Machchafushi resort 2004
 

Ottobre 2004 by Lucia, Valeria, Raffaella, Stefano e Pietro (noè) http://utenti.lycos.it/nohe/

Racconto del soggiorno al Machchafushi Island Resort nell’ottobre 2004

Consigliati dalla (nostra) Agenzia viaggi, che sempre ha fatto “centro”, non solo perchè isole maldive foto photo informazioni machchafushi resort isola di machchafushi con teorema viaggi by Lucia Valeria Raffaella Stefano e Pietro viaggio ottobre 2004 conosce i nostri gusti e le nostre aspettative ma anche perché dove manda i suoi Clienti, c’è stata qualcuna di loro o hanno avuta segnalazione attendibile, incoraggiati da uno sconto particolare del 30% sul prezzo di catalogo, accettiamo di trascorrere la nostra vacanza di fine estate su una di quelle “isolette” le cui immagini troneggiano ovunque si parli di vacanza, riposo, relax… in poche parole, quello di cui avevamo bisogno: sarebbe stata la nostra scoperta delle famose “MALDIVE”!
Avremmo dovuto essere mia moglie ed io; ma nostro figlio si è volentieri aggregato dopo essersi però informato sulla possibilità di praticare il kite.
Anche un’altra coppia di amici con i quali avevamo trascorso altre vacanze, decide di aggregarsi. Successivamente però, “lui”, oberato da impegni sportivi (è preparatore di atletica leggera), cede il posto alla figlia che non si fà pregare: “…potrebbe rivelarsi l’unica occasione della mia vita!”
Così, a poco più d’un mese dalla partenza, versiamo un’acconto del 30%, ed in quel mese facciamo delle indagini su dove saremmo andati a finire tant’è che “navigando” in internet, lo scrivente, trova tanti siti che parlano di “quelle bellissime isole” ma uno solo lo conquista e, udite, udite, è…  www.tuttomaldive.it 
Un “sito” fresco, vivace, aggiornatissimo…. dal quale “scarico” racconti, foto e quant’altro di chi, le MALDIVE le ha vissute… e continua a viverle… (comprese le testimonianze di inevitabili disguidi del quando “si fà”). Stampo tutto e lo sottopongo a visura di congiunti ed amici, pardon, amiche, ottenendo una buona aspettativa della imminente vacanza.
isole maldive foto photo informazioni machchafushi resort isola di machchafushi con teorema viaggi by Lucia Valeria Raffaella Stefano e Pietro viaggio ottobre 2004 Tre giorni prima della partenza arrivano i documenti e versiamo il saldo. Andiamo in banca e preleviamo i dollari, anche di piccolo taglio. Quanti? Chi fa vedere cosa ha nel portafoglio, mostra il cervello…quindi, TANTI! Attenzione: non ho detto che intendiamo spenderli tutti! 
Prepariamo i bagagli: pochissimo vestiario, pantaloncini corti, T-shirt e parei (souvenir di precedenti vacanze), per le donne una mezza dozzina a testa di copricostumi, costumi interi e in due pezzi (sono leggeri e di poco ingombro), niente scarpe ma infradito (con la sabbia, le ciabatte procurano abrasione), scarpette di gomma per camminare tra (non sopra!) i coralli del reef, occhiali da sole, cappellino, cuscino gonfiabile, boccaglio, maschera e pinne (questi ultimi, si trovano anche sul posto a noleggio).
Articoli per l’igiene personale, un paio di asciugamani, creme protettive ed olii dopo-sole come suggerito dal buon senso, articoli di primo soccorso quali disinfettante, cerotti, forbicine, etc., repellente contro gli insetti (non è stato necessario), i classici medicinali di prima necessità, per quelli “vietati” e/o senza istruzioni in lingua inglese sarebbe interessante sapere quanti, tra i milioni di turisti, abbiano avuto problemi alla dogana… Comunque, la legge è legge!
