Rannalhi gennaio 2004  
Gennaio 2004 by Rosaria&Davide

Eccoci qua, a raccontare il nostro viaggio alle Maldive, dal 23 al 31 Gennaio 2004 nel villaggio VentaClub Rannalhifoto isole maldive rannalhi resort isola di rannalhi atollo di male sud gennaio 2004 by Rosaria&Davide, dopo aver letto l’ampia documentazione presente nel vostro sito. Abbiamo prenotato già da tre mesi, e, quindi, con i Viaggi del Ventaglio, oltre ad uno sconto di 300 euro, usufruiamo anche dei privilegi della Carta VIP Pass. In realtà, a parte evitare la fila ai check-in dell’aeroporto, non ci è servita a nient’altro (avevamo anche lo sconto del 30% sulle bevande al frigobar in camera, ma non ne abbiamo mai usufruito, anche perché il servizio in camera riempiva sempre un thermos di acqua ogni volta che era necessario). 
Il nostro viaggio inizia, in realtà, la mattina del 23, quando partiamo da Catania per Malpensa con Alitalia. Arrivati a Malpensa, ci trasferiamo al Terminal 2. Fa tanto freddo, ma il pensiero del luogo che stiamo andando a visitare ci riscalda. 
Il volo, purtroppo, non è dei migliori. All’ultimo momento, hanno cambiato l’aereo, un B767 della Lot Polish Airlines, una compagnia polacca, invece dell’Air Europe. Il volo rimane sempre Air Europe, ma l’aereo, con relativo equipaggio, è polacco. Dopo quello che è successo il mese scorso in Egitto, non vi dico gli scongiuri prima della partenza. Insieme a noi, come accade quasi sempre con i voli charter, partono anche persone che hanno prenotato con altri TO. Il servizio a bordo, forse perché improvvisato, non è dei migliori (noi sediamo in Economy Class). Mancano le coperte (motivazione: è un volo charter…mah!), i pochi cuscini finiscono rapidamente, l’unico film che trasmetteranno è solo in lingua inglese (lo schermo, comunque, è ad una distanza tale da richiedere l’uso del binocolo), e gli assistenti di volo, tutti polacchi, tranne un’italiana praticamente assente per tutto il volo, sono scortesi. I posti a sedere non sono larghissimi, e, poiché l’aereo è praticamente pieno, non si possono sfruttare (tranne pochissimi fortunati), i posti a tre sedili per distendersi e dormire un po’. In compenso, c’è da dire, c’è un buono spazio tra una fila di sedili e quella davanti. Comunque, il viaggio, otto ore e mezzo, fila via abbastanza liscio, anche se non riusciamo a dormire molto. 
Atterrati a Male, la mattina del 24 Gennaio (il fuso ci ha un po’ fregati, quattro ore in avanti!), ci togliamo tutti i vestiti pesanti che ci portavamo da Milano (li rimetteremo solo poco prima di tornarvi), passiamo il controllo passaporti (un po’ di fila), ritiriamo i bagagli, e, subito dopo, un addetto Ventaglio ci accoglie e ci chiede di aspettare per salire sulle barche. Memori di ciò che abbiamo letto nei resoconti pubblicati in questo sito, e cioè delle bottigliette d’acqua a prezzi assurdi, non ci siamo seduti, nell’attesa, ai tavolini all’esterno dell’aeroporto. Finalmente, la nostra barca è pronta. Il trasferimento, come da catalogo, dura circa 50 minuti, ed è effettuato su un motoscafo che, specialmente all’andata, forse per via del mare appena mosso e della velocità elevata, procede sballottandoci un po’. Ma noi ci eravamo, per fortuna, premuniti di Xamamina. 
