due pedalò.
Escursioni: durante il nostro soggiorno a Machchafushi non ne abbiamo fatte perché la vicina Dangethi la conosciamo già e di isole deserte ne avevamo viste tante durante la crociera con la Maavahi. Comunque leggendo gli appuntamenti della settimana sulla bacheca della reception sappiamo che organizzano mezza giornata con shopping + resort turistico, una giornata con shopping + resort turistico + barbeque su isola deserta, pesca al bolentino,
uscita per snorkelling guidato a due reef diversi.
L'Internet point: prevede un computer posto in una zona appartata della reception. Per 10 minuti si spendono 5 dollari e 2 dollari per ogni gruppo di 5 minuti successivo, la velocità del collegamento è di
24Kb, ma per qualche email e qualche minuto di navigazione si riesce a spendere cifre ragionevoli.
Animazione: non è prevista, ma una sera Bruno del Centro Diving ha illustrato il paradiso sottomarino con colorate diapositive di pesci e coralli, un'altra sera i ragazzi maldiviani si sono esibiti nel
Bodu Beru, la loro danza tipica e un'altra ancora Discoteca. Calcolando
l'area giochi lì accanto, con
biliardo, due
ping pong e due
carambol, il bar principale, con ulteriori giochi di società a disposizione, noi e le nostre bimbe non ci siamo mai annoiati. In più, quando volevamo la pace assoluta andavamo al
bar della
piscina, poco frequentato alla sera, ma con una piattaforma che arriva alla spiaggia e quindi una gran vista sulla laguna, le stellate, il rumore del mare, insomma quello che piace a noi.
Per quanto riguarda le caratteristiche di Machchafushi ci sembra di aver scritto tutto, ma come al solito non è semplice raccontare le emozioni che come settimana scorsa, in crociera sulla
Maavahi
boat , sono state anche qui proprio tante. Una mattina abbiamo fatto il bagno con uno squaletto che gironzolava qui nella laguna. Sul reef soprattutto abbiamo trascorso i momenti più emozionanti, circondati da nuvole di colore. E' d'obbligo un giro sul pontile di servizio che termina subito oltre il reef. E' un
acquario a cielo
aperto, tante le cernie e soprattutto tanti pesci di specie differenti in numerosi branchi. Più di una volta c'è passato davanti un
gruppo di chirurgo blu per alcuni 'minuti' saranno stati centinaia. Come si fa a commentare una cosa così!
La normalità è che quando ormai non si vede più il primo, del gruppo di turno, ancora non è arrivato l'ultimo. Come si fa a stare fuori dall'acqua con uno spettacolo così! Ci sono
anemoni con pesci pagliaccio nella zona davanti al ristorante e anche nei pressi del canale d'ingresso del pontile di servizio, ma all'interno della laguna. Ci si può arrivare anche a piedi.
Pensavamo che Machchcafushi potesse essere una bella isola, ma non immaginavamo di trovare tanto. La clientela è internazionale, ma ci sono anche tanti italiani e famiglie con bambini. L'isola dalla sala da pranzo sembrerebbe al completo, ma in spiaggia non si ha la sensazione che ci sia tanta gente. Noi con gli amici conosciuti
qui passiamo tanto tempo a chiacchierare in laguna cercando di non ustionarci tutte le volte, mentre le nostre bimbe
giocano con i loro tranquilli sulla spiaggia, in acqua, sulla spiaggia, in acqua… soprattutto in acqua, per tutto il giorno.
Siamo praticamente gli unici a fermarci fin dopo il
tramonto e godere dello spettacolo del sole ormai dietro l'orizzonte, il
cielo ancora pennellato di rosso, e le luci del pontile principale che si
accendono. Da non perdere.
Beh, concludiamo i nostri amici stanno arrivando. E' l'ultimo giorno di una
fantastica vacanza, sono le 16.00, il sole splende, il mare è una tavola blu e la laguna ci chiama per l'ennesimo
bagno. Aspetteremo così che il sole tramonti proprio davanti a noi. A questi spettacoli non ci si abitua mai.
Pesci chirurgo arriviamo... Splash!
P.S. Il giorno della partenza (a noi capita sempre) un mezzo uragano ci
impediva di muoverci persino dalla veranda. Per fortuna a cinque minuti
dall'imbarco sul dhoni ha cominciato a smettere di piovere e siamo riusciti
a raggiungere la
piattaforma dove l'idrovolante ci stava aspettando tutto
per noi. Ci sentiamo in dovere di fare i complimenti al pilota
maldiviano per l'atterraggio che è stato in assoluto il migliore a cui
abbiamo mai assistito. Tutto perfetto anche sul volo
di ritorno con la Blu Panorama dove gli assistenti di volo, all'ennesimo
bis di noccioline 'per le bimbe' ci hanno chiesto se alle Maldive ci davano
da mangiare. Simpatici e pazienti. Siamo anche arrivati a Milano con un'ora
di anticipo, poi a Malpensa il sogno come al solito si è infranto! Un'ora e
mezza per le valige! Senza nemmeno sapere da dove e se sarebbero arrivate...
Fine della vacanza.
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