Libri e riviste, che l’Assistente del T.O. gradirà, tenuto conto che in Italia manca da molto e/o chissà quando ci ritornerà. Lettore CD (o MP3) per musica da ascoltare tassativamente in cuffia! Giochi da tavolo, quali carte e dama, soprattutto nel caso di cattivo tempo…Macchine fotografiche (noi ne avevamo 5, delle quali, un paio di subacquee del tipo usa e getta), pellicole e schede di memoria (noi, di foto ne abbiamo fatte 350!), batterie e carica-batterie, cavalletto. Cacciavite elettrico, nastro isolante e cavo con presa volante quali surrogato all’adattatore presa di corrente (a volte si trovano all’accettazione a noleggio o su cauzione): pareva dovesse servire, invece nel nostro bungalow di prese elettriche ce ne erano addirittura di 3 tipi diversi. Torcia e batterie. Attrezzatura per kite: i praticanti la conoscono!
isole maldive foto photo informazioni machchafushi resort isola di machchafushi con teorema viaggi by Lucia Valeria Raffaella Stefano e Pietro viaggio ottobre 2004 Finalmente nella mattinata del 9 ottobre si parte: in 3 decidiamo di usare l’automobile, con tutti i bagagli, altre 2 usano il treno. All’aeroporto ci ritroviamo (dalla stazione FS di Milano centrale a Malpensa c’è servizio bus), sbrighiamo le pratiche d’imbarco con l’unico imprevisto che Eurofly esige un lauto sovrapprezzo per la tavola kite (100 euro per a/r), cosa che non era accaduta per il viaggio di una precedente vacanza: dipende anche da chi c’è al ceck-in!
Quindi breve attesa con shopping al porto-franco, quando ci imbarchiamo e decolliamo con circa 30 minuti di ritardo è notte, cena a bordo e scivoliamo via, leggeri e senza il minimo sussulto. Molti dormono, chi prima chi poi fà la fila alla toilette (sconsiglio i posti adiacenti), in coda ci sono posti liberi, mio figlio legge una autorevole guida turistica (lonely planet) ed ogni tanto mi erudisce con delle particolarità sulla Repubblica Maldiviana. Le donne guardano il “piccolo schermo” che però concilia loro il sonno… Io comincio a leggere un libro “leggero” di brevi racconti di vita… vissuta in montagna (la mia vera passione). Il tempo passa; ma sembra più lento del solito anche se gli stiamo andando incontro a quasi 1.000 Km/h… Alfine crollo anch’io, ma sarà un breve sonno: un’ improvviso brusio, rumori di persone che si alzano e si protendono verso gli oblò di sinistra ad ammirare lo spettacolo: il sole che prima del suo levare crea un’inverosimile contrasto di colori, dal rosso porpora al blu intenso, e sotto, in basso, l’oceano… mentre, guardando attraverso gli oblò di destra, avvolta nel suo mantello di stelle la notte stà fuggendo… 
Ci viene servita la colazione in un’euforia generale dovuta allo spettacolo offertoci dal nuovo giorno, preludio di una vacanza gratificante. Scendiamo di quota e sorvoliamo i primi atolli, che procurano nuove emozioni, poi l’aeroporto di Male che, occupando un’isola intera, dall’alto sembra una portaèrei. Osservo che abbiamo viaggiato ad una velocità superiore del previsto, in quanto abbiamo recuperato il ritardo al decollo ed atterriamo in orario dopo poco più di 9 ore di volo. 
Sbarchiamo, ci sottoponiamo alle consuete operazioni di controllo, recuperiamo i bagagli e subito veniamo ricevuti ed accompagnati su minibus all’aerostazione degli idrovolanti (i bagagli ci seguono su un altro camioncino). Personalmente sono colpito dalla quantità di apparecchiature per la climatizzazione appesi alle pareti esterne dell’edificio della Trans Maldivian Airways (ne avevo anteprima da una foto di Claudia&Dario nel loro fotoracconto del dicembre 2003), all’interno del quale ci sono, banco check-in, sala d’attesa principale con bar ed altre salette, in una delle quali facciamo una brevissima attesa prima di essere accompagnati sul pontile d’imbarco ed accolti a bordo dell’air-taxi che ci porterà a destinazione. 
