Moofushi gennaio 2006
  gennaio 2006 by Paola&Massimiliano  

Moofushi gennaio 2006
Sarà il jet leg, sarà il tempo che abbiamo trovato al nostro ritorno, sarà per il duro rientro al lavoro, ma a due settimana di distanza ci sembra proprio difficile risvegliarsi dal sogno che abbiamo vissuto a Moofushi. 

Era la nostra seconda volta alle Maldive: Aprile 2004 era stata la volta di Dhonveli, adesso dopo lunga e attenta riflessione la nostra scelta è stata Moofushi e devo ammettere che la notevole differenza si è vista in tutto. Il volo della Livingston è partito da Malpensa con circa 50 minuti di ritardo ma siamo riusciti a recuperare un po’…arrivo a Malé e trasferimento alla stazione degli idrovolanti….qui a parte il volo di alcune valigie in acqua durante il loro carico (per fortuna non le nostre!) e risate generali perché (udite udite) i fattorini maldiviani avevano quasi paura a buttarsi nell’acqua per recuperarle, guardando le valigie dall’alto un po’ dubbiosi calcolando che forse lì l’acqua non era tanto alta e ce la facevano a buttarsi e non affogare…! Insomma risate generali… ma dopo un po’ riusciamo a partire anche noi: circa 25 minuti e arriviamo a destinazione! Finalmente la nostra vacanza ha inizio!

Il nostro beach bungalow standard è il 33
…assolutamente da consigliare come tutti i bungalow da quella parte (praticamente è la parte alla sinistra degli overwater), perché ha davanti molta spiaggia (circa 20-30 metri mentre abbiamo visto che dall’altra parte dell’isola la spiaggia è molto scoscesa ed è lunga appena 4-5 metri), l’acqua era più calda e a noi è sembrato il lato più tranquillo. Assolutamente eviterei gli overwater: per niente “overwater”, una costruzione di cemento, dove le fondamenta sono ricoperte di acqua solo per pochi centimetri e a volte con la bassa marea, l’acqua proprio non la hanno, lasciando il posto a sabbia e coralli che emanano un odore non troppo simpatico. Inoltre chi aveva gli overwater doveva ogni volta scendere e cercarsi il suo angolino di spiaggia, mentre noi dei beach bungalow era come se avessimo la nostra spiaggetta privata. Ma è facendo 2 metri in acqua dalla riva che abbiamo capito che Moofushi è diversa: c’erano squaletti ovunque e dando una pinnata un po’ più in là con maschera e boccaglio abbiamo visto razze, pesci chirurgo, l’idolo moresco, balestra picasso, pesce ago, balestra titano (non troppo simpatico…se lo vedete che nuota diritto e vi punta, sta proteggendo le uova, quindi fate dietro front altrimenti vi attacca, come è successo a dei ragazzi che abbiamo conosciuto là…non vi farà male ma meglio evitare!) e tanti altri coloratissimi pesci. 

Tutto lo staff, maldiviani e italiani, sono gentilissimi e molto simpatici, un ricordo particolare per Kokko, il nostro cameriere, che durante la vacanza abbiamo soprannominato “Piccolo Uomo veloce” data la sua altezza e la celerità nel servirci…veramente troppo carino! L’animazione è molto soft, ci sono soltanto 3 ragazzi che organizzano le serate: l’attiva Emanuela dedita al risveglio muscolare e ad altre attività di fitness (di cui abbiamo fatto volentieri a meno!), il “Fiorellistico” Mirko che si occupava delle serate dopo cena e dello snorkeling di gruppo ed infine il ragazzo del piano-bar (di cui chiediamo scusa per non ricordarci il nome!) che con la sua voce e musica soft sembrava catapultarci in un lounge bar tutte le sere. Una nota a parte merita senz’ombra di dubbio la guest star di Moofushi: la piccola Bea, la bimba più serena e felice di tutta l’isola (come darle torto!). Figlia del direttore italiano dell’isola, la piccola Bea ha trascorso gli ultimi 18 mesi (ora ha 2 anni e mezzo) su questo paradiso terrestre; era sempre presente nei momenti di ritrovo e considerava tutti i camerieri suoi zii e gli ospiti suoi amici. 

Le escursioni che il resort organizza sono 3: isola dei pescatori, isola deserta e lingua di sabbia, oltre all’immancabile e quotidiana uscita in barca per la pesca al bolentino. Noi abbiamo fatto solo la lingua di sabbia che consigliamo (insieme a una crema solare ad altissima protezione!). Altri nostri amici invece hanno visitato l’isola dei pescatori, che però stando al loro racconto non meritava: il silenzio e la temperatura perfetta di Moofushi lasciavano spazio a un’umidità devastante e a zanzare stile Boing 777 (Moofushi viene disinfestata mentre l’isola dei pescatori no!). Forse l’unica cosa per cui vale la pena questa escursione è approfittare per qualche acquisto nel mercatino pro-turisti. Unica attività che purtroppo non abbiamo provato è il diving ma a vedere le facce di tutti i sub al rientro di una qualsiasi escursione doveva essere sicuramente un’esperienza da fare….sarà per la prossima volta! Dimenticavamo....se venite a Moofushi lasciate pure le scarpe a casa! Sull’isola è consigliato e gradito (è davvero così) che tutti gli ospiti mattina, pomeriggio e sera non indossino nessun tipo di calzatura. 

Speravamo che l’improvvisa ondata di gelo che stava interessando l’Italia e che aveva bloccato per un giorno intero l’aeroporto di Malpensa si prolungasse per almeno altri 3-4 giorni...in questo modo avremmo potuto approfittare di qualche giorno in più in quel paradiso...fino all’ultimo speravamo di non ricevere la convocazione e l’orario di partenza ma purtroppo tutto è tornato nella norma e abbiamo dovuto salutare Moofushi ed i suoi abitanti sia quelli terrestri che quelli sott’acqua...ma siamo sicuri che il nostro sarà un arrivederci...
Paola & Massimiliano

gennaio 2006 by Paola&Massimiliano

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