Già nel percorso da Male a Rannalhi abbiamo modo di ammirare le prime isolette, e le secche, opportunamente segnalate, lungo le quali il mare, da blu scuro, diventava azzurro chiaro. Pur stanchi per il lungo viaggio, e pur “smaliziati” dalle foto che avevamo visto, restiamo stupiti dai colori e dalla natura che ci circonda. Arriviamo dunque a Rannalhi, sbarchiamo sul pontile, accolti dai ragazzi dell’animazione che ballano la sigla del Ventaglio (un tormentone, la sigla, che ci accompagnerà lungo tutto il nostro soggiorno); ci offrono un panno umido per rinfrescarci, un cocktail, e, subito, ci danno le chiavi della stanza. Tutto il sentiero che porta alla nostra stanza (la 219) si snoda in mezzo agli alberi ed è in sabbia. foto isole maldive rannalhi resort isola di rannalhi atollo di male sud gennaio 2004 by Rosaria&Davide La stanza si trova dal lato dell’isola che si affaccia verso un’altra isola, caratterizzata da una maxi-antenna, penso per i GSM (villaggio Fihalohi, gestito da Hotelplan); è situata poco prima di arrivare alle camere overwater (che noi, visto i prezzi proibitivi, abbiamo evitato). Le stanze sono in villette a due piani (ogni villetta ha quattro camere), tutte all’interno dell’isola; comunque, per quanto è grande l’isola, la si gira completamente in un quarto d’ora, ed è, quindi, un po’ difficile definirne l’interno. Il mare era in ogni modo a dieci metri, dietro una palma. Le camere sono fornite di ventilatore a soffitto (molto utile, la notte, per dare un po’ di frescura), di aria condizionata, di frigobar, di televisore (RAI International), di telefono (4 USD al minuto, si paga un minuto per ogni frazione di minuto successiva all’intero, anche dopo soli tre squilli a vuoto: conviene, comunque, rispetto al cellulare, che costa 6 euro al minuto) oltre, ovviamente, al bagno con doppia doccia, purtroppo non all’aperto, un’ampia vetrata con terrazzino ed uno stenditoio molto utile per mettere ad asciugare la roba. Noi ci siamo fatti dare una stanza al piano superiore, per proteggere la nostra privacy (le vetrate danno sul sentiero di passaggio, e, più avanti, sul mare). Le stanze vengono pulite, bene, dal room boy due volte al giorno, la mattina e la sera. All’ingresso, c’è la ciotola con l’acqua per pulirsi, prima di entrare, i piedi dalla sabbia (scordatevi le scarpe chiuse per tutta la durata del soggiorno). Gli asciugamani ed i teli mare vengono cambiati solo se lasciati per terra. Ogni volta, il letto viene rifatto arrangiando le lenzuola sempre in maniera diversa. L’ultima sera, poi, il room boy decora il letto con petali di fiori, dandogli un tocco molto romantico. Lungo tutto il sentiero che porta alle aree comuni (diving center, bar, ristorante, teatro, reception, boutique, centro water sports e centro massaggi) ci sono delle amache, oltre ad un’altalena. La spiaggia, lungo tutta l’isola, è fornita di sedie a sdraio (in plastica), e, a differenza di altri villaggi, non abbiamo mai avuto difficoltà a trovarne, ogni giorno, due libere. Purtroppo, nella zona vicino alle overwater, ma solo qua, c’è il famigerato muretto che trattiene la sabbia…ma, in fondo, basta solo spostarsi di qualche decina di metri, ed il muretto (comunque, bassissimo, e, quindi, facilmente scavalcabile) non c’è più. 
Il servizio è All Inclusive (tranne al bar in zona overwater, ma se ne fa tranquillamente a meno), anche se tutto viene servito sfuso, eccetto per le bevande alcoliche, i cocktail, ed il caffè espresso, che si pagano (il nescafè, invece, è gratis e sempre disponibile fino a mezzanotte). Il vino ai pasti, sfuso, invece, è incluso. Tutti i conti si saldano alla partenza, anche con carta di credito. Oltre ai pasti principali (ne parlerò più avanti), viene servito un piccolo snack (di solito, con i resti del pasto precedente) alle 10 (per chi non ha fatto in tempo a fare colazione), alle 17 (dolci) ed alle 22 (snack salato), all’incirca. La quantità di cibo agli snack non è varia come in altri villaggi Ventaglio, ma, in fondo, siamo alle Maldive, e forse è anche meglio così. 
Il Ventaglio ci fa trovare un piccolo omaggio in camera (alcuni bastoncini d’incenso), ma noi abbiamo solo voglia di metterci il costume e andare a fare il primo bagno alle Maldive. Ne abbiamo il tempo, prima di andare a pranzo. 