isole maldive foto photo informazioni machchafushi resort isola di machchafushi con teorema viaggi by Lucia Valeria Raffaella Stefano e Pietro viaggio ottobre 2004 Siamo in 13 italiani più l’Assistente del T.O. che ci è venuta a ricevere: il piccolo velivolo è al completo e tutto al suo interno è miniaturizzato: bisogna camminare chini, piccoli i sedili, piccoli gli oblò… Una delle nostre donne soffre un poco di claustrofobia e sceglie un sedile vicino allo sportello nella celata speranza che non lo chiudessero ed a cose fatte, confessa: “Quando l’han chiuso, poco ci manca che mi strappassi gli abiti di dosso!”. Io con un ventilatore sopra la testa, sono a ridosso della piccola cabina di pilotaggio e seguo con curiosità le operazioni di manovra di pilota e co-pilota, scivoliamo sull’acqua, ci alziamo in volo, comincia un nuovo atto dello spettacolo MALDIVE. Tutti col naso sull’oblò ad ammirare con quanta grazia siano adagiate nell’oceano tutte quelle isolette: smeraldi, tanti, da formarne un naturale collier… e non ci son parole, ne foto, che possano rendere il piacere che se ne trae al guardarle. Personalmente devo arrendermi, credevo che solo le montagne e le valli dalla loro contemplazione potessero trasmettere questo tipo di stupore.
Lasciamo l’atollo di Male puntando a sud-ovest e dopo una mezz’ora ecco un’altra collana di perle: è l’atollo di Ari, la nostra meta. Realizziamo con piacere che l’ammaraggio viene effettuato molto lontano dalle isole, accostandoci ad una piattaforma galleggiante, dove ad attenderci c’è un dhoni dotato di motore diesel che, in una ventina di minuti ci porta alla nostra destinazione finale: 
MACHCHAFUSHI
In questo momento, mentre stò scrivendo, mi rendo conto che sicuramente, tra noi, fin dall’aurora di quel giorno abbiamo dialogato, fatte delle considerazioni, scambiata qualche battuta; ma non ricordo una sola frase ne una parola: solo immagini, immagini davvero uniche, che scorrono nella mia mente come in un film muto, perfino l’assordante rombo dell’idrovolante si cancella…
Approdiamo dunque sulla “nostra” isola, sulla spiaggia: nessuno!? Già s’era notato dal mare, eppure sono le 10:08 a.m. locali (a Milano, le 07:08 n.d.r.), raggiungiamo l’accettazione dove ci viene offerta una specie di sorbetto al cocco (buono) ed un piccolo asciugamano bianco intriso di succo di lime, un piccolo limone un tempo coltivato in loco, per rinfrescarci il viso: questo rituale di benvenuto assume l’aspetto di una purificazione, quasi a toglierci di dosso la nostra fretta occidentale per abbracciare la calma maldiviana.
Assolte le incombenze di registrazione, ricevute le informazioni di carattere generale dall’Assistente del T.O., un ragazzo maldiviano ci accompagna agli alloggi: comincia il nostro soggiorno, quello che si rivelerà il più rilassante in assoluto! I nostri figli prendono letteralmente d’assalto le loro valigie e indossato il costume, corrono a tuffarsi, quasi a voler conferma che non è solo un mare da cartolina… Ne ritornano dopo una mezz’ora: “…sarà una settimana eccezionale!” esclama la ragazza e l’altro, pensando al kite, “Ho la sensazione che a vento andiamo male… ma va bene anche così!”.
isole maldive foto photo informazioni machchafushi resort isola di machchafushi con teorema viaggi by Lucia Valeria Raffaella Stefano e Pietro viaggio ottobre 2004 La nostra scelta alloggi è la più economica perché al centro dell’isola e tra i più vecchiotti (corrono voci che saranno ristrutturati nel 2005), ma da buoni montanari ci sappiamo adattare, quello a cui teniamo è la pulizia e la razionalità, che valutiamo con un “accettabile”: gli asciugamani vengono sostituiti al bisogno, sapone e shampoo sono ridotti al minimo, manca lo scendibagno, la fontanella lavapiedi esterna è posizionata male così come non è comodo l’accesso alla doccia maldiviana, i teli mare non vengono sostituiti giornalmente (ovvero vien fatto malvolentieri), le sdraio da spiaggia individuali e numerate hanno segni di “vetustà” (durante la settimana, ne sono arrivate di nuove) fortunatamente ce ne sono molte di buone e libere in quanto non c’è il tutto esaurito.
