Velidhu island resort 2006  

luglio 2006 by Raffaella&Fabio

Ciao. 
Siamo Fabio e Raffaella, lo scorso luglio siamo stati per la prima volta alle Maldive, vogliamo raccontarvi il nostro viaggio per rendervi partecipi delle nostre emozioni.
Villaggio Turisanda Velidhu Atollo di Ari Nord, 15 giorni di soggiorno. 
Partiamo da Malpensa il 17 Luglio 2005, siamo impazienti e arriviamo con circa tre ore di anticipo in aeroporto, praticamente siamo i primi al ceck-in della Turisanda e subito abbiamo due sorprese, una negativa l'altra positiva. 
La prima è che si parte con due ore di ritardo a causa della indisponibilità per ritardo dell'aeromobile della EuroFly, un airbus A330 in arrivo da Amsterdam, la seconda la annota la signorina della turisanda sui nostri biglietti "siete stati spostati in 1 classe.", certo il viaggio non poteva inizia sotto migliore auspicio. 
SI Parte.Il volo dopo uno scalo a Roma per accogliere altri passeggeri, procede senza scossoni per tutta la notte, fra snack, cena e bibite. La cena della prima è generosa e gustosa, è servita dallo stuart, ed è accompagnata da un ottimo prosecco. 
Lo spazio fra le poltrone è decente, ogni passeggero ha un monitor e un telecomando per scegliere fra i tre film che danno a ripetizione o dei giochini elettronici. Dopo un po’ il sonno prende il sopravvento e ci addormentiamo. Le ore passano, e dai finestrini inizia a scorgersi qualche raggio di sole. Non stiamo più nella pelle, il nostro sguardo è fisso al finestrino, finalmente il comandante ci avverte che è iniziata la discesa verso il Malè international, il mare sotto di noi è uno spettacolo incredibile. Nei corridoi passano gli assistenti che spruzzano un antibatterico (normativa maldiviana) e distribuiscono dei moduli per l’immigrazione. 
Atterriamo….(foto pista) e subito ci assale un’afa incredibile. 
Ritirate le valige l’assistente Turisanda ci scorta al pulmino che ci accompagna attraversando la pista di atterraggio all’imbarco dell’idrovolante. Qui una piccola sorpresa nuovo ceck-in e pesatura dei bagagli, compreso bagaglio a mano e borsa della macchina fotografica, totale superiore ai 15kg di franchigia e pagamento di 20 dollari per l’eccedenza. Il viaggio in idrovolante (Maldivian Air taxi) dura circa 20 minuti che ci porta ad ammarare nella splendida laguna del Velidhu Island Resort. 
Sulla banchina troviamo Elisa, la residente Turisanda, si nota che è la sua prima esperienza, ma fa di tutto per esaudire ogni richiesta. Come già accaduto in altri posti alla reception ci aspetta una salvietta umida profumata ed un coktail di benvenuto. Ci assegnano il bungalow e subito corriamo in spiaggia, corriamo per così dire è a 10 metri dalla porta del bungalow. 
L’isola è molto curata e pulita, si gira sempre scalzi (che fatica ricalzare le scarpe dopo 15 giorni), il villaggio è meta di molti inglesi e tedeschi, si vede anche qualche giapponese, quindi la cucina è prettamente internazionale. Il resort è gestito da una società cingalese, con il personale prettamente maldiviano. Il buffet è sempre molto ricco e vario, non manca neanche la carne di maiale, rarissima in certi paesi. Quello che ci ha deluso è stata la scarsità di piatti a base di pesce, che dovrebbero essere abbastanza semplici da reperire, quello che invece ci ha più sorpreso è stato il buffet dei dolci, tanti, vari e fantastici ed il pane da far invidia a tanti fornai nostrani. I primi giorni si fatica a prendere il ritmo, anche perché alle 18 inizia già ad imbrunire, ma poi si prende il ritmo e purtroppo i giorni volano via veloci, in men che non si dica è già trascorsa la prima settimana. 