foto isole maldive rannalhi resort isola di rannalhi atollo di male sud gennaio 2004 by Rosaria&Davide Il primo impatto è da sogno. Il mare è caldo, trasparente, calmo. Ci mettiamo l’abbronzante, protezione 25 (il sole picchia forte). Indossiamo la nostra maschera, lo snorkel, e ci dirigiamo verso il reef, che si raggiunge facilmente a nuoto (nel punto in cui siamo, è distante circa 100 metri, ma in altri punti dell’isola, ad esempio all’altezza del diving, il reef è praticamente pochi metri dopo la spiaggia). E, per la prima volta, ammiriamo i pesci della barriera corallina. Coloratissimi, di svariate forme e grandezze, e, meraviglia delle meraviglie, ti nuotano vicinissimo, quasi incuranti della tua presenza. Pesci chirurgo gialloblu, pesci pappagallo multicolori con il becco quasi a rostro che serve loro per rosicchiare le rocce ed il corallo, pesci farfalla, pesci balestra (per fortuna, in questo periodo, non aggressivi), pesci pagliaccio, pesci “bull-eye”, cioè ad occhio di toro, pesci unicorno (hanno proprio un corno sulla testa), pesci trombetta, pesci che sembravano cernie (o forse lo erano davvero, qua finisce la mia “competenza” ittica), pesci dai riflessi blu, gialli, rossi, verdi. E ancora: stelle marine, coralli, anemoni di mare, tutti multicolori, conchiglie bivalve, a volte anche molto grandi, con il mollusco color blu che si ritrae ogni volta che gli si passa di sopra. Ovviamente, il tutto senza toccare assolutamente nulla, ma soltanto guardando e ammirando i colori e i riflessi. Avevo letto che il corallo, alle Maldive, era stato quasi completamente distrutto dal Niño. Ma avevo letto anche che sta ricrescendo, e, anche se è la prima volta che vedo una barriera corallina dal vivo, e, quindi, non ho termini di paragone, posso assicurarvi che, in ogni caso, è stupenda. Purtroppo, la macchina fotografica subacquea che avevo portato dall’Italia non vuole saperne di funzionare. Mi adatto, dunque, a fare (poche) foto con una macchina subacquea usa e getta comprata nella boutique del villaggio (20 USD per 27 foto). 
A fatica, usciamo dall’acqua per il pranzo. Il ristorante è a buffet, e, a sorpresa, non appena entriamo, ci affianca un cameriere che ci porta ad un tavolo che sarà sempre il nostro, durante tutta la vacanza. Casualmente, insieme a noi, in quel momento, entra anche una coppia, che poi scopriamo essere fratello e sorella, e che siederà sempre al nostro stesso tavolo. Per fortuna, Elena e Paolo di Como sono molto simpatici, ed è un piacere chiacchierare un po’ con loro. Come dire, noi siamo stati fortunati, ma se beccavamo qualcuno antipatico o, peggio ancora, rompiscatole, ce lo saremmo dovuto sorbire per tutti i pranzi e le cene. Strana questa usanza, forse è meglio come accade negli altri villaggi Ventaglio che abbiamo visitato finora (Messico e Turchia), dove sei libero di sederti ogni volta dove vuoi e con chi vuoi. Così facendo, tra l’altro, i ragazzi dell’animazione mangiavano sempre tra di loro, seduti allo stesso tavolo…forse è più bello quando si mischiano un po’ alla gente e si siedono, di volta in volta, un po’ con tutti. Comunque, ripeto, noi siamo stati molto fortunati, visto che Elena e Paolo sono stati una bella compagnia. E poi abbiamo avuto l’occasione anche di conoscere i nostri commensali dei tavoli vicini. Roberto e Monica di Bergamo, che avevano già viaggiato tanto, e due coppie un po’ più anziane di noi che erano già là da qualche giorno, e che ci hanno dato qualche consiglio e qualche dritta. 
Il cameriere, poi, è sempre lo stesso; il nostro si chiamava Hady, anche se noi, per i primi giorni (forse era via), abbiamo avuto dei camerieri diversi. Il suo compito era quello di levare i piatti, ogni volta che si finiva, e, soprattutto, quello di servire da bere. Infatti, a parte il nescafè e qualche succo di frutta, disponibili ai distributori, tutte le bevande, acqua compresa, venivano servite direttamente nel bicchiere. Anzi, l’acqua veniva versata direttamente dalla bottiglia. Le altre bevande, tipo coca-cola, aranciata, o anche vino, invece, venivano portate in bicchiere. E questo era un problema: state attenti, se tenete particolarmente all’igiene. Infatti, se, allo stesso tavolo, o, in tavoli vicini, veniva chiesta una bevanda di questo tipo, i bicchieri (anche usati) venivano raccolti direttamente dal tavolo, portati in un’altra stanza, riempiti e riportati al tavolo, non so quanto rispettando l’ordine con il quale erano stati presi. Il cibo era tanto, ma non molto vario di giorno in giorno, il cuoco, Cesare, era italiano (ma partecipava anche all’attività di animazione). La colazione aveva un angolo “all’inglese”, nel