Sistemati i bagagli, andiamo al ristorante: non c’è ressa, anche perché non tutti gli ospiti fanno il pranzo oltre ad esserci come detto un discreto numero di alloggi liberi, essendo in 5 chiediamo di unire due tavoli, il capo-camerieri non è disponibile ad accettare la nostra richiesta, non insistiamo e non comprendiamo questa regola, però il cameriere al quale veniamo affidati (molto bravo) ci tranquillizza asserendo che già dalla cena avrebbe provveduto ad assecondarci.
Quanto alle pietanze, non sono eccezionali, c’è una discreta scelta, minestra, pasta, bocconcini di carne, tonno (che nella settimana, in modi diversi, c’è sempre!), verdure cotte, un’ottima scelta vini (italiani e non), acqua e/o bibite a scelta, limitata scelta di frutta, pochi dolci, caffè (ovviamente non espresso). 
Il primo pomeriggio lo trascorriamo acclimatandoci ed “esplorando” il territorio. In prima battuta, ci disorienta il fatto che in pochi minuti si attraversa l’isola in lungo ed in largo; ma adiamo con ordine, prima tappa d’obbligo:
la SPIAGGIA
e si signori miei, dobbiamo ammetterlo, non si può non rilassarsi: sabbia finissima (si notano piccoli frammenti di conchiglie e corallo solo in prossimità del pontile di servizio e quello che porta ai villini sull’acqua, dove flusso e riflusso non “macinano”), un reef che và verso il mare aperto per un centinaio di metri (senza nessun muretto) con l’acqua cristallina alta non più di un metro e mezzo, in lontananza vanescenti lingue di sabbia bianca ed altre isole… all’orizzonte alte e gonfie nuvole cumuliformi, non minacciose ma in continuo movimento, ogni tanto un dhoni, lento e discreto… Gli ospiti, pochi, quasi si confondono all’ombra delle mangrovie e delle palme, una dolce brezza a coronare il sogno… ci intratteniamo, è scontato, prima di proseguire la visita. 
Ci soffermiamo poi al negozio di souvenir, ma ci rendiamo subito conto che di “locale” c’è ben poco, anzi, le cartoline sono di stampa addirittura germanica… Uno sguardo anche al centro diving molto ben organizzato, con annesso market; ma noi non facciamo immersioni ed a tal proposito non possiamo darvene testimonianza.
Visitiamo il centro massaggi per gli amanti delle coccole, gestito da una giovane coppia: lui smania di venire a praticare in Italia e per questo stà facendo di tutto per raccogliere credenziali dei clienti da presentare a non so chi, per ottenere il permesso di espatrio.
Dall’area riservata al personale proviene il rumore prodotto da un grosso motore diesel, con tutta probabilità si tratta del generatore di corrente che, purtroppo, è in funzione giorno e notte: gli uditi più sensibili potranno imporsi di credere che si tratti del frangersi delle onde…
Osserviamo anche la presenza di una moschea che ci dicono esser stata ultimata da pochi giorni.
Ripassando all’accettazione, per sottoscrivere le escursioni, notiamo il punto internet e la biblioteca del villaggio, ricavata “riempendo” di libri lasciati dagli ospiti una barca in disuso (geniale).
Torniamo all’esterno visitando una grande voliera dove sono custoditi dei volatili colorati. Altri ve ne sono in cattività che attirano l’attenzione: si tratta di una coppia di aironi cenerini dei quali uno, all’alba è assiduo frequentatore della spiaggia e durante il giorno della piscina per abbeverarsi, c’è anche il loro pulcino bianco che staziona in un piccolo giardino pseudo giapponese che si trova al centro dell’isola. Ancora, oltre ad altri volatili molto “ciarlieri” all’alba, ci sono almeno 3 pipistrelli volpe, grandi, che si possono veder volare nel tardo pomeriggio a caccia di prede che vanno a cercare sulle palme da cocco.