Il villaggio ha un buon centro diving EuroDivers, il responsabile è belga, i dive master sono italiani e tedeschi. Alle Maldive è obbligatorio l’uso del computer subacqueo, quindi se ne siete sprovvisti dovete noleggiarlo. Le immersioni sono tante e tutte bellissime, quella che più ci ha entusiasmato però è stata quella a MAAYA THILA, un fungo di barriera nel blu dell’oceano indiano (in realtà la definiscono una secca sommersa non pericolosa alla navigazione) con molta corrente, ma anche adatto a sub meno esperti. Proprio a causa della corrente, abbiamo visto praticamente tutte le specie marine della zona, un grosso barracuda solitario, uno squalo pinna bianca, una testuggine, un pesce vela e tantissimi altri ancora e a differenza del Mar Rosso tutti di grossa taglia. 
Non sto neanche a nominare squali pinna nera e trigoni con i quali facevamo il bagno tutti i giorni davanti al nostro bungalow. Dal resort è possibile effettuare diverse escursioni ed attività, noi ci siamo limitati alla visita dell’isola dei pescatori Bodufolhudhoo, da qui poi alla esclusiva NiKa, meta dei vip nostrani (fino a 500€ a testa al giorno). 
In definitiva il giudizio del Velidhu non può che essere positivo, anche perché se è vero che ha una capacità di oltre 300 ospiti, non si incontrano che al ristorante, la spiaggia è quasi sempre deserta, o così sembra. Si ha l’impressione di essere su un’isola disabitata. (vedi foto
Le camere sono riassettate 2 volte al giorno, la biancheria da letto e da bagno cambiata tutti i giorni, così come i teli mare. E’ vero che ci sono resort certo più esclusivi e meglio attrezzati, ma quello che veramente conta è il mare fantastico e il paesaggio incantevole che ci circonda. Passiamo a commenti più utili e forse necessari ai più. La formula per noi era All Inclusive con acqua e soft drink, credo una formula indispensabile in certi posti, meglio non prendere in considerazione chi offre la pensione completa con bevande escluse, anche perchè sicuramente a fine vacanza ci troveremmo a dover saldare un bel conticino, basti pensare che l’acqua naturale in plastica da 1.5l costa 3.5$ e una fanta o una coca 2.70$. Il villaggio è dotato di un centro benessere, un piccolo market per i soliti souvenir, con prezzi decisamente ragionevoli e allo stesso livello, se non meno dei negozi dell’aeroporto. Le camere denotano una certa anzianità, specie nel bagno, ma sono confortevoli e spaziose. Sono dotate di pala al soffitto, condizionatore, due ombrelli e due impermeabili per le giornate piovose. La camera inoltre è dotata di frigobar (consumazioni a parte), una torcia elettrica per le passeggiate notturne, due sdraio sotto il patio, due in riva al mare con ombrellone. 
15 giorni passano velocemente, è già ora di rientrare, levataccia alle 5 del mattino (ristorante aperto per l’occasione) per riprendere l’idrovolante che dopo una sosta ad un vicino resort ci lascia al Malè International, il tempo di un giro nei negozi dell’aeroporto e siamo al gate (in compagnia di vip italiani) pronti per l’imbarco, questa volta viaggiamo in economy, la differenza si vede, specie nello spazio tra le file, il viaggio avviene totalmente d giorno, quindi facciamo a tempo a visionare tutti i film in programmazione utilizzando lo schermino individuale. …………..
Cosa dire delle Maldive……sono un vero e proprio paradiso terrestre, purtroppo non alla portata di tutti e forse anche per questo ancora incantevoli. (vedi foto panoramica) A tanti potrà far paura affrontare 9-10 ore di volo, come per esempio a mia moglie, ma credetemi ne vale davvero la pena, anche lei sarebbe pronta oggi stesso a prendere il volo per uno qualsiasi di quei puntini disseminato nell’oceano indiano. Spero di essere di nuovo su queste pagine per descrivere un altro viaggio alle Maldive.
Fabio e Raffaella.

luglio 2006 by Raffaella&Fabio


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