quale, per chi ne aveva il coraggio, ci si poteva far cucinare sul posto uova con o senza pancetta, formaggio e quant’altro. Poi, il resto del buffet, invece, era dedicato a cornetti, senza farcitura (ahimè, spesso troppo crudi), torte soffici (molto buone), cioccolato caldo (sia scuro, sia bianco), latte e caffè (sempre nescafè), succhi di frutta, yogurt sfuso e frutta. A pranzo e cena, invece, vari antipasti, sia cotti, sia crudi, focacce e pane (a volte, anche pizza), due primi di pasta (uno al sapore di pesce, poco pesce, molto sugo) preparati sul posto (ovviamente, con pasta e sughi vari precotti), altri primi vari (perfino i cannelloni, a volte, e, sempre, il riso), secondi con carne e/o pesce arrostiti sul posto, e diverse specialità. Infine, un angolo “maldiviano”, molto piccante (a volte, facevano anche una sorta di piadina, non ricordo come si chiamasse). Poi la frutta ed i dolci, forse la parte migliore. Ananas molto buono, le banane piccole, dolcissime, una volta perfino i datteri, e cinque o sei tipi di dolce di diverse fatture e differenti gusti. Insomma, cibo forse un po’ meno vario del normale standard degli All Inclusive Ventaglio, ma, in fondo, siamo alle Maldive… Dopo il primo pranzo, pennichella con risveglio troppo tardi per fare il bagno pomeridiano, quindi cena e briefing di presentazione del villaggio, dei suoi servizi e dello staff. La sera, poi, spettacolo al teatro. Ce n’era uno diverso ogni sera, in genere cabaret, e, a volte, prevedeva anche la partecipazione degli ospiti del villaggio. L’animazione, in generale, era molto soft…chi non voleva partecipare, veniva lasciato in pace, senza insistenze. Il capo-animazione, quasi nostro concittadino, foto isole maldive rannalhi resort isola di rannalhi atollo di male sud gennaio 2004 by Rosaria&Davide Salvo, era simpatico, ricco di battute e sapeva “tenere” il palcoscenico. Tra l’altro, in quei giorni cadeva anche il compleanno di Rosaria. Ebbene, loro sapevano tutto, anche se noi non gliel’avevamo detto, e, quella sera, hanno preparato una torta apposta per lei e gliel’hanno data, insieme ad un piccolo ricordo, cantandole: “Tanti auguri”. Ci hanno stupiti, non ce l’aspettavamo proprio. Agli spettacoli di animazione, comunque, partecipavano, stranamente, anche il cuoco ed il personale dell’ufficio traffico-escursioni. La capo-villaggio, invece, l’abbiamo vista solo il primo giorno, perché poi è andata in ferie per tutta la settimana. 
Una volta fatto buio, uno spettacolo che ci lascia senza fiato. Un cielo stellato come, purtroppo, non capita più di vedere facilmente da queste parti, con l’inquinamento, soprattutto luminoso, dei nostri luoghi. Tra gli animali non acquatici che abbiamo visto in questi giorni ricordo le volpi volanti, gli uccelli simili ai nostri corvi (ma forse erano davvero corvi) che gracchiavano tutto il giorno e la notte, gli aironi che si facevano avvicinare quasi fino a poterli toccare, i granchi bianchi, alcuni minuscoli, che camminavano lungo la sabbia, sparendo, con una velocità impressionante, nei buchi che erano sparsi dappertutto, non appena qualcuno o qualcosa si avvicinava, i granchi più grandi (non enormi come quelli che vedemmo a Cuba) che pareva gradissero di più l’acqua del mare, ed i paguri. 
Il giorno dopo, io vado a fare la prova gratuita di immersione al diving center. È la prima volta che provo ad immergermi con il respiratore, e, francamente, ho qualche esitazione. Preferisco, dunque, darmi allo snorkeling, anche se il diving center, molto buono, a mio parere, era attrezzato per rilasciare tutti i brevetti PADI. Tra l’altro, il diving center organizza delle uscite per lo snorkeling, che vi consiglio caldamente. Infatti, qualche giorno dopo, partiamo con un dhoni per l’uscita dello snorkeling guidato (costo 19 USD, compreso noleggio di salvagente). foto isole maldive rannalhi resort isola di rannalhi atollo di male sud gennaio 2004 by Rosaria&Davide Ci portano nei pressi di alcune isole, dove c’è un parco marino, e ci fanno immergere per lo snorkeling accompagnato, dopo averci parlato un po’, lungo il tragitto, della fauna che avremmo incontrato. Qua vediamo anche due tartarughe. La prima sul fondo, la seconda, invece, che risale fin su per prendere aria. Ammiriamo, naturalmente, anche una serie di pesci colorati e di tutte le forme. Ci hanno portato inoltre ad una secca, una lingua di sabbia deserta di pochi metri quadrati, lì in mezzo al mare. Già solo questa valeva tutta l’escursione. Di ritorno verso l’isola, poi, l’incontro con un branco di delfini. Vederli guizzare sotto la barca, piroettare sull’acqua, nuotarci di fianco, è stata una bella emozione. 