Giacchè siamo in tema faunistico, ricordiamo la gran quantità dei simpatici quanto timidi gechi, che compaiono la notte, attorno alle plaffoniere esterne dei villini. E ancora, parecchie formiche giganti assolutamente innocue ma che fanno il solletico…
Giungiamo intanto alla piscina rallegrata dalla presenza di alcuni bambini simpaticissimi, sono ospiti svizzeri, tra poco ci sarà il tramonto e la posizione è strategica, approfittiamo per scendere nell’idromassaggio che risulta essere molto gradito dalle signore. Il bar annesso, serve degli ottimi spuntini e mega gelati: da provare! Attigua, c’è una piccola palestra con alcuni attrezzi.
Calato il sole, è subito buio e torniamo alle nostre stanze a rilassarci, fare una doccia maldiviana (una goduria poter sguazzare tra le piante) e prepararci per la cena, vestiamo con sobrietà e raggiunto il ristorante notiamo che qualcuna delle ospiti non disdegna l’abito lungo, elegante…
La cena risulta piacevole, il bravo Ahmed ha preparato i nostri due tavoli uniti, anche con tutti gli ospiti presenti il buffet è scorrevole, ci sono più pietanze rispetto al pranzo, c’è anche un’angolo con cucina locale: da provare! Molti dolci (una sera ne abbiam contate 6 diverse varietà). Dopo cena facciamo una partita a ping-pong (ci sono 2 tavoli, chiedete le palette buone che tengono nascoste), c’è anche un biliardo a pagamento ed un paio di tavolini, per giocarci a carte o dama.
Per la cronaca: in questo resort, gli spettacoli serali e l’animazione in spiaggia non sono previsti.
Alle 22, ritirata e sonno ristoratore con recupero dell’arretrato… decisamente comodi i maxi letti!
Al mattino successivo ci alziamo, non prestissimo, il sole è già alto, andiamo a colazione dove troviamo caffè, latte (ovviamente non da mungitura quale nelle nostre valli trentine), the, succhi (non eccezionali), pane tostato al momento (noi lo “passiamo” 3 volte nella tostiera: ci piace ben abbrustolito!), burro in cubetti pretagliati “on ice”, marmellata, pancetta affumicata e piccoli wurstel… insomma, tutto nello standard.
Per la ristorazione la nostra opinione è: non eccezionale nei contenuti, apprezzabile lo sforzo dei cuochi, molto buono il servizio ai tavoli.
Quella mattina abbiamo osservato, vicino al pontile principale, la rimessa dove sono custodite tavole e vele da windsurf; ma durante tutto il nostro soggiorno il vento è mancato… Ci sono pure delle canoe, un catamarano e dei pedalò. 
Nel pomeriggio ci rechiamo su un’isola di residenti, ad una mezz’ora di dhoni. Non erano stati avvertiti del nostro arrivo, ma in breve la via principale si anima, i negozi aprono, bambini sotto lo sguardo delle madri si improvvisano commercianti di modesti ninnoli e souvenir: se proprio volete portar a casa un ricordo delle Maldive compratelo qui!! “A gratis” ricevete comunque un bel sorriso che terrete per sempre in un cantuccio del vostro cuore…
Mio figlio ed io, ci allontaniamo dalla comitiva visitando per conto nostro il resto dell’isola: il cantiere dove costruiscono e riparano le barche: stanno proprio tirando in secca un dhoni con l’ausilio di un grosso argano azionato a braccia. La quotidianità nello stenditoio comune, nella preparazione della cena (forse una zuppa) dentro un gran pentolone appeso ad un treppiede di grossi bastoni di legno e posto sul fuoco nel cortile tra le modeste abitazioni, i bimbi più piccoli accocolati dentro rudimentali dondoli appesi ai rami degli alberi. Un altro cortile che ha l’aspetto di un ritrovo con un’enorme pianta al centro e tutt’intorno dei “posti a sedere” ovvero quattro paletti, infissi nel terreno in cima ai quali, è fissata una cornice di legno entro la quale è intrecciata della corda a maglie larghe. Poi la moschea (alquanto squallida) e fuori, il cimitero con l’erba che quasi nasconde le basse lapidi, tre pozzi per raccogliere l’acqua piovana.