Oltre a quest’uscita, io ho fatto anche lo snorkeling notturno (25 USD, compreso noleggio di maschera, pinne e muta). Partendo dal pontile dell’isola, ci hanno portato, poco dopo il tramonto, con le torce, ad ammirare la vita notturna della barriera corallina. Abbiamo visto pesci che, di giorno, non avevo mai visto, tra cui il pesce scorpione ed il riccio matita. Oltre ad una piccola aragosta, e delle razze che “planavano” un po’ più distanti. Ed i pesci diurni che stavano fermi, immobili, mentre noi pinneggevamo sopra loro. Alla fine, poi, chi ci accompagnava ci ha fatto spegnere per le torce, dopo aver agitato un po’ l’acqua, in modo da ammirare il fenomeno della bioluminescenza del plancton. A proposito di plancton. Contrariamente a quanto ci avevano prospettato, non abbiamo avuto mai mal d’orecchio a causa di questo, anche se, finiti i bagni, avevamo l’accortezza di lavarci le orecchie con acqua dolce ed asciugarle bene. Invece, abbiamo avuto qualche irritazione sulla pelle, probabilmente proprio a causa del plancton o di qualche altro microrganismo presente in acqua. Nulla di grave, comunque, e tutto passato dopo qualche giorno dal rientro in Italia, senza pomate o cure particolari. 
Non abbiamo fatto altre escursioni. Chi le ha fatte, ci ha sconsigliato quella a Male, ed anche la solita gita all’isola dei pescatori, niente di che. Invece, chi l’ha fatta è tornato molto entusiasta dal “giro delle isole” (costo 60 USD). Noi abbiamo preferito rimanere tranquilli nell’isola
Le giornate, così, sono passate tra bagni, snorkeling, sole, letture varie (c’eravamo portati un po’ di libri, ma, per chi vuole, il villaggio ha una piccola biblioteca alla quale attingere liberamente), passeggiate, tramonti e spettacoli. Soprattutto, gli spettacoli della natura maldiviana, quelli che ci hanno fatto augurare che il giorno della partenza arrivasse il più tardi possibile e quelli che, ora che siamo tornati, ci fanno sperare di potere, un giorno, tornare da quelle parti. Ma, più delle parole, credeteci, valgono le immagini ed i ricordi. Ecco perché solo chi c’è già stato, alle Maldive, può capire cosa significhi, e perché spendiamo tutte queste parole per viverle ancora nei nostri ricordi. 
Ma, appunto, il giorno della partenza, dei saluti e del ritorno a casa è arrivato, dopo una settimana. Fatte le valigie, comprati gli ultimi souvenir (un consiglio: aspettate un po’ prima di comprare qualcosa alla boutique del villaggio. L’ultimo giorno hanno fatto i saldi, e vendevano un po’ di roba alla metà di quanto la vendessero il giorno prima), ci imbarchiamo, a malincuore, sul motoscafo che, nel giro di cinquanta minuti, ci porta all’aeroporto di Male. Sbrigate tutte le formalità di check-in e controllo passaporti, passiamo nell’area duty-free, molto ricca di negozi, ma, a mio parere, per nulla conveniente, se non proprio per i piccoli acquisti dell’ultimo minuto. Il volo di ritorno per Malpensa viene sempre effettuato dall’Air Europe, ma su un B767 della Lot Polish Air, come all’andata. E, a sorpresa, questa volta, il servizio a bordo è decisamente meglio dell’andata. Ben due film in italiano, cibo discreto, hostess che passavano spesso tra i sedili, offrendo da bere, e volo tranquillo (anche se decisamente più lungo dell’andata, dieci ore e mezza, senza scalo). Arrivati a Malpensa, alla riconsegna bagagli, è giunto il momento dei saluti: Elena e Paolo di Como, Roberto e Monica di Bergamo, Francesca e Francesco di Livorno. E Davide e Rosaria di Catania (che torneranno a casa solo a tarda sera). Ci si lascia con l’augurio di rivederci in qualche altro viaggio, e con, negli occhi, ancora, l’azzurro del mare maldiviano e i colori di questa vacanza bellissima che non dimenticheremo mai. 
Alla prossima. Davide e Rosaria.

Gennaio 2004 by Rosaria&Davide

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