Ci ricongiungiamo alle nostre compagne, entriamo in un locale attiguo ad un negozio, forse un bar, dove ci sono solo i tavolini piantati nel terreno e poche sedie, da bere… noci di cocco aperte al momento: fresche e buone! Nel frigorifero, poche bottiglie da mezzo litro d’acqua e qualche pepsi-cola. Tornati in strada, familiarizziamo con alcune donne che con i loro bambini accettano di farsi fotografare (abbiamo scordata la Polaroid per lasciar anche a loro una foto), notiamo la loro bassa statura, tipica della loro etnia, fanno tenerezza.
Il rientro lo allunghiamo un poco, per passare vicino ad un’isola deserta e poi andar a visitare un altro resort: la comitiva si ferma al bar, le nostre compagne si fanno portare un supergelato, mio figlio ed io andiamo a farci il giro del villaggio: molto curato e più nuovo del nostro, ottima impressione.
Facciamo comunella con la nostra Assistente e per tutto il soggiorno socializza con nostri ragazzi nello snorkelling, nelle passeggiate serali, nelle uscite in canoa e a dispetto del capo-camerieri la ospitiamo al nostro tavolo… 
I giorni a seguire trascorrono in un’atmosfera assolutamente piacevole e serena, eccezion fatta per una mattina: c’è un poco di vento, in tutta fretta prepariamo la vela e mio figlio indossa l’imbragatura del kite, riesce a staccarsi dalla riva, ma non raggiunge neanche la barriera, non il tempo di fare una foto ricordo… piatta totale!! 
Una sera, Ahmed ed i suoi colleghi camerieri ci invitano a giocare a pallavolo per il giorno seguente. C’è un campo (ex tennis) con base in cemento ricoperto da sabbia, ci divertiamo; purtroppo assistiamo ad uno sgarbo nei confronti di altri inservienti che seguono il gioco a bordo campo: vengono allontanati da un altro dei “capi” e noi continuiamo a non capire, senza poter interferire… Dopo il riscaldamento ne è uscita una partita molto equilibrata, combattuta: Machchafushi 23 - Italia 25!
Questi luoghi vanno vissuti da prima dell’alba, con scenari in un continuo evolversi di luci, colori, contrasti… basta saperli cogliere! Fino al tramonto, ma anche oltre, per ammirare il plancton luminescente portato dalle onde, i paguri che con il buio escono a cibarsi, i pesci attirati dalle luci dei pontili, il cielo stellato e… la luna?? Accipicchia oltre al vento, ci è mancata pure lei… non era in estro, dovremo tornare un’altra volta…
L’ultima alba del nostro soggiorno ci mette addosso una gran malinconia, non un’alito di vento, il mare tarda a svegliarsi, e mentre la prua del dhoni taglia quello specchio blu un’ultimo arcobaleno che in esso si riflette appare vicino: lo interpretiamo come un saluto di buon’augurio da quel popolo così modesto, quanto ricco di umiltà.
L’idrovolante ci stà aspettando, risorvoliamo quelle isole e quel mare appagati dei giorni che ci ha regalati, arricchiti di emozioni che si rinnovano ogni qualvolta ci si confronta con realtà diverse…
La nostra vacanza si è consumata ed un poco di noi, rimane qui! Così come noi, avremo per sempre nella memoria dei nostri ricordi più belli, quelle collane di smeraldi, quel mare infinito.

All’aeroporto di Male, giriamo tra i negozi di souvenir riscontrando un corretto rapporto qualità/ prezzo, compriamo gli ultimi ricordini da portare ad amici e parenti, trovo il CD di una band locale (userò la copertina per l’album fotografico), scriviamo e spediamo le ultime cartoline… 
Superati i vari controlli ci imbarchiamo e, sorvolando la costa occidentale del Golfo di Suez, Eurofly ci regala la veduta aerea dell’antico Egitto: si vedono perfettamente le piramidi, i templi… ma questa è già un’altra storia…

Ottobre 2004 by Lucia, Valeria, Raffaella, Stefano e Pietro (noè) http://utenti.lycos.it/nohe/

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